- 23/04/2026
- Redazione
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Al G7 di Parigi, Pichetto chiede più investimenti contro desertificazione e siccità: focus su acqua, tecnologia e cooperazione globale
Alla ministeriale del G7 di Parigi, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha lanciato un appello chiaro: servono più risorse finanziarie per contrastare desertificazione, degrado del suolo e siccità.
Aprendo la sessione dedicata alle sfide ambientali legate all’acqua e alla sicurezza, il ministro ha sottolineato l’urgenza di un cambio di passo basato su investimenti pubblici e privati, oltre che su approcci innovativi già promossi dall’Italia durante le precedenti presidenze internazionali.
Il legame tra crisi ambientali, migrazioni e conflitti
Nel suo intervento, Pichetto ha evidenziato come le crisi ambientali siano sempre più intrecciate con gli equilibri geopolitici globali. Desertificazione e siccità non sono solo problemi ambientali, ma incidono direttamente sulla qualità della vita e sulla stabilità sociale.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la coincidenza tra le aree colpite da degrado del suolo e quelle da cui partono flussi migratori o dove si registrano conflitti. Un legame che rende ancora più urgente un’azione coordinata a livello internazionale.
Secondo il ministro, l’impegno del G7 potrà rafforzare il lavoro della prossima COP17 prevista ad agosto in Mongolia.
Dall’Africa al G7: i progetti già avviati
L’Italia, ha ricordato Pichetto, è già attiva sul fronte internazionale. Dal 2020 il Ministero sostiene undici Paesi dell’area del Sahel con un programma gestito dalla Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione.
L’obiettivo è duplice: recuperare territori degradati e creare opportunità economiche per le comunità locali, con particolare attenzione a donne e giovani.
Inquinamento delle acque: prevenzione e tecnologia
Un altro nodo centrale è quello dell’inquinamento idrico. Qui, secondo il ministro, serve un approccio integrato che parta dalla prevenzione, passi per una regolamentazione più efficace e arrivi all’uso delle migliori tecnologie disponibili.
In questo contesto si inserisce la Coalizione G7 per l’Acqua, promossa sotto la presidenza italiana, che punta a rafforzare la collaborazione internazionale e a condividere soluzioni innovative.
Tra gli strumenti citati, il sistema nazionale SIM (Sistema Integrato di Monitoraggio), una piattaforma tecnologica basata su sensori e modelli avanzati per la tutela delle risorse idriche, delle infrastrutture e della stabilità economica.
Innovazione e ricerca: le leve per il futuro
Il G7 può diventare un catalizzatore globale per lo sviluppo di standard industriali sostenibili e soluzioni innovative.
Tecnologie come il biorisanamento, le soluzioni basate sulla natura e i sistemi di monitoraggio avanzati devono entrare stabilmente nelle politiche pubbliche e negli investimenti privati.
“Ogni azione conta”, ha concluso il ministro, ribadendo la necessità di un impegno condiviso per ridurre l’impatto delle sostanze inquinanti e proteggere le risorse naturali.



































































































































































































































































































































