Avviata una procedura d’infrazione contro l’Italia per non aver recepito pienamente e correttamente la direttiva sulla plastica monouso
In una lettera di messa in mora, la Commissione ha evidenziato il fallimento dell’Italia nel trasporre completamente e correttamente le disposizioni chiave della Direttiva sulla Plastica Monouso nella legislazione nazionale.
La direttiva è fondamentale per la Strategia sulla Plastica dell’UE e il Piano d’Azione per l’Economia Circolare, mirati a mitigare gli impatti ambientali e sanitari di specifici prodotti in plastica promuovendo al contempo un’economia circolare.
Inoltre la Commissione Europea evidenzia anche la violazione degli obblighi previsti dalla Direttiva sulla trasparenza del mercato unico. Essa mira a prevenire la creazione di ostacoli nel mercato interno. Essa impone agli Stati membri l’obbligo di notificare alla Commissione tutti i progetti di regolamentazioni tecniche riguardanti i prodotti prima della loro adozione nel diritto nazionale. Gli Stati membri devono rispettare un termine di differimento di tre mesi tra la notifica del progetto di regolamentazione tecnica e la sua adozione.
Cosa viene contestato all’Italia?
Secondo la Commissione europea, per quanto riguarda la Direttiva sulla Plastica Monouso, l’Italia non ha recepito, o non ha recepito correttamente, diverse disposizioni di tale direttiva nel diritto nazionale, influenzando così il suo ambito di applicazione e la sua attuazione.
Invece, per ciò che attiene la Direttiva sulla trasparenza del mercato unico, l’Italia ha violato queste norme procedurali adottando la legislazione di recepimento della direttiva sulla plastica monouso durante il periodo di differimento, mentre erano ancora in corso colloqui con la Commissione.
Cosa deve fare l’Italia?
L’Italia ha ora due mesi di tempo per rispondere e colmare le lacune sollevate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrebbe decidere di emettere un parere motivato, intensificando la procedura d’infrazione.