- 28/01/2026
- Simone Martino
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Dopo il rapporto di Banca d’Italia sul Fintech for Good, AIS chiede standard chiari per misurare la sostenibilità e sbloccare gli investimenti green
La sostenibilità è diventata una variabile decisiva per l’accesso ai capitali, soprattutto nel settore delle infrastrutture. Ma senza criteri chiari, misurabili e condivisi, il rischio è che gli investimenti green restino sulla carta.
È questo il messaggio lanciato da AIS – Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili, intervenuta a commento del rapporto pubblicato il 26 gennaio dalla Banca d’Italia, “Sostenibilità e innovazione finanziaria: il ruolo emergente del Fintech for Good (F4G)”.
Secondo AIS, il documento di Bankitalia mette in evidenza un nodo ormai centrale per l’economia italiana: il disallineamento tra progettazione infrastrutturale e finanza sostenibile, che rischia di rallentare la realizzazione di opere strategiche proprio nella fase post-PNRR.
Orsenigo (AIS): “Senza metriche credibili i capitali non arrivano”
“Sostenibilità e finanza sono sempre più legate, soprattutto nel post PNRR, che dovrà reperire fondi dal mondo finanziario per sostenere lo sviluppo infrastrutturale in Italia”, ha dichiarato Orsenigo, presidente di AIS.
Foto: Lorenzo Orsenigo, presidente di AIS – Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili
Secondo l’associazione, il progressivo esaurimento delle risorse straordinarie europee rende inevitabile un maggiore ricorso al mercato dei capitali, in particolare a quelli orientati ai criteri ESG. Ma per intercettarli non bastano dichiarazioni di principio.
“Oggi non è sufficiente affermare che un’infrastruttura è sostenibile: bisogna dimostrarlo con criteri chiari, comparabili e verificabili”.
Il rapporto di Bankitalia e il ruolo del Fintech for Good
Il punto di partenza del dibattito è il rapporto della Banca d’Italia dedicato al Fintech for Good (F4G), un paradigma emergente che coniuga innovazione tecnologica, servizi finanziari e obiettivi sociali e ambientali, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Nel documento, Bankitalia definisce il F4G come: “L’applicazione della tecnologia digitale ai servizi finanziari finalizzata a generare un impatto sociale ed economico positivo e misurabile, complementare al rendimento finanziario”.
Un riconoscimento che ha portato l’Istituto centrale ad aggiornare la propria classificazione del Fintech, includendo il F4G come fenomeno economico e tecnico autonomo, capace di favorire inclusione finanziaria e sostenibilità.
Infrastrutture e finanza: un passaggio cruciale nel post-PNRR
Per AIS, il valore del rapporto di Bankitalia sta soprattutto nell’aver evidenziato l’urgenza di costruire un linguaggio comune tra progettisti, imprese e investitori.
L’associazione ha avviato un gruppo di lavoro dedicato a infrastrutture e finanza sostenibili, con l’obiettivo di definire standard affidabili per misurare:
la sostenibilità delle organizzazioni (equity)
la sostenibilità delle opere infrastrutturali (debt)
Un passaggio ritenuto decisivo per guidare le scelte della corporate finance e orientare i flussi di investimento verso i progetti più solidi.
Greenwashing e regole: il richiamo alla trasparenza
Nel rapporto di Bankitalia viene anche sottolineata l’opportunità di introdurre un quadro normativo capace di ridurre il rischio di greenwashing, garantendo che le iniziative legate al Fintech for Good siano coerenti con obiettivi di sostenibilità misurabili e verificabili.
Un punto su cui AIS converge pienamente: “Il risultato dell’assenza di standard è un disallineamento tra chi progetta e chi finanzia – ha avvertito Orsenigo – che rallenta la realizzazione di opere strategiche”.
Capitali green: disponibili, ma selettivi
Secondo AIS, il problema non è la mancanza di risorse. I capitali green esistono e continuano a crescere, ma sono sempre più selettivi e orientati verso progetti in grado di dimostrare concretamente il proprio impatto ambientale e sociale.
“Non arriveranno – ha concluso Orsenigo – se non offriamo standard rigorosi e un modello univoco, trasparente e credibile, capace di valorizzare i progetti migliori e attrarre investimenti nel medio-lungo periodo”.















































































































































































































































































































































































































