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Negli ultimi anni, il mondo dell’agricoltura ha vissuto una trasformazione radicale, spinta da due forze principali: la digitalizzazione dei processi produttivi e le nuove tecniche genetiche

Ci riferiamo all’Agricoltura 4.0 e alle TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), due strumenti complementari che possono contribuire in modo decisivo a rendere il settore agricolo più sostenibile, efficiente e resiliente.

Agricoltura 4.0: una rivoluzione nei campi

L’Agricoltura 4.0 è l’evoluzione tecnologica dell’agricoltura di precisione. Grazie all’uso integrato di sensori, droni, satelliti, intelligenza artificiale, big data e Internet of Things (IoT), gli agricoltori oggi possono monitorare in tempo reale lo stato di salute delle colture, ottimizzare l’uso di risorse come acqua, fertilizzanti e fitofarmaci, e prevedere le rese con maggiore accuratezza.

Questi strumenti abilitano la capacità di eseguire le azioni ottimali, nel luogo e al momento giusto, prendendo decisioni informate nelle diverse fasi e adattando la lavorazione al mutare delle condizioni, con conseguente risparmio di risorse e maggiore efficienza produttiva.

L’Agricoltura 4.0 comporta quindi un approccio sistemico, gestendo l’intero ciclo di produzione agricola con una logica data-driven. Questa nuova forma di agricoltura non solo migliora la produttività, ma contribuisce anche a ridurre l’impatto ambientale delle pratiche agricole

Sempre più aziende ricorrono all’innovazione in agricoltura

Secondo il rapporto AGRIcoltura100, realizzato da Confagricoltura in collaborazione con Reale Mutua, la quota di imprese che hanno introdotto queste innovazioni in azienda è in aumento, dal 18,5% nel 2023 al 20,7% nel 2024. La penetrazione è differenziata per settore produttivo e supera la media generale nei comparti cerealicolo, vitivinicolo e in quello delle ortive.

Molto evidente la correlazione tra adozione di Agricoltura 4.0 e livelli di sostenibilità, a conferma del ruolo trainante dell’innovazione nell’indirizzare percorsi di crescita sostenibile. Tra le imprese con alto livello di sostenibilità, il 48,5% impiegano strumenti e tecniche Agricoltura 4.0, contro il 17,9% di quelle di livello medio-alto e appena il 2% del livello base.

Credit: Rapporto AGRIcoltura100

TEA: la genetica al servizio dell’ambiente e della sicurezza alimentare

Le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) sono invece strumenti di ingegneria genetica di nuova generazione, che permettono di ottenere nuove varietà vegetali in tempi più brevi, senza l’introduzione di DNA estraneo, come avviene negli OGM tradizionali.

Tecniche come il genome editing (es. CRISPR-Cas9) consentono di modificare in modo mirato i geni delle piante per migliorarne la resistenza a malattie, siccità o condizioni climatiche estreme, oppure per aumentare il valore nutrizionale dei prodotti.

Contrariamente ai transgenici, le piante ottenute con TEA non sono considerate OGM dalla scienza e, in molti Paesi, anche dalla legislazione, proprio perché non introducono geni esterni, ma agiscono sulla base genetica già presente nella pianta.

In prospettiva, le TEA potranno contribuire a migliorare sia la sostenibilità ambientale (resilienza ai cambiamenti climatici, resistenza agli organismi nocivi, riduzione del fabbisogno di concimi e pesticidi) sia la capacità produttiva e la stabilità di imprese e filiere.

Opportunità e sfide: il ruolo della politica e della società

Tuttavia, la diffusione di queste innovazioni dipende anche da fattori normativi, etici ed economici. Mentre è in corso l’iter in sede UE per normare queste nuove tecniche genomiche, anche in Italia sono stati avviati alcuni primi test con la collaborazione di imprese, associazioni di categoria e centri di ricerca universitari.

Secondo quanto emerge dall’indagine riportata nel rapporto AGRIcoltura100, in un solo anno, la quota di imprese che si dichiarano a conoscenza delle TEA è aumentata dal 25,4% al 38,4%.

Ad aumentare è stata soprattutto la quota di chi ne ha una conoscenza solo generale, dal 17,1% al 26,2%, mentre le imprese che hanno approfondito il tema, analizzandone le implicazioni e i possibili impatti, sono il 12,2%.

Per superare le sfide climatiche e produttive occorre impiegare le TEA 

Ben il 70,3% degli agricoltori che sono a conoscenza delle TEA contano sulle nuove tecniche genomiche per superare le sfide climatiche e produttive che sono chiamati ad affrontare, e il 59,1% si dichiarano disponibili a introdurle in azienda non appena sarà possibile.

L’apertura nei confronti delle TEA è significativamente correlata ai livelli di sostenibilità. Infatti, le imprese più sostenibili considerano le TEA un’opportunità irrinunciabile e sono favorevoli ad impiegarle.

Una sinergia strategica per l’agricoltura del futuro

Agricoltura 4.0 e TEA non sono soluzioni alternative, ma strumenti complementari. Mentre le TEA consentono di sviluppare colture più forti, adattabili e sostenibili, l’Agricoltura 4.0 fornisce gli strumenti per coltivarle al meglio, monitorando ogni fase del ciclo produttivo.

Ad esempio, una varietà di frumento ottenuta con TEA per resistere alla siccità può essere coltivata in modo più efficiente grazie a sistemi di irrigazione smart controllati da sensori climatici e software predittivi.

Agricoltura 4.0 e TEA rappresentano, dunque, una vera e propria rivoluzione verde, capace di rispondere in modo concreto alle grandi sfide del cambiamento climatico, della sicurezza alimentare e della tutela delle risorse naturali. La strada è ancora lunga, ma è chiaro che il futuro dell’agricoltura sarà sempre più digitale, geneticamente avanzato e sostenibile.

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