- 26/10/2026
- Simone Martino
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Il diritto alla riparazione introduce nuove possibilità per chi vuole aggiustare smartphone ed elettrodomestici invece di sostituirli. Ecco quali prodotti sono interessati e cosa cambia per costi, ricambi e garanzia
Quando uno smartphone si rompe o una lavatrice smette di funzionare, sostituirli può sembrare più semplice che ripararli. A frenare la scelta sono spesso i costi, la difficoltà di trovare ricambi e i tempi necessari per ottenere assistenza. Eppure, un guasto non significa necessariamente che un prodotto abbia esaurito la propria utilità.
Con il decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176, che recepisce la direttiva europea 2024/1799, anche in Italia entrano in vigore nuove disposizioni per favorire la riparazione di determinate categorie di beni di consumo, anche dopo la scadenza della garanzia legale. L’obiettivo è rendere più concreta l’alternativa tra aggiustare un prodotto e acquistarne uno nuovo.
Smartphone, lavatrici e aspirapolvere: quali prodotti sono interessati
Le nuove regole riguardano specifiche categorie di beni per le quali l’Unione europea ha stabilito requisiti di riparabilità. Tra queste figurano:
- Smartphone e tablet, per intervenire su componenti come schermi e batterie.
- Lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, quando è possibile sostituire o riparare le parti danneggiate.
- Frigoriferi e congelatori, per guasti risolvibili intervenendo sui componenti.
- Aspirapolvere, quando il malfunzionamento non richiede la sostituzione dell’intero apparecchio.
- Display elettronici, server e apparecchiature di saldatura, per le categorie specificamente individuate dalla normativa.
- Asciugabiancheria e batterie per mezzi di trasporto leggeri, comprese le categorie interessate dai requisiti europei di riparabilità.
L’elenco comprende quindi prodotti diversi, ma non tutti gli oggetti di uso quotidiano. L’obbligo dipende dalla categoria e dai requisiti applicabili al bene.
Ricambi e costi: cosa cambia per i consumatori
La novità principale è che, per i prodotti interessati, il consumatore può chiedere al fabbricante la riparazione anche fuori garanzia. L’intervento deve essere gratuito oppure proposto a un prezzo ragionevole, secondo le condizioni previste, ed essere eseguito entro tempi ragionevoli.
La disponibilità dei ricambi è fondamentale: un prodotto può essere tecnicamente recuperabile, ma diventare difficile da riparare se un componente non è reperibile o ha un costo troppo elevato. Le nuove disposizioni mirano a ridurre questi ostacoli e a rendere più accessibili le informazioni necessarie per intervenire.
Per valutare le alternative, il consumatore può inoltre richiedere il modulo europeo di informazioni sulla riparazione, che aiuta a conoscere il costo, i tempi e le condizioni dell’intervento. Se la riparazione non è possibile, può essere proposta un’alternativa ricondizionata.
Un anno in più di garanzia se si sceglie di riparare
Il decreto introduce anche un’estensione di dodici mesi del periodo di responsabilità del venditore quando, in presenza di un difetto coperto dalla garanzia legale, il consumatore sceglie la riparazione anziché la sostituzione, alle condizioni previste dalla normativa.
Si tratta di una tutela distinta dall’obbligo di riparazione fuori garanzia, che riguarda specifiche categorie di prodotti e coinvolge il fabbricante. Le due misure hanno però un obiettivo comune: rendere la riparazione una scelta più vantaggiosa e concreta.
Il ruolo dei riparatori
Perché queste possibilità funzionino servono anche tecnici qualificati, laboratori accessibili e competenze in grado di individuare l’origine di un guasto. La disponibilità di ricambi e informazioni può facilitare il lavoro dei riparatori e ampliare le alternative a disposizione dei consumatori.
Prima di sostituire un apparecchio, può quindi essere utile chiedere una diagnosi, confrontare i preventivi e valutare quanto a lungo il prodotto potrà essere utilizzato dopo l’intervento. Non sempre riparare è possibile o conveniente, ma un guasto circoscritto non dovrebbe comportare automaticamente la fine della vita di un intero prodotto.
Le nuove regole rappresentano un passo per rendere la riparazione più accessibile. La loro efficacia dipenderà anche dalla possibilità concreta di trovare ricambi, assistenza e prezzi sostenibili.
Prolungare la vita di ciò che già possediamo significa sfruttare più a lungo le risorse impiegate per produrlo e ridurre la necessità di sostituirlo. Quando esiste una soluzione praticabile, riparare può essere il modo più semplice per continuare a utilizzare un oggetto che ha ancora valore.
































































































































































































































































































