- 02/10/2026
- Simone Martino
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Bolletta acqua, siccità, riuso e depurazione: gli italiani sono aperti agli investimenti per migliorare il servizio, ma la disponibilità a pagare di più resta prudente
Gli italiani non sembrano contrari a un servizio idrico più moderno. Preoccupano la siccità, la qualità dell’acqua e gli effetti del cambiamento climatico, mentre cresce l’interesse per il riuso delle acque depurate e per una depurazione più avanzata.
Il problema arriva quando si parla di costi. È questo il quadro che emerge dall’Indagine Cittadini dell’Acqua 2026, realizzata dal Laboratorio REF a luglio. Un’indagine che racconta un Paese disponibile al cambiamento, ma ancora prudente quando gli investimenti si traducono in una possibile crescita della bolletta acqua.
Siccità, il rischio preoccupa quasi sette italiani su dieci
Il 68,7% degli intervistati è preoccupato per possibili problemi futuri legati alla disponibilità d’acqua nel proprio territorio. La percentuale sale al 91% tra chi ha già vissuto razionamenti.
Dove la siccità è ancora un rischio futuro viene percepita soprattutto come una minaccia. Dove è già stata vissuta, diventa invece un problema concreto. Anche per questo il riuso delle acque depurate trova un’apertura significativa.
Riuso dell’acqua, oltre nove italiani su dieci favorevoli almeno a certe condizioni
Il 28,8% considera il riuso utile per contrastare la siccità, il 36,9% lo accetta per usi non potabili e il 25,5% soltanto in presenza di controlli molto rigidi.
Nel complesso, oltre nove cittadini su dieci mostrano quindi un’apertura, piena o condizionata, verso il riutilizzo delle acque depurate.
La richiesta, però, è chiara: garanzie, controlli e informazioni trasparenti.

Lo stesso atteggiamento emerge sulla depurazione avanzata, considerata importante dal 79,9% degli intervistati anche quando i suoi effetti non sono immediatamente visibili dal rubinetto.
Bolletta acqua, un italiano su tre non accetterebbe aumenti
È sulla bolletta acqua che il consenso agli investimenti incontra il limite più evidente.
Il 34,5% degli italiani non accetterebbe alcun aumento, mentre il 51,9% sarebbe disposto a pagare tra l’1% e il 5% in più.
La fiducia nel gestore fa una grande differenza: accetterebbe un aumento il 36,6% di chi non si fida per nulla, contro il 71,8% di chi dichiara molta fiducia.
La domanda, quindi, non sembra essere soltanto quanto pagare, ma soprattutto per cosa pagare.
Un aumento può risultare più comprensibile quando viene collegato a opere, risultati e benefici concreti.
Quanto conoscono gli italiani la propria bolletta dell’acqua?
La ricerca mette in luce anche un problema di conoscenza. Solo il 49,2% degli intervistati identifica correttamente il soggetto che gestisce il servizio idrico nel proprio territorio. Il 52% non sa quanto costa un metro cubo d’acqua e appena il 33% sa che nella bolletta rientrano anche interventi legati alla depurazione e alla tutela ambientale.
Chi riceve direttamente la bolletta conosce meglio il servizio, ma tende anche a giudicarlo più severamente: i giudizi positivi sono il 37%, contro il 47,7% tra chi ha un rapporto indiretto attraverso il condominio.
Nord e Sud, due esperienze diverse del servizio idrico
Il servizio viene giudicato buono o ottimo dal 57,6% nel Nord Ovest e dal 54,9% nel Nord Est. La percentuale scende al 28,6% nel Centro e al 23,3% nel Sud.
Anche i giudizi negativi cambiano radicalmente: sono il 6,8% nel Nord Ovest e arrivano al 35,3% nel Sud.
Non esiste quindi un’unica esperienza italiana dell’acqua. Dove il servizio è percepito come più solido, fiducia e soddisfazione tendono a crescere insieme. Dove i problemi sono più visibili, la disponibilità a sostenere nuovi investimenti deve confrontarsi innanzitutto con il disagio quotidiano.
Dove investire i soldi: la priorità è la sicurezza dell’acqua
Ai cittadini è stato chiesto di distribuire idealmente 100 euro di nuovi investimenti. La quota maggiore, 28,1 euro, è stata destinata a siccità e riuso. Seguono alluvioni e fognature con 25,8 euro, depurazione avanzata con 25,7 euro ed energia dal servizio idrico con 20,3 euro.
La priorità percepita è quindi soprattutto la sicurezza: affrontare la scarsità d’acqua e proteggere i territori dagli eventi estremi.
Il futuro passa dalla fiducia
L’indagine mostra che gli italiani non sembrano rifiutare il cambiamento. Riuso, depurazione e investimenti contro la siccità possono trovare consenso quando vengono collegati alla sicurezza, alla salute e alla tutela dell’ambiente.
La vera sfida è però trasformare questa apertura in un consenso informato.
Per farlo occorre spiegare meglio cosa finanzia la bolletta acqua, chi decide le tariffe, quali opere sono necessarie e quali risultati produrranno.
L’acqua che arriva dal rubinetto è soltanto la parte più visibile di un sistema molto più grande. E se quel sistema deve affrontare siccità, cambiamento climatico e nuove esigenze ambientali, la partita non si giocherà soltanto sulle infrastrutture, ma anche sulla fiducia dei cittadini.
















































































































































































































































































































































































































































