- 23/06/2026
- Redazione
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L’ondata di caldo che ha colpito l’Europa occidentale nel giugno 2026 è stata aggravata fino a 4°C dal cambiamento climatico
L’ondata di caldo eccezionale che sta investendo la Francia e gran parte dell’Europa occidentale nel giugno 2026 non può essere spiegata soltanto dalla variabilità naturale del clima.
A spingere le temperature verso livelli record è stato soprattutto il cambiamento climatico causato dalle attività umane.
È quanto emerge dall’ultima analisi realizzata dal team di ClimaMeter, secondo cui le emissioni di gas serra hanno aumentato le temperature associate all’attuale configurazione meteorologica di circa 2-4 gradi centigradi rispetto a quanto sarebbe accaduto in condizioni analoghe durante la seconda metà del Novecento.
In altre parole, l’evento meteorologico che ha colpito l’Europa non è senza precedenti. Situazioni atmosferiche simili si sono già verificate più volte negli ultimi decenni. La differenza è che oggi si sviluppano in un clima molto più caldo, con conseguenze decisamente più gravi.
Le temperature record non sarebbero state le stesse
Gli scienziati hanno utilizzato ClimaMonitor, la piattaforma di attribuzione giornaliera sviluppata dal consorzio ClimaMeter, per confrontare l’attuale circolazione atmosferica con eventi analoghi osservati nei dati storici.
L’analisi aggiornata al 22 giugno 2026 mostra che la configurazione meteorologica responsabile dell’ondata di calore non presenta caratteristiche eccezionali. Tuttavia, quando si verifica nelle attuali condizioni climatiche produce temperature significativamente superiori rispetto al passato.
I dati evidenziano un incremento stimato di circa 2,4 °C a Parigi, di 3,8 °C a Milano e addirittura di 4 °C a Saragozza.
Secondo i ricercatori, senza il riscaldamento globale causato dall’uomo l’evento sarebbe stato comunque caratterizzato da temperature elevate, ma non avrebbe raggiunto i livelli estremi osservati oggi.
Un fenomeno in linea con gli allarmi dell’IPCC
I risultati dello studio confermano quanto già documentato dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), che da anni segnala un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi di caldo estremo in Europa come conseguenza diretta delle emissioni di gas serra.
Le evidenze scientifiche mostrano inoltre un elemento particolarmente preoccupante: nell‘Europa occidentale gli episodi di caldo estremo stanno aumentando più rapidamente rispetto a quanto previsto da alcuni modelli climatici.
Gli studiosi sottolineano che le future proiezioni potrebbero addirittura risultare troppo prudenti. Nell’area mediterranea, infatti, gli incrementi degli eventi di calore potrebbero essere fino al doppio rispetto alle stime attuali.
Il problema non riguarda soltanto l’aumento delle temperature medie. Le ondate di calore tendono infatti ad accelerare la loro intensità in modo non lineare. Questo significa che nei prossimi decenni l’Europa potrebbe affrontare eventi sempre più estremi, capaci di superare i record precedenti con margini molto più ampi.
Anche il numero di persone esposte a condizioni di calore estremo continua a crescere a livello globale secondo una dinamica che gli esperti definiscono esponenziale.
Faranda: “Il fenomeno non è straordinario, lo è il riscaldamento”
Per Davide Faranda, ricercatore del CNRS francese e tra gli autori dell’analisi, il punto centrale non è la configurazione meteorologica che ha originato l’ondata di caldo.
“Il fenomeno meteorologico all’origine di questa ondata di caldo non è straordinario. Ciò che è straordinario è che il cambiamento climatico abbia aggiunto fino a 4 °C alle temperature in alcune zone dell’Europa occidentale”, spiega lo scienziato.
Faranda avverte che società ed ecosistemi stanno progressivamente avvicinandosi ai propri limiti di adattamento.
“Se temperature come queste diventeranno la norma nei prossimi decenni, sarà inevitabile subire gravi conseguenze”, afferma.
Il ricercatore sottolinea però che esiste ancora un margine di intervento: “La buona notizia è che possiamo ancora agire: una rapida riduzione delle emissioni di gas serra può impedire che gli eventi estremi di oggi diventino la normalità estiva di domani”.
Alberti: “Il caldo estremo è tra i rischi più letali”
Sulle conseguenze concrete dell’aumento delle temperature interviene anche Tommaso Alberti dell’INGV.
Secondo l’esperto, il caldo rappresenta già oggi uno dei pericoli meteorologici più mortali e ogni ulteriore grado di riscaldamento aumenta sensibilmente i rischi per persone, infrastrutture e servizi essenziali.
“Eventi come questo aumentano la probabilità di malattie e mortalità legate al caldo, in particolare tra i gruppi vulnerabili”, spiega Alberti.
Alle conseguenze sanitarie si aggiungono quelle energetiche. Le temperature estreme provocano infatti picchi nella domanda di elettricità dovuti all’utilizzo dei sistemi di raffreddamento, aumentando la pressione sulle reti energetiche.
“La combinazione di crescenti impatti sulla salute e di un aumento dello stress sui sistemi energetici evidenzia perché il caldo estremo sta diventando una delle manifestazioni più gravi del cambiamento climatico in Europa”, conclude il ricercatore.
Cos’è ClimaMeter
La ricerca rientra nelle attività di ClimaMeter, progetto sostenuto dall’Unione Europea, dal Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica (CNRS) e dall’Institut Pierre Simon Laplace.
Attraverso la piattaforma ClimaMonitor, il progetto fornisce valutazioni quotidiane sull’influenza dei cambiamenti climatici sugli eventi meteorologici in corso in Europa, combinando previsioni meteo, dati di rianalisi e tecniche di attribuzione basate sul confronto con situazioni analoghe osservate in passato.
L’obiettivo è comprendere in tempo quasi reale quanto il cambiamento climatico stia influenzando gli eventi estremi che colpiscono il continente.





















































































































































































































































































































































































