- 20/09/2024
- Redazione
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L’adozione dell’ aria condizionata continua ad aumentare come strategia di adattamento al calore, così come le preoccupazioni per il suo impatto sul consumo di energia, le emissioni e le disuguaglianze
E’ quanto emerge dal nuovo studio pubblicato dall’Euro-Mediterranean Center on Climate Change (CMCC): “Inequalities in Global Residential Cooling Energy Use to 2050”.
La questione del raffreddamento in un mondo in riscaldamento è già una preoccupazione chiave per i responsabili politici a livello globale. Durante la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) 28a Conferenza delle parti (COP28), infatti, sessantaquattro paesi hanno firmato il Global Cooling Pledge con l’ambizione di ridurre le emissioni legate al raffreddamento del 68% entro il 2050, aumentare l’accesso al raffreddamento sostenibile entro il 2030 e aumentare l’efficienza media globale dei nuovi condizionatori d’aria del 50%.
Quanto può crescere l’uso di AC residenziale?
Lo studio stima che la quota delle famiglie che possiedono l’aria condizionata può crescere dal 27% al 33% e al 48% entro il 2050 a seconda dei cambiamenti climatici e degli scenari di sviluppo socio-economico utilizzati, il che implica un aumento del consumo globale di elettricità da AC residenziale.
L’aumento farà crescere inevitabilmente le emissioni dell’aria condizionata, che passerebbero dalle attuali 590 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (MtCO2eq) a 1.365 MtCO2eq.

Proiezioni globali per l’uso dell’aria condizionata residenziale (AC). Mappe e grafici a barre della proprietà dell’AC (% e numero di famiglie) (A,B) e (C,D) consumo di elettricità per AC delle famiglie (GWh/anno e TWh/anno). Fonte: Falchetta et al 2024.
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L’accesso all’aria condizionata non sarà uguale per tutti
Lo studio del CMCC indica che, sebbene ci sarà una forte crescita dell’adozione e dell’utilizzo globale dell’aria condizionata per far fronte al calore, su scala subnazionale e in assenza di politiche dedicate, la crescita futura della proprietà e dell’uso dell’AC sarà distribuita in modo altamente disuguale tra le regioni e i gruppi di reddito.
“Valutare le proiezioni di adozione e utilizzo del raffreddamento e le loro disuguaglianze ha importanti implicazioni politiche per la pianificazione energetica globale, regionale e nazionale, nonché per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni”, afferma il ricercatore del CMCC Giacomo Falchetta, autore principale dello studio.
Lo studio, per giungere ad una stima potenziale delle disuguaglianze che si potranno verificare, si è basato su un database multi-paese di microdati a livello familiare che copre più di 500 unità amministrative subnazionali in 25 paesi, rappresentando insieme il 62% della popolazione mondiale e rappresentando il 73% del consumo globale di elettricità.
“La granularità delle nostre proiezioni è un contributo importante per l’implementazione delle politiche”, spiega Falchetta. “Ad esempio, dimostriamo che nelle regioni altamente esposte, come l’Asia meridionale e l’Africa subsahariana, entro il 2050, l’AC sarà disponibile solo per le persone appartenenti ai gruppi a più alto reddito, mentre la stragrande maggioranza delle famiglie più povere rimarrà senza accesso”.
























































































































































































































































































































































































































