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Assobioplastiche lancia un appello per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla situazione di criticità in cui versa il settore degli articoli monouso

Durante il periodo delle vacanze estive, gli italiani sono chiamati ad effetuare scelte consapevoli verso prodotti virtuosi. Ci riferiamo agli articoli monouso ed in particolare alle stoviglie. Infatti, con le vacanze aumentano le sagre, le feste, le riunioni familiari e i pasti fuori casa, al mare o in campagna. Tutte occasioni in cui tali articoli vengono utilizzati.

Per questo occorre che i consumatori, nel momento in cui acquistano un articolo monouso, scelgano prodotti in bioplastica compostabile certificata.

L’incertezza e l’insicurezza dei consumatori

L’acquisto di tali prodotti sembrerebbe una scelta abbastanza semplice, tuttavia, i consumatori che acquistano questi prodotti si trovano spesso davanti a una situazione di incertezza e insicurezza.

Sugli scaffali di mercati e supermercati continuano a proliferare, infatti, i prodotti cosiddetti “pseudo-riutilizzabili”. Si tratta di piatti, bicchieri, posate realizzate in plastica tradizionale che sono vietati dalle norme sul monouso ma che invece continuano a essere commercializzati perché autodichiarati come “riutilizzabili”.

Essi, in realtà, mancano di specifici parametri tecnici per poter essere definiti come prodotti riutilizzabili.

Secondo Luca Bianconi, presidente di Assobioplastiche, i consumatori, nel momento in cui acquistano un articolo monouso, devono avere gli elementi per scegliere prodotti, come quelli in bioplastica compostabile certificata, capaci di salvaguardare insieme idoneità al contatto alimentare e qualità della raccolta differenziata dell’organico. Per questo è fondamentale porre la massima attenzione alle diciture riportate sulle confezioni, controllando la presenza dei marchi di compostabilità.

Leggi anche: Bioplastiche compostabili, la concorrenza sleale frena il settore

L’importanza della tracciabilità

Il settore del monouso si ritrova, inoltre, a fare i conti con un aumento di prodotti destinati al contatto alimentare fabbricati con materiali alternativi che spesso giungono da fuori Europa. Spesso, infatti, l’origine e la tracciabilità di questi articoli non è garantita.

La questione della sicurezza alimentare è sempre più dirompente, come testimoniato dall’ultimo sequestro operato dalla Guardia di Finanza in provincia di Taranto, in quanto circolano sul mercato manufatti potenzialmente dannosi per la salute, poiché privi dei certificati di conformità al contatto alimentare previsti dalla legge.

L’impegno delle Forze dell’Ordine per contrastare questi fenomeni rappresenta un argine indispensabile per la tutela dei consumatori.

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