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SWG presenta alla Venice Climate Week i risultati di un’indagine sull’ambientalismo in Italia: dalla percezione pubblica del nuovo Papa Leone XIV al governo Meloni

Dal 3 all’8 giugno andrà in scena la prima edizione della Venice Climate Week, ideata e diretta da Riccardo Luna in collaborazione con il Future Food Institute, in occasione delle Giornate mondiali dell’Ambiente e degli Oceani.

A dieci anni dall’Accordo di Parigi e dall’enciclica Laudato Si’, alla Venice Climate Week il cambiamento climatico verrà affrontato in modo trasversale. Venezia diventerà la capitale di un nuovo dialogo tra scienza, arte, educazione, tecnologia e politica.

Cosa emerge dal sondaggio

Il sondaggio, condotto da SWG tra il 20 e il 23 maggio 2025 su un campione nazionale rappresentativo, rivela una società sempre più attenta ai temi ambientali, ma ancora divisa su come affrontarli concretamente.

Quasi un italiano su due si definisce ambientalista, anche se con significative sfumature: solo il 9% adotta un approccio militante, mentre il 33% si riconosce in un ambientalismo non attivo ma positivo.

Al tempo stesso, un altro 33% esprime un’adesione tiepida o incerta, mentre il 16% mostra una visione negativa dell’ambientalismo, spesso associandolo a ipocrisia o estremismo.

Inoltre, il 40% degli ambientalisti non militanti si aspetta un cambiamento di rotta mentre il 45% degli anti-ambientalisti prevede un disinteresse maggiore.

Fonte: SWG per VCW 2025 – Metodo di rilevazione: sondaggio CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 1.000 soggetti maggiorenni

Papa Leone XIV proseguirà la politica ambientale di Papa Francesco?

Il report analizza la percezione pubblica del nuovo Papa Leone XIV riguardo ai temi ambientali, in relazione all’eredità di Papa Francesco.

Ciò che emerge è un’incertezza diffusa sulle scelte in materia di ambiente di Papa Leone XIV, anche se prevale l’idea di un cambiamento di rotta rispetto a Papa Francesco e alla ‘Laudato Si’’, l’enciclica del 2015 incentrata sul tema della “cura della casa comune”, che propone un’ampia lettura della crisi ambientale, unendo la questione ecologica e quella sociale. 

Alla domanda posta nel sondaggio: “Secondo lei il nuovo Papa, Leone XIV, sui temi ecologici e ambientali” il 35% degli intervistati pensa che il nuovo Pontefice continuerà sulla strada tracciata da Papa Francesco; il 30% crede che tenderà ad occuparsi meno di questi temi; l’11% immagina che troverà una nuova strada per occuparsene e il 24% ha risposto non saprei.

Quale governo italiano si è occupato meglio delle politiche ambientali?

Il report include una valutazione dei governi italiani degli ultimi 10 anni in tema di politiche ambientali e quasi 1 italiano su 2 non sa individuare il migliore.

Il governo Meloni polarizza, e gli italiani si dividono ritenendo l’attuale governo il migliore e allo stesso momento il peggiore rispetto ai governi passati in tema di politiche ambientali.

Infatti, alla domanda: “Quale governo si è occupato di più e meglio dell’ambiente” il 10% indica il Governo Meloni (2022 – oggi) come il migliore; il 26% degli anti-ambientalisti lo indicano come il peggiore mentre quasi 1 italiano su 2 (46%) risponde “non saprei”.

Transizione giusta e i principali ostacoli alla transizione ecologica

Secondo quanto rilevato dall’indagine di SWG, per una “transizione giusta” gli italiani chiedono:

  • Una transizione graduale per evitare squilibri socio-economici (48%)
  • Maggiore accessibilità alle tecnologie e ai servizi e prodotti green (29%)
  • Sostenere con dei sussidi i redditi delle famiglie piu vulnerabili (28%)

e tra i principali ostacoli alla transizione ecologica emergono:

  • Le resistenze delle lobby dei settori fossili ad alta intensità energetica (40%)
  • I costi economici percepiti da famiglie e imprese (31%)
  • La burocrazia e la complessità normativa dell’UE (27%)

Leggi anche: Cambiamenti climatici: la principale preoccupazione degli italiani

Gli altri risultati

Per quanto riguarda le politiche ambientali italiane, esse vengono valutate con freddezza e solo il 10% le considera un successo, mentre il 48% dà un giudizio negativo.

Le energie rinnovabili sono l’ambito che ha fatto i maggiori progressi, ma settori cruciali come l’adattamento ai cambiamenti climatici, la tutela della biodiversità, la mobilità sostenibile e l’economia circolare restano indietro.

Il ruolo dei giovani e della scuola è ritenuto essenziale, ma la disillusione verso i movimenti giovanili per il clima è evidente. A pesare sono la frammentazione, il calo mediatico e la mancanza di risultati concreti.

Il rapporto tra sviluppo economico e sostenibilità è visto come compatibile solo se ben gestito: il 69% degli italiani crede che le due dimensioni possano coesistere, ma a condizione di gradualità, regole chiare e inclusività. 

SWG conclude che la transizione ecologica in Italia ha bisogno di più fiducia, più trasparenza e più concretezza, valorizzando il consenso già presente nell’opinione pubblica e superando le barriere economiche e comunicative che frenano l’impegno collettivo.

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