- 28/09/2025
- Redazione
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Accordo ONU sull’Alto Mare: il Trattato BBNJ entrerà in vigore nel 2026 per proteggere la biodiversità oceanica globale. È una tappa epocale per la protezione degli oceani e per la cooperazione internazionale
Con il deposito degli strumenti di ratifica da parte di Sri Lanka, Saint Vincent e Grenadine, Sierra Leone e Marocco, il Trattato sull’Alto Mare ha raggiunto il traguardo delle 60 ratifiche necessarie per entrare ufficialmente in vigore.
Conosciuto formalmente come Accordo sulla Conservazione e l’Uso Sostenibile della Biodiversità Marina delle Aree oltre la Giurisdizione Nazionale (BBNJ), il trattato diventerà giuridicamente vincolante il 17 gennaio 2026, a 120 giorni dalla ratifica decisiva.
Un Traguardo Storico per l’Oceano e per l’Umanità
«Accolgo con favore questo storico risultato per l’oceano e per il multilateralismo», ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres. «In soli due anni, gli Stati hanno trasformato un impegno in azione, dimostrando cosa sia possibile ottenere quando si lavora uniti per il bene comune».
L’accordo copre oltre due terzi degli oceani del pianeta e stabilisce regole vincolanti per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina, la creazione di aree marine protette, la condivisione equa dei benefici derivanti dalle risorse genetiche marine, e il rafforzamento della scienza e delle capacità dei Paesi in via di sviluppo.
Guterres ha esortato tutti gli Stati a unirsi senza indugi al trattato e i partner internazionali a sostenerne una rapida e piena attuazione. «La salute dell’oceano è la salute dell’umanità», ha ribadito.
Il Primo Accordo Vincolante per le Aree Oltre la Giurisdizione Nazionale
Il Trattato BBNJ è il primo strumento internazionale legalmente vincolante pensato per tutelare la vita marina in acque internazionali, ossia quelle che si trovano oltre le giurisdizioni nazionali. Rappresenta uno strumento fondamentale per fermare la perdita di biodiversità e il degrado degli oceani.
Le sue disposizioni includono:
La creazione di aree marine protette (MPA) in alto mare
La valutazione degli impatti ambientali delle attività umane
L’accesso equo a conoscenze scientifiche, tecnologie e risorse genetiche marine
Il rafforzamento delle capacità nei Paesi in via di sviluppo
Tutto ciò è essenziale per raggiungere gli obiettivi globali in materia di clima e biodiversità, come il traguardo “30×30” del Quadro Globale sulla Biodiversità di Kunming-Montreal, che mira a proteggere il 30% della terra e degli oceani entro il 2030.
Diplomazia Globale e Prossimi Passi
Il trattato è il frutto di quasi vent’anni di negoziati, ed è stato adottato nel giugno 2023. È stato aperto alla firma il 20 settembre 2023, con Palau come primo Stato a ratificarlo. Ad oggi, oltre 140 Paesi e l’Unione Europea hanno firmato l’accordo, manifestando l’intenzione di ratificarlo.
Entro un anno dall’entrata in vigore, dovrà svolgersi la prima Conferenza delle Parti (CoP1), prevista per la fine del 2026. Sono già in corso i preparativi presso le Nazioni Unite per costruire le istituzioni e i meccanismi necessari a garantire l’efficacia del trattato.
Intanto, governi e attori internazionali stanno preparando proposte per la protezione delle aree marine più vulnerabili dell’Alto Mare, tra cui le dorsali Salas y Gómez e Nazca, il Lord Howe Rise, il Mar di Tasmania, il Mar dei Sargassi e il Domo Termico del Pacifico orientale.
“Da 60 al Mondo Intero”
«Il raggiungimento delle 60 ratifiche non è il traguardo, ma il punto di partenza», ha dichiarato Rebecca Hubbard, direttrice della High Seas Alliance. «La vera forza di questo trattato sta nella partecipazione universale. Esortiamo tutti i Paesi rimasti a unirsi a questo storico accordo e passare da 60 al mondo intero, prima della CoP1».
Ulteriori ratifiche sono attese in occasione della Settimana di Alto Livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che inizierà il 22 settembre 2025 a New York.
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Un’occasione unica per salvare gli oceani
Il Trattato BBNJ rappresenta una pietra miliare nella tutela del patrimonio marino globale e un esempio concreto di come la diplomazia multilaterale possa affrontare le grandi sfide planetarie. Ora, la responsabilità è nelle mani della comunità internazionale: trasformare questo slancio in protezione reale per l’oceano e, con esso, per il futuro dell’umanità.















































































































































































































































































































































































































