Gli scienziati parlano di un’ondata di calore marina, più frequente e più intensa, non percepibile solo in superficie. Le alte temperature dell’acqua possono infatti essere devastanti per l’ambiente con impatti sulla flora e sulla fauna marina.
- 26/08/2024
- Redazione
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L’estate dei record del clima sempre più caldo ha segnato altri due primati: quello delle alte temperature del Mar Mediterraneo e quello delle alte temperature dell’aria in cima al Monte Bianco
Mai così elevata la temperatura del Mediterraneo, il suo surriscaldamento sta causando condizioni meteorologiche estreme non solo in acqua ma anche sulla terraferma.
L’allarme lanciato dall’Institut de Ciencies del Mar di Barcellona che durante alcune rilevazioni ha registrato il 15 agosto, una temperatura record del Mediterraneo pari a 28,9°C come media giornaliera, trova riscontro anche dai dati provenienti da altre rilevazioni.
A livello locale, lungo le coste di Spagna, Francia e Italia sono state registrate temperature dell’acqua superiori a 30 °C (4 °C in più rispetto alla norma).
I dati elaborati dall’Arpa Campania sono congruenti con quanto rilevato a grande scala dai sistemi satellitari: ad esempio i dati Sentinel elaborati dal sistema Copernicus dell’Unione europea mostrano al 10 agosto temperature di oltre 29°C nel Golfo di Napoli.
Inoltre, proprio secondo i dati riferiti dal servizio di monitoraggio climatico europeo Copernicus, si sono raggiunti probabilmente i 31,96 gradi centigradi, sulla costa di fronte a el-Arish, in Egitto. Tra Nizza e Cagnes-sur-Mer, in Francia, a ferragosto i gradi registrati in acqua erano 30.
Occorre ricordare, infatti, che rispetto ad altri mari del Pianeta, il Mediterraneo si riscalda del 20% più velocemente per la sua caratteristica di essere un mare chiuso.
L’ondata di calore marino favorisce i microuragani
«Anche i fenomeni meteorologici estremi – afferma il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Snpa) – sono favoriti da temperature del mare superiori a 28 °C, che possono in linea generale facilitare la formazione di Medicanes, una sorta di microuragani mediterranei, in presenza di condizioni di instabilità e afflusso di masse d’aria fredda sopra il mare caldo».
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Il caldo arriva in cima al Monte Bianco
Il gran caldo che sta interessando il nostro Paese si è fatto sentire anche in cima al Monte Bianco dove la temperatura dell’aria, registrata dalla stazione meteo automatica posizionata al Colle Major a 4750 m s.l.m., è rimasta sopra lo zero per 33 ore consecutive, dalla mezzanotte del 10 agosto alle 9 del giorno 11 agosto.

Fonte: Arpa Valle d’Aosta
Secondo i dati dell’Arpa Valle d’Aosta valori di temperatura così alti sono stati registrati, per periodi più limitati, anche il 5 agosto (5 ore consecutive), il 18 e il 30 luglio.
La persistenza di elevate temperature alle alte quote è responsabile dell’intensa fusione glaciale e della veloce riduzione della copertura nivale, che quest’anno aveva fatto ben sperare per lo stato di salute dei ghiacciai della Valle d’Aosta.

































































































































































































































































































































































