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Vent’anni di Oscar Green Coldiretti: in Italia 49mila imprese agricole under 35 trainano innovazione e occupazione. Giovani agricoltori più produttivi della media Ue

L’agricoltura italiana parla sempre più giovane. Nei campi cresce una nuova generazione di imprenditori che punta su innovazione, sostenibilità e tecnologia per trasformare il settore. Oggi sono 49mila le imprese agricole guidate da under 35 in Italia, realtà che contribuiscono in modo decisivo alla qualità e alla competitività del Made in Italy agroalimentare.

Il fenomeno è stato al centro della finale nazionale dell’Oscar Green, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa che valorizza le aziende e le start up agricole più innovative del Paese. Un’edizione speciale, perché il riconoscimento festeggia vent’anni di attività.

Dal 2006 ad oggi il premio ha raccontato oltre 15mila storie di imprenditori agricoli, portando sotto i riflettori esperienze che dimostrano come il settore stia cambiando volto grazie alle nuove generazioni.

All’evento di Roma hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, il delegato nazionale dei giovani Enrico Parisi, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il vicedirettore della FAO Maurizio Martina.

Produttività più alta della media europea

I dati raccontano un settore dinamico. Secondo il centro studi Divulga, le aziende agricole guidate da giovani registrano una produttività di circa 4.800 euro per ettaro, quasi il doppio rispetto alla media europea che si ferma a circa 2.500 euro per ettaro.

Un risultato che dimostra come la combinazione tra formazione, innovazione e nuove tecnologie stia rendendo le aziende agricole italiane sempre più competitive.

Le regioni con il maggior numero di imprese agricole giovanili sono:

  • Sicilia, con circa 5.900 aziende

  • Puglia, con 4.900

  • Campania, con 4.400

Se invece si guarda al peso dei giovani sul totale delle imprese agricole regionali, ai primi posti si trovano Liguria, Basilicata e Valle d’Aosta, dove le aziende guidate da under 35 rappresentano circa il 10% del settore.

Tecnologia e sostenibilità guidano il cambiamento

La nuova agricoltura parla sempre più digitale. Molte aziende guidate da giovani stanno investendo in strumenti tecnologici per rendere le coltivazioni più efficienti e sostenibili.

Secondo il primo censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole realizzato dal Polo Innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, oltre un’impresa su tre ha introdotto innovazioni per ridurre il consumo di fertilizzanti, acqua ed energia.

Droni per monitorare le colture, sensori nei campi, sistemi satellitari e piattaforme digitali per analizzare i dati: tecnologie che permettono agli agricoltori di ottimizzare le produzioni, ridurre i costi e limitare l’impatto ambientale.

«È necessario garantire risorse per favorire l’evoluzione tecnologica nelle nostre aziende agricole, dove i giovani incarnano l’avanguardia di questo processo – evidenzia il presidente di Coldiretti Ettore Prandini –. Un impulso all’innovazione che si lega sempre più strettamente alle soluzioni tecnologiche per la gestione dei dati, l’impiego di droni e l’integrazione di sensori, satelliti e informazioni digitali. Proprio grazie alla spinta di Coldiretti, l’Italia è tra i primi Paesi a poter utilizzare i droni in agricoltura e questo rappresenta una grande evoluzione per il settore agricolo, poiché accompagna anche le aziende giovani nell’impegno per la riduzione dell’utilizzo dei principali input produttivi».

L’agricoltura è il settore che assume più giovani

Accanto alla crescita delle imprese aumenta anche l’occupazione. Nel 2025 l’agricoltura è stato l’unico settore italiano a registrare un aumento dei lavoratori under 35, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente.

Ancora più significativo il dato sui contratti stabili: i rapporti a tempo indeterminato tra i giovani sono cresciuti del 19%.

Credit: Coldiretti

Una tendenza opposta rispetto ad altri comparti economici, dove l’occupazione giovanile è invece in calo. Secondo il Centro Studi Divulga, l’agricoltura si colloca oggi al terzo posto per numero di imprese guidate da under 35, dietro solo al commercio al dettaglio e alle costruzioni.

Tra crisi internazionali e costi energetici, la sfida della resilienza

Negli ultimi anni gli agricoltori hanno dovuto affrontare un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, aumento dei costi energetici e instabilità dei mercati.

Nonostante questo scenario, i giovani imprenditori agricoli hanno dimostrato una grande capacità di adattamento. Per il delegato nazionale di Coldiretti Giovani, Enrico Parisi, la sfida è continuare a garantire cibo di qualità accessibile a tutti.

Per farlo, però, servono politiche che facilitino il ricambio generazionale e sostengano chi decide di investire nel settore, a partire da accesso al credito, disponibilità di terra e semplificazione burocratica.

Multifunzionalità e innovazione: le nuove strade dell’agricoltura

Oggi molte aziende agricole non si limitano più alla produzione. Sempre più imprenditori puntano sulla multifunzionalità, integrando attività come trasformazione dei prodotti, vendita diretta e servizi legati al territorio.

Secondo il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, questo modello ha contribuito a rafforzare la resilienza del settore, soprattutto in un periodo segnato da crisi internazionali e instabilità economica.

In un mondo sempre più incerto, investire nei giovani agricoltori significa non solo sostenere l’economia rurale, ma anche rafforzare la sicurezza alimentare e il futuro del Made in Italy.

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