- 07/11/2025
- Redazione
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Clima: il nuovo Emissions Gap Report 2025 dell’UNEP mostra un lieve calo delle proiezioni di riscaldamento globale, ma conferma che l’obiettivo di 1,5°C è sempre più a rischio. Solo un terzo dei Paesi ha aggiornato i propri piani climatici
Il nuovo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), Emissions Gap Report 2025: Off Target, lancia un chiaro avvertimento: gli impegni climatici globali continuano a essere insufficienti. Nonostante un leggero miglioramento rispetto allo scorso anno, il pianeta resta avviato verso un aumento delle temperature tra 2,3 e 2,5°C entro la fine del secolo — ben oltre i limiti fissati dall’Accordo di Parigi.
Secondo il rapporto, meno di un terzo delle Parti dell’Accordo (solo 60 Paesi su oltre 190) ha presentato nuovi Contributi Nazionali Determinati (NDC) entro il termine del 30 settembre 2025, coprendo appena il 63% delle emissioni globali di gas serra.
L’overshoot di 1,5°C è ormai inevitabile
L’UNEP avverte che la media pluridecennale delle temperature globali supererà 1,5°C nei prossimi anni, probabilmente già entro i primi anni del 2030. Anche se un superamento temporaneo non significherebbe la fine dell’obiettivo di Parigi, invertire questa tendenza sarà difficile e richiederà tagli più rapidi e consistenti delle emissioni.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha commentato:
“Un superamento temporaneo di 1,5 gradi è ormai inevitabile. Ma questo non è un motivo per arrendersi. È un motivo per fare un passo avanti e accelerare. 1,5 gradi entro la fine del secolo rimane la nostra stella polare. E la scienza è chiara: questo obiettivo è ancora raggiungibile. Ma solo se aumentiamo significativamente le nostre ambizioni”.
NDC insufficienti e ritardi nell’attuazione
Il rapporto sottolinea che, anche se tutti gli NDC venissero pienamente attuati, le emissioni globali nel 2035 diminuirebbero solo del 15% rispetto ai livelli del 2019 — ben al di sotto delle riduzioni necessarie del 35% per restare entro 2°C e del 55% per limitare il riscaldamento a 1,5°C.
A complicare ulteriormente il quadro è l’imminente ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, che annullerà parte dei progressi registrati, mentre le emissioni globali sono aumentate del 2,3% nel 2024, raggiungendo 57,7 gigatoni di CO₂ equivalente.
Le parole dell’UNEP: “Serve un’azione senza precedenti”
La direttrice esecutiva dell’UNEP, Inger Andersen, ha espresso forte preoccupazione per il ritmo dei progressi: “Le nazioni hanno avuto tre tentativi per mantenere le promesse fatte con l’Accordo di Parigi, e ogni volta sono finite fuori bersaglio. Abbiamo ancora bisogno di tagli alle emissioni senza precedenti, in una finestra di tempo sempre più ristretta”.
Andersen ha sottolineato che esistono soluzioni già disponibili, dalle energie rinnovabili alla riduzione delle emissioni di metano, ma che serve una volontà politica più forte e investimenti mirati per trasformare le promesse in azione concreta.
Il ruolo cruciale del G20
L’UNEP richiama il G20, responsabile del 77% delle emissioni globali, a una leadership più incisiva. Ad oggi, solo sette membri del G20 hanno presentato nuovi NDC con obiettivi per il 2035 e tre li hanno annunciati, ma nessuno di questi è considerato sufficiente. Le emissioni complessive del gruppo sono addirittura cresciute dello 0,7% nel 2024, un dato che mette in evidenza l’urgenza di un cambio di rotta.
“Ancora possibile, ma per poco”
Il rapporto esplora anche uno scenario di azione rapida a partire dal 2025, in cui le emissioni si ridurrebbero del 26% entro il 2030 e del 46% entro il 2035, limitando il superamento a circa 0,3°C e permettendo un ritorno a 1,5°C entro il 2100.
Secondo l’UNEP, il mondo dispone già delle tecnologie e delle conoscenze necessarie per agire: ciò che manca è la determinazione politica e finanziaria per implementarle in modo sistemico, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
In sintesi, l’Emissions Gap Report 2025 ribadisce che la finestra per mantenere vivo l’obiettivo di 1,5°C è ancora aperta, ma si sta restringendo rapidamente. Ogni decimo di grado conta — e ogni anno senza azione incisiva rende più costoso, rischioso e difficile correggere la rotta del pianeta.































































































































































































































































































































