- 05/02/2026
- Redazione
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Il collasso della Corrente del Golfo potrebbe portare a inverni polari in Nord Europa, mentre il resto del mondo si riscalderebbe. Ecco cosa potrebbe accadere e come prepararsi
Mentre il mondo si riscalda, alcune regioni potrebbero sorprendentemente diventare più fredde. È quanto emerge da un nuovo rapporto del Consiglio dei Ministri Nordici, che analizza il rischio di collasso della Circolazione Meridionale Atlantica (AMOC), la corrente oceanica che comprende la celebre Corrente del Golfo.
L’AMOC trasporta acqua calda dai tropici verso il Nord Europa, garantendo un clima relativamente mite a Paesi come Norvegia, Svezia, Danimarca e Regno Unito, che altrimenti sarebbero molto più freddi. Secondo il rapporto, il cambiamento climatico sta indebolendo questa corrente, e ogni ulteriore aumento delle temperature globali aumenta il rischio che la corrente si fermi completamente.
Cosa accadrebbe se l’AMOC collassasse?
Gli effetti sarebbero drastici. Secondo gli scienziati, la temperatura potrebbe scendere fino a –20 °C a Londra e quasi –50 °C a Oslo. A soffrirne non sarebbero solo le persone, ma anche l’economia e gli ecosistemi:
crollo degli stock ittici;
difficoltà nei trasporti e nel commercio, con porti congelati;
grandi perturbazioni nell’agricoltura;
possibile innalzamento del livello del mare di 50 cm.

Il rapporto sottolinea anche l’impatto sulla sicurezza nazionale, evidenziando come un collasso dell’AMOC potrebbe destabilizzare la regione nordica e avere ripercussioni sulle strategie della NATO.
La risposta dei governi nordici
Gli esperti chiedono la creazione di un sistema di allerta precoce per monitorare la Corrente del Golfo, integrandolo nelle decisioni politiche. Parallelamente, il rapporto invita a ridurre rapidamente l’uso di petrolio, carbone e gas per diminuire il rischio di collasso.
«L’AMOC è una componente fondamentale del sistema climatico per la regione nordica. La possibilità di un rapido indebolimento o collasso è un rischio che dobbiamo prendere seriamente», ha spiegato Aleksi Nummelin, ricercatore presso l’Istituto Meteorologico Finlandese.
Il documento, intitolato A Nordic Perspective on AMOC Tipping, riassume le conoscenze scientifiche attuali e propone strategie concrete per la mitigazione, il monitoraggio e la preparazione. Secondo il rapporto, ogni aumento della temperatura oltre 1,5 °C aumenta il rischio che la corrente raggiunga un punto di non ritorno.
Un lavoro scientifico condiviso a livello internazionale
Il rapporto nasce dal workshop Nordic Tipping Week, organizzato dal Consiglio dei Ministri Nordici nell’ottobre 2025 a Helsinki e Rovaniemi. L’incontro ha riunito oceanografi, climatologi e scienziati sociali per valutare gli impatti dell’AMOC.
Il coordinamento è stato curato dall’Istituto Meteorologico Finlandese, con la partecipazione di numerosi istituti nordici e internazionali. L’iniziativa segue la lettera aperta degli scienziati del clima al Consiglio Nordico del 2024, che aveva sottolineato come i rischi legati al collasso dell’AMOC fossero probabilmente sottovalutati.
Prepararsi al rischio “freddo estremo”
Il futuro della Corrente del Golfo resta incerto, ma il messaggio è chiaro: è necessario agire ora per mitigare i rischi e proteggere le popolazioni e le economie del Nord Europa. Politiche climatiche più aggressive, sistemi di monitoraggio avanzati e piani di adattamento flessibili saranno essenziali per affrontare scenari estremi.

































































































































































































































































































































































