- 02/08/2026
- Redazione
- 0
Una spedizione del Cnr esplora gli ecosistemi tra i 200 e i 1.000 metri di profondità del Mediterraneo occidentale per studiare il Deep Scattering Layer e la più grande migrazione animale quotidiana della Terra
È partita dal porto di Livorno la nuova campagna oceanografica MESO-MED, una delle missioni scientifiche più avanzate dedicate allo studio del Mediterraneo occidentale.
A guidarla è Gaia Blu, la nave da ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), impegnata nell’esplorazione di uno degli ecosistemi meno conosciuti del nostro mare: quello mesopelagico, compreso tra i 200 e i 1.000 metri di profondità.
Qui, lontano dalla luce del sole, vive una straordinaria varietà di organismi che svolgono un ruolo fondamentale negli equilibri dell’ecosistema marino e nel ciclo globale del carbonio. Comprendere come queste specie si distribuiscono e come reagiscono ai cambiamenti dell’oceano rappresenta oggi una delle principali sfide della ricerca marina.
Il laboratorio naturale del North Balearic Front
L’area scelta per la spedizione non è casuale. I ricercatori lavoreranno nel North Balearic Front, una fascia di transizione oceanica situata a nord delle Baleari dove si incontrano masse d’acqua con caratteristiche molto diverse.
Da una parte arrivano le acque più calde e saline provenienti dal Bacino Algerino, dall’altra quelle più fredde e dense che scendono dal Golfo del Leone. Questo “confine invisibile” genera un ambiente estremamente dinamico, ideale per osservare come le condizioni fisiche e chimiche del mare influenzino la distribuzione della biodiversità.
L’obiettivo è capire in che modo questi cambiamenti incidano sulle comunità marine profonde e sulle loro strategie di sopravvivenza.
Il misterioso Deep Scattering Layer e la più grande migrazione quotidiana della Terra
Tra i protagonisti della missione c’è il Deep Scattering Layer (DSL), uno strato dell’oceano popolato da pesci, crostacei, calamari e altri piccoli organismi che ogni giorno danno vita a quello che gli scienziati definiscono il più grande movimento di animali del pianeta.
Ogni sera miliardi di individui risalgono verso la superficie per nutrirsi, tornando poi negli abissi prima dell’alba per sfuggire ai predatori. Una migrazione verticale che coinvolge enormi quantità di biomassa e che svolge un ruolo fondamentale nel trasporto di carbonio verso le profondità marine, contribuendo alla regolazione del clima terrestre.
La spedizione cercherà di ricostruire nel dettaglio questa dinamica e di comprenderne le relazioni con le caratteristiche oceanografiche dell’area.
Tecnologia avanzata per osservare un ecosistema ancora poco conosciuto
Per esplorare gli abissi, gli scienziati utilizzeranno un insieme di tecnologie di ultima generazione.
Tra queste figurano sistemi acustici multifrequenza per individuare gli organismi presenti nella colonna d’acqua, veicoli autonomi sottomarini, reti dedicate al campionamento di zooplancton, micronekton e larve di pesci, oltre a campioni di acqua e sedimenti destinati alle analisi del DNA ambientale.
L’integrazione di questi strumenti consentirà di ottenere una fotografia senza precedenti della biodiversità marina presente nel Mediterraneo occidentale.
Un patrimonio di dati per il futuro della ricerca marina
La campagna produrrà il primo grande database integrato dell’area, mettendo insieme dati biologici, oceanografici, acustici, chimici e molecolari.
Si tratta di un patrimonio scientifico che costituirà una base di riferimento per monitorare l’evoluzione degli ecosistemi profondi del Mediterraneo e comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici sul mare.
La missione è coordinata dal Cnr-Ibim di Ancona e vede la partecipazione degli istituti Ismar e Ismed del Cnr, dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, dell’Università Politecnica delle Marche e del CSIC-IEO spagnolo.
Ricerca, divulgazione e nuove generazioni a bordo di Gaia Blu
Accanto agli scienziati partecipano anche un giovane ricercatore selezionato attraverso il programma Gaia Blu Ocean Generation Academy, due videomaker del Collettivo MADS Studio e una reporter scientifica.
La loro presenza permetterà di raccontare la spedizione anche al grande pubblico, mostrando il lavoro quotidiano dei ricercatori e l’importanza della ricerca oceanografica per la tutela del Mediterraneo.

































































































































































































































































































































































































