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Per la prima volta in Germania, Carovana dei Ghiacciai lancia un allarme dal tetto della nazione: ghiacciai in ritirata e permafrost in via di estinzione

La crisi climatica non conosce confini. E ora, colpisce con forza anche il cuore delle Alpi tedesche. La quarta tappa della Carovana dei Ghiacciai – la campagna internazionale promossa da Legambiente, in collaborazione con CIPRA Italia e la Fondazione Glaciologica Italiana – ha fatto tappa per la prima volta in Germania, salendo sullo Zugspitze, la vetta più alta del Paese (2.962 m).

Il bilancio è allarmante: il permafrost è destinato a scomparire entro i prossimi 50 anni e i ghiacciai stanno rapidamente svanendo, portando con sé rischi ambientali e idrici di portata continentale.

Un allarme dal tetto della Germania

Durante la missione, il team della Carovana ha visitato l’eccezionale stazione di ricerca ambientale Schneefernerhaus, considerata un centro d’eccellenza mondiale per lo studio del permafrost alpino.

Accompagnati dal geologo Michael Krautblatter, professore all’Università di Monaco, i ricercatori hanno potuto percorrere il tunnel-laboratorio all’interno dello Zugspitze, osservando in prima persona il degrado del terreno ghiacciato che stabilizza le montagne.

“Il permafrost si sta degradando a ritmi impressionanti – ha dichiarato Krautblatter – e la sua scomparsa comprometterà la stabilità dei versanti alpini e le risorse idriche future.”

Ghiacciai tedeschi: una corsa contro il tempo

Tra i sorvegliati speciali figura il ghiacciaio Schneeferner settentrionale, che dal 1980 a oggi ha perso oltre metà della sua superficie e, dal 2007 al 2022, ha visto lo spessore ridursi da 52 a 20 metri. Secondo le proiezioni, potrebbe estinguersi entro il 2050.

Il ghiacciaio meridionale è stato declassato a glacionevato nel 2022, mentre l’Höllentalferner, grazie alla protezione naturale delle pareti rocciose e all’alimentazione da valanghe, resiste come ultimo baluardo glaciale tedesco.

Verso una governance europea del permafrost

Dalla Germania, Carovana dei Ghiacciai lancia un appello all’Unione Europea: servono dati completi e coordinati sullo stato di salute del permafrost e dei ghiacciai alpini. Solo una rete scientifica europea, ispirata al modello Schneefernerhaus, può monitorare efficacemente i rischi in aumento e guidare le strategie di adattamento.

Il tema è al centro del Manifesto Europeo dei Ghiacciai, promosso da Legambiente insieme a CAI, CIPRA Italia, EUMA e oltre 80 enti e ricercatori europei. Il documento chiede una governance europea dei ghiacciai e del permafrost, oggi più urgente che mai.

“I ghiacciai e il permafrost sono le sentinelle più evidenti della crisi climatica – ha sottolineato Vanda Bonardo, presidente di CIPRA Italia – ma anche fonti d’acqua future e indicatori dei rischi idrogeologici che ci attendono. L’Europa deve agire ora.”

Focus sul progetto europeo WATERWISE

Nella tappa tedesca è stato evidenziato anche il contributo del progetto WATERWISE, cofinanziato dal programma europeo INTERREG Alpine Space, che promuove la gestione sostenibile dell’acqua nelle Alpi. WATERWISE coinvolge sei Paesi alpini, tra cui Italia e Germania, e punta ad aumentare la resilienza delle comunità montane ai cambiamenti climatici attraverso strategie idrologiche e pianificazione condivisa.

A dare voce all’urgenza della crisi climatica anche il mondo della cultura. Nella tappa sullo Zugspitze, la scrittrice Loredana Lipperini ha offerto una videotestimonianza, sottolineando il ruolo della scrittura nel sensibilizzare l’opinione pubblica: “Difendere i ghiacciai, esserci, scrivere è la cosa più importante che possiamo fare.”

Leggi anche: I ghiacciai delle Dolomiti stanno scomparendo

Prossima tappa: Piemonte

Dopo le tappe in Svizzera, Lombardia, Alto Adige e ora Germania, la Carovana dei Ghiacciai si prepara a chiudere l’edizione 2025 in Piemonte, dal 30 agosto al 2 settembre, monitorando i ghiacciai della Bessanese e della Ciamarella.

Il futuro dei ghiacciai alpini è appeso a un filo. Le montagne ci parlano e mostrano i segni del cambiamento climatico più di qualsiasi discorso. La missione della Carovana è chiara: ascoltarle, documentare e agire. E il tempo per farlo è adesso.

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