- 31/05/2026
- Simone Martino
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Bioeconomia da record: in Italia vale 426 miliardi e oltre 2 milioni di posti di lavoro. Ecco come sta cambiando economia e futuro green
La bioeconomia non è più soltanto una prospettiva per il futuro, ma una realtà economica consolidata che sta assumendo un ruolo sempre più strategico per la competitività europea e italiana.
Lo ha ribadito il Bioeconomy Day 2025, la Giornata Nazionale della Bioeconomia promossa dal Cluster SPRING e da Assobiotec-Federchimica, che il 28 maggio ha animato il Paese con incontri, webinar, laboratori e iniziative divulgative dedicate a cittadini, imprese e istituzioni.
L’appuntamento, giunto alla sua ottava edizione, ha rappresentato un’occasione per fare il punto su un comparto che continua a crescere e che oggi costituisce uno dei pilastri della transizione ecologica e industriale europea.
Un comparto che vale oltre 3 mila miliardi in Europa
I numeri confermano la rilevanza economica della bioeconomia. Nel 2024 il valore della produzione del settore nell’Unione Europea ha raggiunto i 3.042 miliardi di euro, pari all’8,7% dell’intera economia continentale, generando occupazione per oltre 17 milioni di persone.
L’Italia si conferma tra i protagonisti di questa trasformazione. Il valore della bioeconomia nazionale ha infatti raggiunto i 426,8 miliardi di euro, sostenendo oltre 2 milioni di posti di lavoro distribuiti lungo filiere che spaziano dall’agroalimentare alla chimica verde, dalle biotecnologie ai materiali innovativi, fino alla gestione sostenibile delle risorse naturali.
Venticinque eventi in tutta Italia per avvicinare cittadini e imprese
L’edizione 2025 del Bioeconomy Day ha visto la realizzazione di circa 25 iniziative gratuite tra eventi in presenza e appuntamenti online, con il coinvolgimento di università, centri di ricerca, aziende, associazioni e istituzioni.
L’obiettivo è stato quello di rendere accessibile a un pubblico sempre più ampio il concetto di bioeconomia, spesso percepito come un tema tecnico ma in realtà strettamente collegato alla vita quotidiana.
Dalla valorizzazione degli scarti agricoli alla produzione di materiali sostenibili, fino allo sviluppo di nuovi processi industriali a basso impatto ambientale, la bioeconomia rappresenta infatti uno dei principali strumenti per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici e alla sicurezza delle risorse.
La bioeconomia circolare come leva strategica per il futuro dell’Europa
Secondo Catia Bastioli, presidente del Cluster Italiano della Bioeconomia Circolare SPRING, la bioeconomia può contribuire in maniera concreta a rafforzare la competitività europea e l’autonomia strategica del continente.
Alla base di questo modello vi è la capacità di utilizzare in modo efficiente le risorse biologiche rinnovabili e di trasformare sottoprodotti e scarti in nuove materie prime, riducendo l’impatto ambientale e creando valore economico per i territori.
Un percorso che richiede però investimenti significativi in ricerca, innovazione tecnologica e sviluppo industriale, oltre a un forte impegno nella divulgazione e nel coinvolgimento delle comunità locali, chiamate a partecipare attivamente alla transizione verso modelli produttivi più sostenibili.
Biotecnologie e biosoluzioni: un mercato destinato a raddoppiare
Tra i temi al centro della manifestazione anche il ruolo crescente delle biotecnologie industriali e delle cosiddette biosoluzioni, considerate oggi uno dei principali motori dell’innovazione sostenibile.
Secondo quanto evidenziato da Assobiotec-Federchimica, il valore generato dalle biosoluzioni lungo l’intera catena produttiva europea raggiunge già i 60 miliardi di euro. Le prospettive di crescita appaiono ancora più significative: entro il 2035 il settore potrebbe superare i 118 miliardi di euro e sostenere oltre 543 mila posti di lavoro nell’Unione Europea.
Uno scenario che si inserisce nel percorso avviato dalle istituzioni europee attraverso il futuro Biotech Act, destinato a favorire lo sviluppo delle biotecnologie e delle applicazioni industriali bio-based, considerate strategiche per rafforzare sostenibilità, innovazione e indipendenza produttiva del continente.
Una trasformazione che riguarda economia, ambiente e società
Il successo del Bioeconomy Day conferma come la bioeconomia stia diventando un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico. Non si tratta soltanto di innovazione tecnologica o crescita economica, ma di una trasformazione che coinvolge modelli produttivi, territori e comunità.
In un contesto caratterizzato dalla necessità di ridurre le emissioni, utilizzare in modo più efficiente le risorse e rafforzare la resilienza delle economie locali, la bioeconomia si candida a essere una delle principali direttrici di sviluppo per l’Italia e per l’Europa nei prossimi anni.
































































































































































































































































































