- 27/05/2026
- Redazione
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ENEA trasforma gli scarti della Mela Annurca in ingredienti green per cosmetica, nutraceutica e alimenti sostenibili ad alto valore
Quello che fino a ieri era considerato uno scarto agricolo oggi può trasformarsi in una risorsa ad alto valore economico. È la sfida del progetto Valmegrea, sviluppato da ENEA insieme all’azienda agricola Terra Nostra, con l’obiettivo di recuperare e valorizzare i sottoprodotti della Mela Annurca Campana IGP, una delle eccellenze simbolo del Made in Italy agroalimentare.
Bucce, semi e torsoli — spesso destinati allo smaltimento dopo la trasformazione industriale — diventano così materie prime per alimenti funzionali, prodotti nutraceutici e cosmetici naturali, in linea con i principi della bioeconomia circolare.
Il problema degli sprechi nel settore delle mele
Nel comparto agroalimentare tra il 10% e il 35% della produzione di mele viene destinato alla lavorazione industriale. Questo processo genera enormi quantità di sottoprodotti che, nella maggior parte dei casi, restano inutilizzati.
Una questione che riguarda anche la Mela Annurca Campana IGP, varietà coltivata storicamente nell’area flegrea e vesuviana e conosciuta già ai tempi degli antichi romani.
Da qui nasce l’idea di Valmegrea: ridurre gli sprechi e creare nuove opportunità industriali sostenibili attraverso tecnologie innovative capaci di estrarre valore da ciò che normalmente viene scartato.
Come funziona la tecnologia sviluppata da ENEA
Il progetto punta su due processi tecnologici avanzati. Il primo è la liofilizzazione, che consente di ottenere polveri concentrate mantenendo intatte le proprietà nutrizionali e funzionali degli scarti della mela.
Il secondo è l’estrazione con CO2 supercritica, una tecnica innovativa che permette di ricavare oli e molecole lipofile senza utilizzare solventi chimici residui nel prodotto finale.
Grazie a queste tecnologie è possibile recuperare:
- polifenoli ad azione antiossidante;
- acidi grassi polinsaturi;
- composti bioattivi destinati ai mercati ad alto valore aggiunto.
Le applicazioni spaziano dall’alimentazione funzionale fino alla cosmetica green e alla nutraceutica, uno dei settori oggi in maggiore crescita.
ENEA: “Dalla sperimentazione alla scalabilità industriale”
Secondo Antonio Molino, ricercatore ENEA e ideatore del progetto, l’obiettivo è andare oltre la semplice sperimentazione di laboratorio.
“Stiamo sviluppando un processo integrato che considera i bacini di approvvigionamento, i costi energetici e impiantistici, mettendo a sistema il valore commerciale dei diversi estratti per verificare l’applicazione in contesti reali delle soluzioni tecnologiche in campo”, ha spiegato Molino.
“Questo approccio consente di passare da una fase iniziale di proof of concept a una reale scalabilità industriale, rendendo le tecnologie applicabili ai mercati di riferimento”, aggiunge il ricercatore.
Dai laboratori ENEA ai mercati green del futuro
Le attività sperimentali vengono svolte in diversi centri di ricerca ENEA: Casaccia a Roma, Trisaia in Basilicata e Portici, in provincia di Napoli.
Qui i ricercatori lavorano su:
- processi di estrazione avanzata;
- test pilota industriali;
- caratterizzazione chimica e analitica dei composti ottenuti.
L’obiettivo finale è creare una filiera sostenibile capace di coniugare innovazione, riduzione degli sprechi e nuove opportunità economiche per il territorio.
La bioeconomia circolare come nuova frontiera dell’agroalimentare
Il progetto Valmegrea rappresenta uno degli esempi più concreti di applicazione della bioeconomia circolare al settore agroalimentare italiano. Un modello che punta a trasformare i residui produttivi in nuove materie prime ad alto valore commerciale.
“Il progetto Valmegrea dimostra come sia possibile trasformare i sottoprodotti agroalimentari in risorse concrete e preziose. L’obiettivo è ridurre gli sprechi e valorizzare al massimo le proprietà nutrizionali e funzionali dei composti bioattivi, creando al contempo nuove opportunità economiche sostenibili”, ha concluso Patrizia Casella, responsabile del progetto e ricercatrice ENEA.









































































































































































































































































































