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Presentato ieri in occasione della Giornata europea del Biologico, il nuovo logo punta a tutelare i consumatori, rafforzare la filiera Made in Italy e frenare la crescita delle importazioni

L’Italia del biologico si riconosce anche in un marchio ufficiale nazionale. In occasione della Giornata europea del Biologico, è stato presentato ieri il Marchio del Biologico Italiano, un simbolo di garanzia e trasparenza per identificare i prodotti biologici coltivati e trasformati interamente in Italia.

Istituito dalla Legge 23/2022 e selezionato tramite un concorso pubblico promosso dal MASAF, il logo rappresenta una svolta per la comunicazione e la tracciabilità del biologico nazionale, con l’obiettivo di rafforzare la fiducia dei consumatori e sostenere la competitività delle aziende agricole italiane, sia sul mercato interno che internazionale.

“Questo marchio non è solo un logo – spiega Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – ma un vero strumento di valorizzazione della filiera agricola nazionale. Permette di dare visibilità ai produttori che investono nella qualità italiana, tutela il giusto prezzo e costruisce un ponte tra tradizione, territorio e sostenibilità.”

Un settore in crescita costante

Nel corso dell’evento, sono stati presentati anche i primi dati del report “Bio in cifre 2025” realizzato da ISMEA per il MASAF. Nonostante un contesto internazionale complesso, il biologico italiano continua a crescere:

  • Le superfici coltivate a biologico superano ora i 2,5 milioni di ettari, con un aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente.

  • Il biologico rappresenta oltre il 20% della SAU nazionale, avvicinando l’Italia all’obiettivo del 25% entro il 2027 previsto dalla PAC.

  • Gli operatori certificati sono 97.170, in crescita del 2,9%, con più di 87.000 aziende agricole bio (+3,4%).

L’Italia si conferma tra i leader europei per incidenza del biologico, con una quota quasi doppia rispetto alla media UE.

Coldiretti: “Così fermiamo gli inganni e valorizziamo il vero Made in Italy”

Anche Coldiretti Bio accoglie con entusiasmo il lancio del nuovo marchio, sottolineandone il valore strategico per contrastare l’aumento delle importazioni di biologico dall’estero, cresciute del +7,1% nel 2024.

“Il marchio italiano – spiega il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini – è una risposta concreta a un mercato in cui troppo spesso il biologico straniero viene spacciato per italiano. Questo strumento restituisce centralità agli agricoltori, protagonisti della transizione ecologica e della crescita sostenibile del nostro Paese.”

Il valore del biologico si riflette anche nella crescita della vendita diretta: secondo un’indagine Coldiretti–ISMEA, il giro d’affari dei prodotti bio nei mercati contadini di Campagna Amica ha raggiunto i 150 milioni di euro all’anno, con ottime prospettive di espansione.

Il biologico è ormai presente in 1 farmers market su 2, con frutta e verdura in testa tra i prodotti più acquistati, seguiti da pasta fresca, uova, formaggi, olio e miele. Per molti consumatori, l’acquisto diretto dal produttore è diventato il canale principale per i prodotti bio, superando supermercati e negozi specializzati.

Una scelta per il futuro dell’agricoltura italiana

“In un momento segnato da crisi ambientali, instabilità geopolitiche e difficoltà economiche, il biologico si conferma un modello agricolo resiliente e sostenibile – aggiunge Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Bio –. Il nuovo marchio è una conquista che ci aiuta a costruire filiere solide, tracciabili e capaci di competere sui mercati internazionali.”

Gardoni lancia anche un appello alle istituzioni: semplificare le norme, tutelare gli agricoltori che scelgono il biologico e garantire condizioni eque in un mercato dove il prodotto italiano rischia di essere penalizzato da pratiche sleali e concorrenza estera non sempre trasparente.

Leggi anche: AssoBio e il Consorzio il Biologico tracciano il futuro per la crescita Nazionale ed Europea

Il Marchio del Biologico Italiano segna un passaggio fondamentale per l’intero comparto agroalimentare. Si propone come scudo contro la confusione e le importazioni poco chiare, ma soprattutto come volano per rafforzare la posizione dell’Italia come modello agricolo sostenibile in Europa e nel mondo.

Con quasi un campo su cinque coltivato a bio, oltre 97.000 operatori attivi e un mercato in espansione, il biologico italiano si presenta come una leva strategica per il rilancio delle aree interne, il sostegno alle piccole imprese agricole e la transizione agroecologica del Paese.

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