- 09/07/2025
- Redazione
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La settimana scorsa l’ondata di calore avutasi nelle città europee ha provocato il triplo dei decessi dovuti al cambiamento climatico
Secondo il primo studio rapido, condotto da scienziati dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine, che stima il numero di decessi legati al cambiamento climatico per un’ondata di calore, la settimana scorsa vi è stato un aumento di circa 1500 vittime.
Secondo il Dr. Garyfallos Konstantinoudis, Grantham Institute – Climate Change and the Environment, Imperial College London “Il cambiamento climatico uccide. Sta intensificando le ondate di calore e sta spingendo le persone vulnerabili al limite. Questo studio dimostra che ogni frazione di grado di riscaldamento fa un’enorme differenza – che si tratti di 1,4, 1,5 o 1,6°C”. Questi cambiamenti, apparentemente piccoli, porteranno a ondate di calore più calde e a un’impennata delle morti per il caldo”.
Le conseguenze dell’ondata di calore in Europa
Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, l’Europa è stata attraversata da un’ondata di calore estremo, con temperature superiori ai 40°C in diversi Paesi.
Le eccezionali condizioni di caldo torrido verificatesi hanno portato a limitazioni delle ore di lavoro all’aperto in Italia, alla chiusura di oltre 1.300 scuole in Francia, alla chiusura di un reattore nucleare in Svizzera e allo scoppio di incendi in Grecia, Spagna e Turchia.
I ricercatori hanno scoperto che il cambiamento climatico, causato principalmente dalla combustione di combustibili fossili e dalla deforestazione, ha reso l’ondata di calore più calda di 1-4°C. Ciò, purtroppo ha avuto come conseguenza l’aumento del numero di decessi legati al calore.
I riultati nelle 12 città esaminate
L’analisi si è concentrata su 12 città, fornendo solo un’istantanea del vero numero di morti legato alle temperature causate dai cambiamenti climatici in tutta Europa, che secondo i ricercatori potrebbe raggiungere le decine di migliaia.
Il cambiamento climatico è stato responsabile di 317 decessi in eccesso stimati a Milano, 286 a Barcellona, 235 a Parigi, 171 a Londra, 164 a Roma, 108 a Madrid, 96 ad Atene, 47 a Budapest, 31 a Zagabria, 21 a Francoforte, 21 a Lisbona e 6 a Sassari.
Credit: Imperial Grantham Institute
Ciò significa che il probabile bilancio delle vittime del calore causato dal cambiamento climatico in molte città europee è stato superiore ad altri recenti disastri, tra cui le inondazioni di Valencia del 2024 (224 morti) e le inondazioni del 2021 nel nord-ovest dell’Europa (243 morti).
Ma come ci si può proteggere dal caldo?
Lo studio evidenzia come in Europa siano stati compiuti buoni progressi nello sviluppo di piani d’azione per il caldo, che definiscono le azioni che possono essere intraprese prima e durante le alte temperature pericolose.
Tuttavia, per proteggere le persone dalle ondate di calore più pericolose, sono necessarie strategie a lungo termine per ridurre l’effetto dell’isola di calore urbana, come l’espansione degli spazi verdi e blu, oltre a misure a breve termine come i centri di raffreddamento e i sistemi di supporto formale per le popolazioni vulnerabili, affermano i ricercatori.
Come si è arrivati ai risultati
Per stimare il numero di morti per caldo in eccesso legate al cambiamento climatico, lo studio si è concentrato su dieci giorni di caldo, precisamente dal 23 giugno al 2 luglio, registrati in 12 città.
In primo luogo, i ricercatori del World Weather Attribution hanno analizzato i dati meteorologici storici per capire quanto sarebbero state intense le temperature in un mondo che non si era riscaldato di 1,3°C.
Successivamente hanno utilizzato le ricerche pubblicate sulla relazione tra il caldo e il numero di decessi giornalieri, indipendentemente dalla causa, nelle città. Hanno combinato queste funzioni di rischio di mortalità per stimare il numero di decessi legati al caldo sia nella recente ondata di calore che in un ipotetico evento più fresco nell’arco di dieci giorni.
Lo studio ha stimato che circa 1.500 dei 2.300 decessi da calore, ovvero il 65%, sono il risultato del cambiamento climatico, il che significa che il bilancio delle vittime è stato triplicato a causa della combustione di combustibili fossili.
Il caldo: una minaccia sottovalutata
Secondo i ricercatori occorre che il mondo smetta in gran parte di bruciare petrolio, gas e carbone e si impegni a raggiungere emissioni nette pari a zero. Se ciò non avverrà, le temperature delle ondate di calore continueranno a salire e i futuri bilanci delle vittime saranno probabilmente più alti.
Secondo il Dr. Ben Clarke, Centre for Environmental Policy Imperial College London “Le ondate di calore non lasciano una scia di distruzione come gli incendi o le tempeste. Il loro impatto è per lo più invisibile, ma silenziosamente devastante: una variazione di soli 2 o 3°C può fare la differenza tra la vita e la morte per migliaia di persone. Il nostro studio mostra quanto sia già pericoloso il cambiamento climatico con un riscaldamento di appena 1,3°C. Tuttavia, potremmo raggiungere i 3°C in questo secolo, a meno che i Paesi non accelerino la transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Questo porterebbe in Europa ondate di calore più violente, causando più morti e mettendo sotto pressione i sistemi sanitari”.
I risultati mostrano, inoltre, come aumenti relativamente piccoli delle temperature più calde possano innescare enormi picchi di mortalità quando il caldo travolge persone con condizioni di salute di base, come malattie cardiache, diabete e problemi respiratori, come identificato in studi precedenti.
















































































































































































































































































































