- 14/10/2025
- Redazione
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Coldiretti/Censis: Il 79% degli italiani considera l’autosufficienza alimentare una priorità strategica contro dazi, crisi e import sleale
In un mondo sempre più segnato da guerre commerciali, dazi doganali e crisi geopolitiche, cresce tra gli italiani la consapevolezza dell’importanza di produrre il cibo “in casa”.
Secondo il rapporto Coldiretti/Censis “Mangiare bene, malgrado tutto”, presentato in apertura del XXIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Roma, il 79% dei cittadini considera l’autosufficienza alimentare una priorità strategica per il Paese, alla pari dell’energia.
Un dato che fotografa un cambio di mentalità profondo: non più solo la qualità, ma anche la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari entra tra le preoccupazioni principali degli italiani, spinti dalle tensioni globali e dalle distorsioni del commercio internazionale.
Dazi e guerre commerciali: il cibo diventa questione geopolitica
Il report di Coldiretti e Censis sottolinea come la fine della cooperazione multilaterale stia lasciando spazio a logiche di forza e protezionismo. I dazi non sono più strumenti per regolare la globalizzazione, ma vere e proprie armi politiche, usate per rafforzare i rapporti con Paesi “amici” e isolare quelli “nemici”.
Un esempio concreto arriva dagli Stati Uniti. Dopo le tariffe imposte dall’ex presidente Donald Trump su diversi prodotti europei, le esportazioni italiane negli USA hanno subito un duro colpo.
I dati Coldiretti su base Istat parlano chiaro: da una crescita dell’11% nel primo trimestre, si è passati a un calo del 10% a luglio, con una flessione che ha colpito in particolare vino, olio e pasta, tre simboli del Made in Italy. Secondo uno studio del Centro Studi Divulga, l’impatto dei dazi potrebbe superare il miliardo di euro per l’agroalimentare italiano.
No ai prodotti importati senza regole: l’88% chiede reciprocità
La sovranità alimentare, però, non è solo una risposta alle emergenze: è anche un modello da difendere, fatto di qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente. E su questo punto gli italiani sono netti: l’88% vuole che i prodotti importati rispettino gli stessi standard sanitari e ambientali richiesti al Made in Italy.
Un tema centrale soprattutto in relazione agli accordi commerciali internazionali, come il Mercosur o il CETA, che secondo Coldiretti rischiano di aprire le porte a prodotti più economici ma meno sicuri, perché provenienti da Paesi che non adottano le stesse norme europee.
Il caso del grano e del glifosato: un simbolo della battaglia
Uno dei casi più emblematici è quello del grano trattato con glifosato, una sostanza vietata in Italia ma ancora utilizzata in Paesi esportatori come il Canada. Oltre l’82% degli italiani si oppone a questo tipo di importazioni, giudicandole ingiuste e pericolose.
Queste dinamiche, denunciate da tempo da Coldiretti, non solo mettono a rischio la salute dei consumatori, ma anche la sopravvivenza delle imprese agricole italiane, costrette a competere con prezzi artificialmente bassi. Durante il periodo della raccolta nazionale, il mercato viene spesso invaso da prodotto straniero, facendo crollare le quotazioni al di sotto dei costi di produzione.
































































































































































































































































































































