decisione della Corte Suprema sui dazi di Trump
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La Corte Suprema degli Stati Uniti smonta i dazi voluti da Trump. Giansanti (Confagricoltura): “Decisione inaspettata, ora serve stabilità”. Coldiretti: quasi 400 milioni di danni al Made in Italy.

La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di smontare l’impianto giuridico su cui erano stati fondati i dazi voluti da Donald Trump segna un passaggio cruciale nei rapporti commerciali tra Europa e Stati Uniti. Una pronuncia che arriva, come sottolineano le organizzazioni agricole italiane, in modo inaspettato e che rischia di aprire una fase di nuova incertezza, ma anche di possibili opportunità.

Per l’agroalimentare italiano, già messo a dura prova negli ultimi anni, si tratta di un potenziale punto di svolta. I dazi avevano infatti inciso pesantemente sull’export, colpendo alcuni dei comparti simbolo del Made in Italy.

Giansanti (Confagricoltura): “Serve stabilità, non nuove scosse”

A commentare la sentenza è Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, che parla di una decisione “forte” e destinata a incidere in profondità sull’assetto delle relazioni commerciali.

“Questa notizia arriva inaspettata. È una decisione forte da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti, che smonta alla base tutto il procedimento giuridico su cui sono stati fondati i dazi del presidente Trump.”

Secondo Giansanti, il punto centrale è la stabilità. Il settore agricolo italiano, spiega, aveva già avviato un percorso di dialogo con gli importatori americani, cercando di ricostruire certezze dopo anni di tensioni commerciali.

“Tutto questo genera profonda instabilità, in un momento in cui abbiamo bisogno di certezze e abbiamo iniziato un percorso con i nostri importatori americani.”

Il timore è che la fase di transizione possa tradursi in ulteriore incertezza normativa. Ma lo scenario alternativo — la rimozione definitiva dei dazi — sarebbe accolto con favore dai produttori europei.

“Se Trump vorrà togliere i dazi, come era già in passato tra Ue e Usa, ovviamente questo per noi produttori europei sarebbe decisamente auspicabile.”

Quasi 400 milioni di danni al Made in Italy

Sulla stessa linea anche Coldiretti e Filiera Italia, che parlano apertamente di “buona notizia” per l’intero comparto agroalimentare nazionale.

Il bilancio economico degli ultimi anni è pesante: secondo le organizzazioni agricole, i dazi hanno generato perdite complessive per quasi 400 milioni di euro per il Made in Italy. Alcuni settori hanno registrato cali particolarmente marcati. Il vino, ad esempio, ha subito contrazioni superiori all’8%, con effetti a catena su produttori, esportatori e intere filiere territoriali.

Il rallentamento dell’export verso gli Stati Uniti — uno dei mercati più strategici per l’agroalimentare italiano — ha inciso non solo sui fatturati, ma anche sulle prospettive di investimento e crescita internazionale.

Evitare il caos, costruire un confronto

Per Coldiretti e Filiera Italia la priorità ora è evitare uno scontro commerciale tra Europa e Stati Uniti. L’obiettivo dichiarato è costruire un confronto stabile, capace di sostenere entrambe le economie in una fase globale già segnata da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati.

Il rischio, avvertono, è che annunci e contro-annunci sulle prossime mosse dell’ex presidente Trump possano generare nuovo caos, frenando ulteriormente gli scambi e alimentando l’incertezza tra le imprese.

La sentenza della Corte Suprema apre dunque uno scenario in evoluzione: da un lato la possibilità di archiviare definitivamente una stagione di dazi punitivi; dall’altro la necessità di una cornice chiara e condivisa per evitare che il commercio transatlantico diventi terreno di instabilità permanente.

Per l’agroalimentare italiano, che negli Stati Uniti trova uno dei principali mercati di sbocco, la posta in gioco è alta: difendere il valore del Made in Italy, garantire continuità alle esportazioni e consolidare relazioni commerciali costruite in decenni di presenza oltreoceano.

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