- 21/02/2026
- Redazione
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La Clean Cooking Alliance diventa iniziativa multilaterale dell’AIE: un passo decisivo per portare cucine pulite a oltre 2 miliardi di persone, soprattutto in Africa. Summit a Nairobi nel 2026
Oltre 2 miliardi di persone nel mondo cucinano ancora con legna, carbone o altri combustibili inquinanti. Una condizione che provoca malattie, morti premature e gravi danni ambientali.
Ora, per affrontare questa emergenza globale, la Clean Cooking Alliance entra ufficialmente nell’orbita della Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), diventando una nuova iniziativa multilaterale approvata dai governi membri dell’Agenzia.
L’annuncio è arrivato durante la riunione ministeriale dell’AIE e segna un punto di svolta nella cooperazione internazionale per l’accesso alla cosiddetta “cucina pulita”, cioè l’utilizzo di tecnologie e combustibili che riducono drasticamente l’inquinamento domestico e i rischi per la salute.
Perché la cucina pulita è una priorità globale
Secondo le analisi dell’AIE, la mancanza di accesso a sistemi di cottura sicuri e moderni provoca ogni anno circa 2,5 milioni di morti premature, colpendo soprattutto donne e bambini. Il problema è particolarmente grave in Africa, dove quattro famiglie su cinque non hanno ancora accesso a soluzioni pulite.
Le conseguenze non sono solo sanitarie. Le famiglie dedicano in media quasi quattro ore al giorno alla raccolta del combustibile e alla preparazione dei pasti. Inoltre, l’uso massiccio di legna e carbone è una delle principali cause di deforestazione in molte aree del pianeta.
Portare cucine pulite nelle case significa quindi migliorare la salute pubblica, liberare tempo – soprattutto per donne e ragazze – e ridurre l’impatto ambientale.
Cosa cambia con l’integrazione nell’AIE
Fondata nel 2010, la Clean Cooking Alliance lavora da anni con governi e imprese per sviluppare mercati locali, normative e investimenti nel settore. Uno dei suoi strumenti chiave è il modello “Delivery Unit”: squadre di esperti inserite direttamente nelle istituzioni nazionali per accelerare riforme e programmi.
Con l’ingresso nell’AIE, l’iniziativa acquista una dimensione istituzionale più ampia. L’Agenzia rafforzerà il proprio ruolo di forum multilaterale dedicato alla cucina pulita, migliorando:
il supporto politico ai Paesi;
il coordinamento con l’industria;
la mobilitazione di nuovi investimenti.
“Integrando la Clean Cooking Alliance nell’AIE, insieme saremo il principale forum multilaterale per accelerare gli sforzi di cucina pulita con i Paesi e l’industria”, ha dichiarato il Direttore Esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, sottolineando come si tratti di intervenire su una “fondamentale ingiustizia energetica” che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione mondiale.
Per Dymphna van der Lans, CEO della Clean Cooking Alliance, la partnership “radica saldamente la cucina pulita nell’architettura centrale della pianificazione energetica globale”, rafforzando la capacità di trasformare gli impegni in risultati concreti su larga scala.
Il Summit di Nairobi 2026: riflettori puntati sull’Africa
L’annuncio arriva alla vigilia di un appuntamento chiave: il secondo Summit internazionale sulla Cucina Pulita in Africa, che si terrà a Nairobi il 9 e 10 luglio 2026.
L’evento sarà co-presieduto dal Presidente del Kenya William Ruto, dal Primo Ministro norvegese Jonas Gahr Støre, dal Segretario all’Energia degli Stati Uniti Chris Wright e dallo stesso Fatih Birol.
Il primo Summit, ospitato a Parigi nel maggio 2024, aveva riunito cinque capi di Stato, oltre 20 ministri e più di 1000 delegati da 60 Paesi, mobilitando 2,2 miliardi di dollari in impegni finanziari tra governi e settore privato. Nel 2025, l’AIE ha comunicato che oltre 470 milioni di dollari erano già stati effettivamente erogati.
Il nuovo vertice di Nairobi punta ora ad accelerare ulteriormente il percorso verso l’accesso universale alla cucina pulita nell’Africa subsahariana entro il 2040, secondo una tabella di marcia aggiornata pubblicata dall’Agenzia.
Verso un nuovo forum multilaterale permanente
L’integrazione della Clean Cooking Alliance è stata annunciata durante un Dialogo ad Alto Livello sull’accesso all’energia e le soluzioni per la cucina pulita, co-diretto dai ministri dell’Energia di Kenya, Norvegia e Stati Uniti e con la partecipazione di 30 Paesi.
I governi hanno accolto con favore la decisione e sono stati invitati ad aderire alla nuova configurazione della CCA come membri nei prossimi mesi. L’obiettivo è creare una piattaforma stabile e strutturata capace di coordinare politiche, investimenti e partnership pubblico-private.
In gioco non c’è solo una questione tecnica, ma un diritto fondamentale: poter cucinare in modo sicuro, senza mettere a rischio la propria salute o quella dei propri figli.
































































































































































































































































































































































































