- 14/03/2026
- Redazione
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A Rapolano Terme (Siena) nasce il primo impianto della Toscana per il riciclo dei pannelli fotovoltaici. Recupererà fino a 9.000 tonnellate l’anno di materiali come vetro, alluminio, silicio e rame
I pannelli fotovoltaici hanno rivoluzionato il modo di produrre energia pulita. Ma cosa succede quando arrivano alla fine della loro vita utile? In Toscana nasce una risposta concreta: un impianto dedicato al riciclo dei pannelli solari, capace di recuperare la maggior parte dei materiali che li compongono.
Il nuovo stabilimento è stato presentato nell’area industriale di Rapolano Terme, in provincia di Siena, dalla società Semia Green, partecipata dal Gruppo Iren e da Sienambiente.
Grazie a un investimento di 4,5 milioni di euro, l’impianto è il primo in Toscana dedicato a questa attività e potrà trattare fino a 9.000 tonnellate all’anno di pannelli fotovoltaici a fine vita, evitando che finiscano in discarica.
Come funziona il riciclo dei pannelli solari
All’interno dell’impianto i moduli fotovoltaici vengono smontati e separati nei loro componenti principali. Attraverso processi meccanici è possibile recuperare materiali preziosi come: alluminio; vetro; silicio e rame.
Queste materie prime vengono poi inviate alle industrie del riciclo e riutilizzate per produrre nuovi beni.
Il processo prevede diverse fasi: dallo smontaggio del telaio in alluminio, alla devetratura, fino alla separazione dei materiali elettronici e plastici. Nel complesso l’impianto riesce a recuperare circa il 95% delle componenti dei pannelli solari, un risultato che lo colloca tra le realtà più avanzate nel panorama nazionale.
Un settore destinato a crescere nei prossimi anni
Il riciclo dei pannelli fotovoltaici è un settore destinato a diventare sempre più strategico. Secondo diverse stime, in Italia entro il 2050 oltre 2,1 milioni di tonnellate di pannelli solari arriveranno alla fine del loro ciclo di vita.
Strutture come quella di Rapolano Terme rappresentano quindi un passaggio fondamentale per sviluppare una filiera dell’economia circolare legata alle energie rinnovabili, recuperando materiali che altrimenti verrebbero persi.
L’impianto entrerà pienamente a regime con due linee di lavorazione: la prima è stata realizzata nel 2025, mentre la seconda sarà operativa nel 2026.
L’impatto sul territorio: economia circolare e nuovi posti di lavoro
Oltre ai benefici ambientali, il progetto ha anche un impatto economico locale. Quando lo stabilimento sarà completamente operativo impiegherà circa 15 addetti, tra operai, tecnici e personale amministrativo, generando anche occupazione indiretta nella filiera.
Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, il sindaco di Rapolano Terme Alessandro Starnini, oltre ai vertici di Iren e delle società coinvolte.
Per Giani l’impianto rappresenta «un orgoglio per tutta la Toscana» e la dimostrazione che sviluppo industriale e sostenibilità ambientale possono procedere insieme.
Un tassello della transizione energetica
Secondo Eugenio Bertolini, amministratore delegato di Iren Ambiente, il nuovo impianto rafforza la presenza del gruppo nella filiera del recupero dei materiali.
Il trattamento dei pannelli solari a fine vita consente infatti di reintrodurre nel ciclo produttivo materie prime ad alto valore, trasformando un rifiuto in una risorsa. Un approccio che rientra nella strategia industriale del gruppo per chiudere il ciclo dei rifiuti e sviluppare modelli di urban mining, ovvero l’estrazione di materiali utili dai prodotti dismessi.
In altre parole: non solo produrre energia rinnovabile con il fotovoltaico, ma gestire in modo sostenibile anche ciò che resta quando gli impianti vengono dismessi.





























































































































































































































































































