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Il Festival dell’Acqua 2026 a Roma affronterà sicurezza delle infrastrutture, cambiamento climatico, intelligenza artificiale e investimenti nel servizio idrico dopo il PNRR

L’acqua è una risorsa essenziale, ma anche una delle infrastrutture più delicate da proteggere in un mondo alle prese con cambiamenti climatici, nuove tensioni geopolitiche e una crescente domanda di investimenti.

È su questo terreno che si concentrerà la nona edizione del Festival dell’Acqua, promosso e organizzato da Utilitalia in collaborazione con Acea, in programma a Roma dal 28 al 30 settembre.

Tre giornate nelle quali istituzioni, imprese, tecnici e ricercatori saranno chiamati a confrontarsi sul futuro del servizio idrico, partendo da una domanda sempre più concreta: come rendere le reti più resilienti e sostenibili mentre cambiano il clima, le tecnologie e il quadro economico?

L’appuntamento coinvolgerà oltre 130 relatori e si articolerà tra il Palazzo della Cancelleria, dove si terrà l’apertura del 28 settembre, e il Centro Congressi La Nuvola, sede dei lavori del 29 e 30 settembre all’interno della cornice del Forum Euromediterraneo.

La sicurezza dell’acqua in un mondo che cambia

L’inaugurazione del Festival è prevista lunedì 28 settembre al Palazzo della Cancelleria. Tra i partecipanti annunciati figurano il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente di ARERA Nicola Dell’Acqua, la vicepresidente della Banca europea per gli investimenti Gelsomina Vigliotti e la commissaria europea per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva Jessika Roswall.

Il tema della sicurezza delle infrastrutture attraverserà buona parte del programma. Le reti idriche, infatti, devono fare i conti contemporaneamente con eventi climatici più estremi, esigenze di manutenzione e ammodernamento e un contesto internazionale nel quale anche le infrastrutture essenziali sono diventate un tema strategico.

La questione non riguarda soltanto la disponibilità dell’acqua, ma anche la capacità dei sistemi di captazione, trattamento, distribuzione e depurazione di continuare a funzionare in condizioni sempre più complesse.

Intelligenza artificiale e reti idriche: cosa cambia

Il 29 settembre, alla Nuvola, sarà l’innovazione tecnologica ad aprire i lavori. La plenaria dedicata ad acqua, dati e intelligenza artificiale affronterà il ruolo della digitalizzazione nella trasformazione del servizio idrico.

Sensori, dati e sistemi di analisi possono infatti diventare strumenti per monitorare le reti, individuare anomalie e migliorare la gestione delle infrastrutture. Ma l’innovazione porta con sé anche nuove esigenze sul fronte della sicurezza dei sistemi e della protezione delle infrastrutture digitalizzate.

È il passaggio da una gestione tradizionale delle reti a un modello sempre più basato sui dati, in cui la capacità di raccogliere e interpretare informazioni diventa parte integrante del servizio.

Acqua, salute e PFAS

Nel pomeriggio del 29 settembre il confronto si sposterà sul rapporto tra acqua e salute, con una sessione dedicata al tema One Health.

Al centro ci saranno anche gli inquinanti emergenti, tra cui i PFAS, sostanze che hanno assunto un peso crescente nel dibattito sulla qualità dell’acqua e sulla tutela della salute.

Il tema inserisce il servizio idrico in una prospettiva più ampia, nella quale ambiente, salute pubblica e gestione delle risorse devono essere considerati come elementi collegati.

Il cambiamento climatico mette alla prova il sistema idrico

La giornata del 30 settembre sarà invece dedicata in particolare agli effetti del cambiamento climatico e alla sostenibilità economica del settore.

Una delle sessioni affronterà il tema del nuovo equilibrio idrico in un contesto caratterizzato da fenomeni climatici che modificano la disponibilità e la distribuzione delle risorse. Parallelamente, un altro confronto sarà dedicato al valore dell’acqua, tra regolazione e sostenibilità economica.

È un tema che si lega direttamente alla necessità di investire nelle infrastrutture. Il settore idrico necessita infatti di risorse significative per ammodernare le reti e renderle più resilienti, proprio mentre si avvicina la fase successiva agli interventi finanziati dal PNRR.

Dopo il PNRR, la sfida degli investimenti

La conclusione della stagione degli investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta uno dei nodi del confronto.

Secondo Luca Dal Fabbro, presidente di Utilitalia, il servizio idrico dovrà affrontare nei prossimi anni investimenti importanti proprio alla luce della fine dei fondi PNRR, insieme agli effetti del cambiamento climatico, alle normative europee e all’instabilità dello scenario geopolitico.

“Il Festival dell’Acqua si conferma come uno dei principali appuntamenti nazionali di confronto e dibattito”, ha spiegato Dal Fabbro, evidenziando la necessità di mettere attorno allo stesso tavolo politica, tecnici ed esperti per affrontare opportunità e problemi del settore.

La questione economica, quindi, diventa inseparabile da quella ambientale: rendere le reti più efficienti e resilienti significa anche trovare un equilibrio sostenibile per finanziare gli interventi necessari nei prossimi anni.

Dall’acqua come risorsa all’acqua come parte dell’economia circolare

L’ultima parte del Festival allargherà ulteriormente la prospettiva. Nel pomeriggio del 30 settembre si parlerà infatti dell’acqua come motore dell’economia e dei settori produttivi, mentre una sessione parallela sarà dedicata alla circolarità nella gestione delle risorse idriche.

Il riuso delle acque depurate, la valorizzazione dei fanghi e la gestione delle acque meteoriche saranno alcuni dei temi al centro del confronto.

L’obiettivo è guardare all’acqua non soltanto come una risorsa da proteggere e distribuire, ma anche come un elemento all’interno di un modello più circolare, nel quale ciò che oggi viene considerato uno scarto può diventare una risorsa.

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