- 16/06/2026
- Redazione
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Prima del voto del Parlamento Europeo sulle nuove tecniche genomiche (NGT), FederBio lancia un appello agli eurodeputati italiani per fermare quella che definisce una deregolamentazione dei nuovi OGM
Il futuro dell’agricoltura biologica europea passa anche dal voto in programma domani al Parlamento Europeo. Al centro del dibattito c’è la proposta di regolamento sulle nuove tecniche genomiche (NGT), strumenti di miglioramento genetico delle piante che l’Unione Europea si prepara a disciplinare con una normativa dedicata.
In vista della decisione dell’Eurocamera, FederBio ha rivolto un appello agli eurodeputati italiani affinché respingano il testo attualmente in discussione, giudicato dalla federazione una forma di deregolamentazione degli organismi geneticamente modificati di nuova generazione.
Secondo l’organizzazione che rappresenta il settore biologico e biodinamico italiano, la proposta rischierebbe infatti di eliminare alcuni dei principali strumenti di controllo oggi previsti per gli OGM, come la valutazione preventiva dei rischi, la tracciabilità lungo la filiera, l’etichettatura dei prodotti e le norme sulla responsabilità in caso di contaminazione
FederBio: “A rischio trasparenza e libertà di scelta”
A esprimere le preoccupazioni del comparto è la presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini, secondo cui il provvedimento potrebbe compromettere il diritto di cittadini e agricoltori a scegliere prodotti privi di organismi geneticamente modificati.
Per l’associazione, equiparare gran parte delle varietà ottenute attraverso le NGT alle colture convenzionali senza introdurre adeguate misure di separazione tra le diverse filiere rischierebbe di rendere molto più difficile garantire l’assenza di nuovi OGM nelle produzioni biologiche.
Una situazione che, secondo FederBio, potrebbe avere conseguenze economiche rilevanti per un settore che rappresenta una delle eccellenze dell’agroalimentare italiano.
Il peso del biologico in Italia: oltre 97 mila imprese e 11 miliardi di valore
L’Italia è oggi tra i leader europei dell’agricoltura biologica. Secondo i dati richiamati da FederBio, il 20,2% della superficie agricola utilizzata è coltivata con metodo biologico, mentre le imprese coinvolte superano quota 97 mila.
Il valore complessivo del comparto, considerando sia il mercato interno sia le esportazioni, raggiunge circa 11 miliardi di euro.
Numeri che spiegano perché il settore guardi con particolare attenzione alle decisioni che saranno prese a Bruxelles nei prossimi giorni.
Tracciabilità, etichette e controlli: le richieste al Parlamento Europeo
Nel caso in cui non fosse possibile respingere integralmente il testo, FederBio chiede almeno l’introduzione di una serie di garanzie considerate essenziali.
Tra le principali richieste figurano: mantenere sistemi che consentano di seguire il prodotto lungo tutta la filiera produttiva; garantire ai consumatori informazioni chiare sulla presenza di organismi ottenuti attraverso nuove tecniche genomiche; rendere pubblici strumenti e procedure che permettano di individuare la presenza delle NGT nei prodotti agricoli; definire misure efficaci per evitare contaminazioni tra coltivazioni biologiche, convenzionali e NGT; stabilire un quadro normativo chiaro nel caso in cui si verifichino contaminazioni che provochino danni economici agli agricoltori.
Il nodo dei brevetti sulle sementi
Un altro tema centrale riguarda la proprietà intellettuale. FederBio chiede che eventuali brevetti non possano estendersi a piante, sementi e caratteristiche genetiche già presenti in natura o sviluppate attraverso il lavoro degli agricoltori nel corso delle generazioni.
Secondo Mammuccini, è necessario sostenere gli emendamenti che limitano l’ambito di applicazione dei brevetti per evitare forme di privatizzazione del patrimonio genetico vegetale e garantire maggiore certezza giuridica alle imprese agricole.
La sfida tra innovazione genetica e agricoltura biologica
Il confronto sulle NGT rappresenta uno dei temi più divisivi della politica agricola europea. Da una parte, sostenitori e settore della ricerca evidenziano il potenziale delle nuove tecniche genomiche per sviluppare colture più resistenti ai cambiamenti climatici, alle malattie e agli stress ambientali. Dall’altra, il mondo del biologico teme che una riduzione delle regole possa compromettere la trasparenza delle filiere e la possibilità di mantenere produzioni completamente prive di OGM.
Per FederBio, l’Unione Europea rischierebbe di entrare in contraddizione con gli obiettivi fissati dalla strategia comunitaria per l’espansione del biologico, che punta a raggiungere il 25% della superficie agricola coltivata secondo questo metodo.
La decisione attesa dal Parlamento Europeo potrebbe quindi avere effetti non soltanto sul quadro normativo degli OGM di nuova generazione, ma anche sul futuro equilibrio tra innovazione biotecnologica, sostenibilità ambientale e libertà di scelta dei consumatori europei.











































































































































































































































































































































































































