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Imprese italiane chiedono al Governo più coraggio sulla transizione ecologica: servono rinnovabili, semplificazioni e investimenti stabili

Le principali associazioni imprenditoriali italiane lanciano un messaggio chiaro al Governo: per affrontare la crisi climatica e restare competitivi serve accelerare sulla transizione ecologica.

È quanto emerge dal Position Paper 2025 “Le sfide della transizione. Lo sviluppo sostenibile e il contributo delle imprese”, presentato a Roma dall’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Il documento è frutto del lavoro congiunto di undici organizzazioni – da Confindustria a Confcommercio, da Confartigianato a Unioncamere – riunite nel gruppo di lavoro dell’Alleanza e presentato durante l’evento “ASviS Live”.

Le imprese vogliono contribuire alla transizione ecologica, ma senza investimenti, stabilità regolatoria e norme coerenti la trasformazione rischia di incepparsi proprio ora che dovrebbe accelerare”, ha affermato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS.

Sostenibilità come leva per crescita e produttività

Il Rapporto ASviS 2025 evidenzia come le fragilità dell’economia italiana richiedano un investimento deciso su transizione ecologica e digitale per recuperare competitività e creare nuovo lavoro.

Le analisi su dati Istat mostrano inoltre che le imprese che investono in sostenibilità sono più produttive, più competitive e più presenti sui mercati internazionali, smentendo la narrazione secondo cui la sostenibilità rappresenterebbe un freno allo sviluppo.

Clima ed energia: incentivi e riforme strutturali

Per affrontare la crisi climatica, le associazioni chiedono: incentivi mirati per la decarbonizzazione; riforma della bolletta per ridurre gli oneri parafiscali e utilizzo vincolato dei proventi ETS per progetti green.

Rinnovabili e comunità energetiche: “Semplificare subito”

L’accesso a energia pulita rimane una priorità. Le imprese chiedono: iter più rapidi per autorizzare nuovi impianti rinnovabili; accelerazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Sul fronte idrico si sollecita una governance più solida, nuovi invasi, condotte, riuso dell’acqua depurata e dissalazione nelle aree più vulnerabili, oltre a un massiccio piano di manutenzione delle reti. Per il consumo di suolo, servono procedure più rapide e meno onerose per bonifiche e riqualificazioni.

Competenze e dati: “Serve una regia nazionale”

Le organizzazioni imprenditoriali chiedono di valorizzare il ruolo del sistema camerale e delle associazioni nella raccolta e analisi dei dati, così da orientare meglio le politiche per formazione e lavoro sostenibile.

Finanza sostenibile: strumenti più semplici e accessibili

Sul piano finanziario, il mondo produttivo chiede: procedure snelle per accedere ai fondi pubblici; strumenti dedicati alle PMI; questionari ESG armonizzati e un set minimo di indicatori condiviso a livello europeo.

Un contesto globale sempre più fragile

Il Rapporto ASviS 2025 evidenzia un quadro internazionale critico: disuguaglianze e povertà in aumento, e un debito dei Paesi in via di sviluppo salito a 1.400 miliardi di dollari, risorse sottratte a sanità, istruzione e resilienza climatica.

Anche l’aumento della spesa militare globale – come denunciato dall’ONU – sta riducendo lo spazio per investimenti in sviluppo sostenibile.

Europa tra passi avanti e rallentamenti normativi

L’ASviS segnala inoltre che, nonostante l’impegno europeo per una transizione verde “giusta e inclusiva”, si registrano arretramenti nelle politiche ambientali e commerciali, oltre a un allentamento degli obblighi di rendicontazione per le imprese. Questo rischia di favorire la concorrenza di aziende extra-UE non soggette alle stesse regole ambientali e sociali.

Allo stesso tempo, il nuovo indirizzo strategico europeo — dal Patto per l’industria pulita alla futura legge per l’economia circolare, fino alla strategia sull’adattamento climatico e alla visione 2040 per agricoltura e cibo — apre nuove opportunità per competitività e innovazione.

Leggi anche: Sviluppo sostenibile, l’Italia rallenta: il decimo Rapporto ASviS lancia l’allarme

ASviS rilancia: “Serve un Piano d’accelerazione trasformativa”

Durante l’evento, l’Alleanza ha invitato le forze politiche a definire un Piano d’accelerazione trasformativa (PAT) basato su cinque leve strategiche e sei punti d’ingresso per guidare l’Italia verso gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Tra le priorità: maggiore capacità di programmazione economica di lungo periodo; revisione delle norme alla luce degli articoli 9 e 41 della Costituzione; piena attuazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile; trasformazione graduale dei sussidi ambientalmente dannosi in incentivi green.

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