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La Camera ha approvato la Valutazione di impatto generazionale: ogni legge dovrà tener conto dei giovani e delle future generazioni

L’Italia fa un passo avanti nel mettere il futuro al centro delle decisioni politiche. Il 29 ottobre 2025, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge che introduce la Valutazione di impatto generazionale (Vig) per tutte le nuove norme.

Un cambiamento epocale che renderà obbligatorio valutare gli effetti sociali e ambientali delle leggi anche sul medio-lungo periodo, nell’interesse dei giovani e delle generazioni future.

Per l’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), che proponeva questa misura sin dal 2016, si tratta di un vero “traguardo storico”.

“Le leggi dovranno pensare anche al domani”

“Con questo voto l’Italia fa un passo importante per legiferare meglio, mettendo il principio della sostenibilità al centro dei processi politici”, ha dichiarato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS.

La norma approvata sancisce che “le leggi della Repubblica promuovono l’equità intergenerazionale, anche nell’interesse delle generazioni future”. In pratica, ogni nuova legge dovrà essere analizzata non solo dal punto di vista finanziario, ma anche in relazione ai suoi effetti sociali, ambientali e sulle prospettive dei più giovani.

Giovannini ha sottolineato come la misura dia piena attuazione al nuovo articolo 9 della Costituzione, riformato nel 2022 per includere la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi “anche nell’interesse delle future generazioni”.

Cosa prevede la nuova legge

Il disegno di legge (Atto Camera n.2393, già approvato dal Senato lo scorso maggio) introduce la Valutazione di impatto generazionale come parte integrante dell’Analisi di impatto della regolamentazione (Air), già obbligatoria per ogni nuova norma.

Il Governo avrà sei mesi per adottare i decreti attuativi, che definiranno le modalità operative. È prevista inoltre l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, di un Osservatorio per l’impatto generazionale delle leggi, con funzioni di monitoraggio, analisi e proposta.

Nella stessa logica, la legge prevede che l’Air tenga conto anche dell’impatto di genere delle nuove politiche.

ASviS: “Il futuro entra nel cuore delle decisioni politiche”

Per l’ASviS, la Vig rappresenta un cambio di passo culturale e politico.
“Da oggi il futuro entra davvero nel cuore delle decisioni politiche, orientando e condizionando le scelte verso la sostenibilità, come previsto dall’Agenda 2030”, hanno dichiarato Pierluigi Stefanini e Marcella Mallen, co-presidenti dell’Alleanza.

Un risultato che arriva in un momento delicato per le nuove generazioni, “indebolite sotto diversi punti di vista: dalle prospettive pensionistiche al debito pubblico ereditato, dagli squilibri demografici alla difficoltà di accesso e valorizzazione nel mondo del lavoro”.

Dall’idea del 2016 al traguardo del 2025

L’idea della Valutazione di impatto generazionale non nasce oggi. L’ASviS la proponeva già nel 2016, come strumento per rendere coerente l’azione politica con i principi dello sviluppo sostenibile. Con la riforma costituzionale del 2022, che ha introdotto il riferimento alle generazioni future, il terreno era stato preparato. Oggi quella visione diventa realtà.

“È importante che la Vig non si riduca a un adempimento burocratico – ha aggiunto Giovannini – ma che diventi un vero strumento di partecipazione e trasparenza. Stiamo lavorando con esperti e istituzioni per individuare le metodologie più efficaci, anche in linea con quanto sta facendo la Commissione europea, che prepara una Strategia di giustizia intergenerazionale attesa per il 2026”.

Leggi anche: Sviluppo sostenibile, l’Italia rallenta: il decimo Rapporto ASviS lancia l’allarme

Giovani, sostenibilità e giustizia sociale: la sfida che parte ora

L’approvazione della Vig, secondo l’ASviS, non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione di politiche pubbliche più giuste e lungimiranti.
Le istituzioni, insieme a imprese e società civile, dovranno ora lavorare per dare piena attuazione alla legge, assicurando che ogni decisione politica tenga conto dell’impatto sulle prossime generazioni.

“Il messaggio che arriva è chiaro – hanno concluso Stefanini e Mallen –: ascoltare i giovani, valorizzarli e costruire con loro il futuro del Paese. Solo così potremo realizzare davvero l’equità tra generazioni, come previsto anche dal Patto sul Futuro sottoscritto dall’Italia all’ONU”.

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