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Il nuovo rapporto UNEP denuncia un enorme divario nei fondi per l’adattamento climatico: a rischio vite, economie e stabilità globale

Il mondo sta perdendo terreno nella corsa contro il cambiamento climatico. Mentre gli eventi estremi diventano sempre più frequenti e devastanti, i fondi per aiutare i Paesi più vulnerabili ad adattarsi restano drammaticamente insufficienti. È l’allarme lanciato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) nel nuovo Adaptation Gap Report 2025: Running on Empty, pubblicato in vista della COP30 che si terrà a Belém, in Brasile.

Un divario finanziario che minaccia vite ed economie

Secondo il rapporto, il fabbisogno di finanziamenti per l’adattamento nei Paesi in via di sviluppo potrebbe superare i 310 miliardi di dollari all’anno entro il 2035, arrivando fino a 365 miliardi se si considerano i costi reali espressi nei piani climatici nazionali.

Una cifra impressionante, circa 12 volte superiore agli attuali flussi di denaro pubblico internazionale, che nel 2023 si sono fermati a soli 26 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 28 miliardi dell’anno precedente.

“Gli impatti climatici stanno accelerando, ma i finanziamenti non tengono il passo”, ha avvertito il Segretario generale dell’ONU António Guterres, sottolineando come milioni di persone siano già esposte a innalzamento dei mari, tempeste e ondate di calore. “L’adattamento non è un costo, è un’ancora di salvezza. Ogni giorno perso significa vite messe a rischio”.

L’adattamento: una corsa contro il tempo

A oggi, 172 Paesi dispongono di una politica o strategia nazionale di adattamento climatico. Tuttavia, più di un terzo utilizza ancora strumenti datati o inefficaci, alcuni dei quali non vengono aggiornati da oltre dieci anni.

Nei rapporti ufficiali presentati nell’ambito dell’Accordo di Parigi, sono state censite oltre 1.600 azioni di adattamento, soprattutto nei settori dell’agricoltura, dell’acqua e delle infrastrutture. Ma, avverte l’UNEP, pochi governi stanno realmente monitorando i risultati e l’impatto delle loro politiche, rendendo difficile valutarne l’efficacia.

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I fondi ci sono, ma non bastano

Nel 2024 il sostegno ai nuovi progetti finanziati dal Fondo per l’Adattamento, dal Fondo Globale per l’Ambiente e dal Fondo Verde per il Clima ha raggiunto i 920 milioni di dollari, un aumento dell’86% rispetto alla media degli anni precedenti. Ma si tratta, secondo l’ONU, di un incremento temporaneo destinato a ridursi a causa delle restrizioni di bilancio e dell’incertezza economica globale.

Il nuovo obiettivo collettivo per i finanziamenti climatici, fissato alla COP29, prevede che i Paesi sviluppati stanzino almeno 300 miliardi di dollari all’anno entro il 2035. Tuttavia, questa cifra riguarda sia la mitigazione (riduzione delle emissioni) sia l’adattamento, lasciando quindi una quota minore alle misure per proteggere le popolazioni più vulnerabili.

Serve un piano globale per evitare una crisi irreversibile

L’ONU propone una “Roadmap Baku-Belém” per mobilitare fino a 1,3 trilioni di dollari entro il 2035, attraverso un mix di fondi pubblici, prestiti agevolati e investimenti privati. Tuttavia, ammonisce il rapporto, l’aiuto finanziario deve essere concesso senza aumentare il debito dei Paesi in via di sviluppo, già fortemente esposti a crisi economiche e climatiche.

“Abbiamo bisogno di una spinta globale – ha dichiarato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’UNEP – per aumentare i fondi pubblici e privati, senza lasciare indietro le nazioni più fragili. Se non investiamo ora nell’adattamento, pagheremo costi sempre più alti ogni anno.”

Secondo le stime dell’agenzia ONU, il settore privato potrebbe contribuire fino a 50 miliardi di dollari l’anno, contro gli attuali 5 miliardi. Ma per riuscirci servono politiche mirate e strumenti finanziari innovativi, capaci di ridurre i rischi e incoraggiare nuovi investimenti.

Un messaggio chiaro in vista della COP30

L’Adaptation Gap Report 2025 lancia un messaggio inequivocabile ai governi e ai mercati: il tempo per agire si sta esaurendo. Se il mondo continuerà a sottovalutare l’importanza dell’adattamento, i danni economici e umani del cambiamento climatico diventeranno irreversibili.

Come ha concluso Guterres: “Colmare il divario di adattamento significa garantire giustizia climatica e costruire un futuro più sicuro e sostenibile. Non possiamo permetterci di restare a guardare.”

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