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È iniziata il 21 ottobre a Cali, in Colombia, la Cop16 sulla biodiversità, il più importante vertice mondiale dell’anno sulla protezione della natura

La Cop16 vedrà impegnati fino al primo novembre, i delegati di 196 paesi che avranno il compito di verificare i progressi degli impegni presi due anni fa a Montreal. La Cop16 è infatti il primo vertice sulla biodiversità dopo l’adozione del Kunming-Montreal Global biodiversity framework, lo storico accordo raggiunto nel dicembre 2022 in Canada che ha fissato 23 ambiziosi target per fermare e invertire la perdita di natura entro il 2030.

Gli obiettivi

L’obiettivo principale del Quadro è quello di arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2050. A due anni dalla COP15, i paesi devono ora definire con maggiore chiarezza le modalità attraverso le quali intendono conseguire i numerosi obiettivi concordati a livello globale, tra cui: la conservazione del 30% delle terre e degli oceani del mondo entro il 2030; la riduzione dell’inquinamento e la promozione dell’uso sostenibile delle risorse naturali.

Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha chiesto “investimenti significativi” per salvare l’ambiente, in occasione della cerimonia ufficiale di apertura della conferenza sulla biodiversità Cop16 a Cali, in Colombia, mentre il presidente colombiano Gustavo Petro ha denunciato l’impatto negativo dei “combustibili fossili”.

In un messaggio video mostrato alla vigilia dell’apertura dei negoziati, Guterres ha invitato gli stati che partecipano a “lasciare Cali con investimenti significativi nei fondi del piano globale per la biodiversità e con l’impegno a trovare altre fonti di finanziamento pubblico e privato per la sua piena attuazione”.

“Dobbiamo onorare le promesse fatte in termini di finanziamenti e accelerare il sostegno ai paesi in via di sviluppo”, ha sottolineato Guterres, perché “la crisi delle attività naturali come l’impollinazione e la fine dell’acqua potabile si tradurrebbe in una perdita di miliardi di dollari per l’economia globale e i più poveri sarebbero i più colpiti”.

Risorse finanziarie, cambiamenti climatici e perdita di biodiversità

Un altro tema chiave della COP16 sarà il finanziamento per la conservazione, in particolare per i paesi in via di sviluppo, che spesso ospitano la maggior parte della biodiversità mondiale ma mancano delle risorse necessarie per proteggerla.

Le nazioni ricche hanno concordato alla COP15 di Montreal, di contribuire con almeno 20 miliardi di dollari all’anno per aiutare i paesi in via di sviluppo a raggiungere i loro obiettivi. Il finanziamento inizierà nel 2025, con il proposito di arrivare a 30 miliardi nel 2030. Fino a questo momento, gli aiuti economici sono stati inferiori rispetto a quelli dichiarati; secondo l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, i governi hanno fornito nel 2022 circa 15,4 miliardi di dollari ai paesi in via di sviluppo, mentre nel 2021 i miliardi stanziati sono stati 11,4 miliardi.

Verranno, inoltre, esplorate soluzioni per affrontare il riscaldamento climatico e la perdita di biodiversità in modo congiunto.

Il cambiamento climatico è, infatti, strettamente correlato alla perdita della biodiversità ed è proprio per questo motivo che i leader stanno cercando modi per affrontare entrambi i temi contemporaneamente, poiché la salvaguardia della natura aiuta a frenare i cambiamenti climatici, mentre il riscaldamento globale sta distruggendo la biodiversità.

Leggi anche: Biodiversità in calo. Cosa dice il Living Planet Report 2024 del WWF

Il rischio

Purtroppo la maggior parte degli obiettivi, cruciali per rendere i paesi più responsabili, devono ancora essere adottati. A Cali, l’obiettivo sarà quello di dimostrare che le promesse saranno mantenute, stabilendo l’orientamento generale in vista dell’importante Cop29 sul clima che si aprirà tra tre settimane in Azerbaigian.

Per ora solo 28 Paesi, inclusa l’Unione europea e 9 Stati Membri, tra cui l’Italia, hanno aggiornato le loro NBSAPs, cioè le strategie e i piani di attuazione nazionali per la biodiversità.

La COP16 a Cali rappresenta una tappa decisiva per trasformare gli impegni presi a livello globale in azioni concrete, altrimenti il rischio è che non si possa invertire l’attuale situazione mondiale.

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