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Gruppo CAP entra tra le migliori utility idriche globali: sostenibilità, innovazione e riuso dell’acqua oltre la media italiana

C’è anche una realtà italiana tra le utility idriche più innovative del pianeta. In occasione del Global Water Summit di Madrid, Gruppo CAP — la green utility pubblica che gestisce il Servizio Idrico Integrato della Città metropolitana di Milano — è entrata ufficialmente nel “Leading Utilities of the World” (LUOW), il network internazionale che riunisce le aziende più avanzate nel settore della gestione dell’acqua e dell’ambiente.

Un ingresso che rappresenta molto più di un riconoscimento simbolico: Gruppo CAP diventa infatti una delle sole tre aziende italiane presenti nel circuito internazionale che raccoglie le utility considerate benchmark globali per sostenibilità, innovazione e resilienza infrastrutturale.

Cos’è il “Leading Utilities of the World”

Il LUOW non è soltanto una rete di eccellenza. Nato per favorire il confronto tra i principali operatori mondiali del settore idrico, il network riunisce aziende che complessivamente servono oltre 300 milioni di persone nel mondo.

L’obiettivo è condividere strategie, tecnologie e modelli industriali in grado di affrontare le sfide sempre più complesse legate ai cambiamenti climatici, alla scarsità delle risorse e alla sostenibilità energetica.

Per Gruppo CAP, l’ingresso nel network rappresenta una consacrazione internazionale di un modello industriale che negli ultimi anni ha puntato con decisione su economia circolare, innovazione digitale e transizione ecologica.

Falcone: “Non un punto d’arrivo, ma uno stimolo a migliorare”

Secondo Michele Falcone, Direttore Generale di Gruppo CAP, il riconoscimento arriva in un momento storico particolarmente delicato per il settore idrico.

“L’ingresso nel network Leading Utilities of the World rappresenta per noi un riconoscimento importante, ma lo viviamo soprattutto come uno stimolo a fare sempre meglio”, ha dichiarato Falcone durante il summit di Madrid.

Il manager ha sottolineato come la gestione della risorsa acqua sia oggi messa sotto pressione dagli effetti del cambiamento climatico e da scenari sempre più complessi, evidenziando il valore strategico del confronto con le realtà più avanzate a livello globale.

“Vogliamo portare la nostra esperienza internazionale e, al tempo stesso, imparare dalle migliori pratiche dei nostri partner globali”, ha aggiunto.

I tre pilastri che hanno portato Gruppo CAP tra le utility leader del mondo

Appalti sostenibili e filiera green

Uno degli elementi che ha convinto il network internazionale riguarda il modello di procurement sostenibile adottato dalla utility lombarda.

Gruppo CAP ha integrato criteri ESG e parametri ambientali direttamente nei processi di affidamento degli appalti pubblici. Una strategia che produce effetti concreti anche sul mercato dei fornitori.

Per il 2025, infatti, circa 71 milioni di euro di contratti — pari al 27% del totale degli affidamenti — saranno destinati esclusivamente ad aziende in grado di garantire elevate performance di sostenibilità ambientale.

Un approccio che punta a trasformare la sostenibilità da semplice obiettivo aziendale a leva industriale capace di orientare l’intera filiera.

Economia circolare: riutilizzo delle acque reflue oltre la media italiana

Il secondo asse strategico riguarda la trasformazione degli impianti di depurazione in piattaforme di economia circolare.

Ogni anno Gruppo CAP tratta circa 360 milioni di metri cubi di acque reflue. Di queste, il 35,6% viene riutilizzato, un dato nettamente superiore rispetto alla media nazionale, che si ferma intorno al 5%.

L’obiettivo dichiarato è convertire gli impianti in vere e proprie “bioraffinerie urbane”, capaci non solo di depurare l’acqua ma anche di recuperare materia, produrre energia e ridurre l’impatto ambientale.

La utility punta inoltre alla neutralità energetica entro il 2045, rafforzando così il proprio percorso verso la decarbonizzazione.

Tecnologia predittiva e monitoraggio delle reti

Il terzo elemento premiato riguarda l’innovazione tecnologica applicata alla gestione delle infrastrutture.

Gruppo CAP ha sviluppato una piattaforma centralizzata di Technical Analytics che consente di monitorare in tempo reale oltre 13mila chilometri di reti idriche e circa 1,5 milioni di asset.

Il sistema integra dati provenienti da fonti diverse e permette di intervenire in modo predittivo sulla gestione delle perdite e delle emergenze.

Secondo l’azienda, l’utilizzo di queste tecnologie consente di ridurre fino al 30% i tempi di risoluzione degli incidenti, migliorando l’efficienza del servizio e limitando i disagi per cittadini e imprese.

La sfida dell’acqua passa dalla resilienza climatica

L’ingresso di Gruppo CAP nel Leading Utilities of the World fotografa anche un cambio di paradigma nel settore delle utility europee.

Le aziende idriche non sono più soltanto gestori di infrastrutture, ma stanno diventando attori strategici della resilienza climatica, della sicurezza energetica e dell’economia circolare.

In uno scenario segnato da siccità, eventi climatici estremi e crescente pressione sulle risorse naturali, la gestione intelligente dell’acqua si conferma uno dei nodi centrali della transizione ecologica.

E il riconoscimento ottenuto dalla utility lombarda dimostra come anche in Italia stiano emergendo modelli industriali capaci di competere a livello globale.

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