- 05/12/2025
- Simone Martino
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World Soil Day: in Italia il suolo scompare a ritmo record. Allarme di FederBio e Coldiretti: servono tutele, stop al consumo di terreno fertile e più verde urbano
Il suolo, risorsa preziosa e non rinnovabile, continua a essere consumato e degradato a un ritmo sempre più veloce. In occasione del World Soil Day, dedicato quest’anno al tema “Suoli sani per città sane”, FederBio e Coldiretti lanciano un monito: senza una gestione sostenibile dei terreni, sono a rischio sicurezza alimentare, biodiversità e stabilità del territorio.
In Italia scomparsi 84 km² di suolo in un anno
Secondo l’ultimo rapporto ISPRA-SNPA, solo nel 2024 in Italia sono stati persi 83,7 km² di suolo, un incremento del 15,6% rispetto al 2023. Significa che ogni secondo spariscono 2,7 m² di terreno, pari a quasi 230 mila m² al giorno.
Si tratta del dato peggiore dell’ultimo decennio: il consumo netto supera i 78,5 km², con effetti immediati sui servizi ecosistemici, dall’assorbimento del carbonio alla tutela della biodiversità.
FederBio: “Il suolo è vita, ma non è protetto”
Per FederBio, la situazione è critica: “Un suolo fertile e resiliente protegge la biodiversità, assorbe carbonio, stabilizza il territorio e garantisce cibo di qualità”, spiega Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio. Nonostante questo, ricorda, “il suolo non gode ancora di tutele specifiche, a differenza di acqua e alimenti”.
La nuova Direttiva europea sul monitoraggio dei suoli è considerata un passo avanti, ma secondo FederBio deve essere recepita in tempi rapidi da tutti gli Stati membri.
Un suolo sempre più degradato: l’allarme globale
Le anticipazioni del nuovo report mondiale “Status of the World’s Soils” aggiornato dalla FAO mostrano una tendenza chiara: erosione, inquinamento, perdita di sostanza organica e urbanizzazione stanno riducendo la capacità dei suoli di: produrre cibo; trattenere carbonio; regolare il ciclo dell’acqua e sostenere la biodiversità. In molti Paesi la situazione peggiora, anziché migliorare.
Segnali positivi: meno chimica, più prodotti naturali
Qualche dato incoraggiante arriva dall’Osservatorio Agrofarma: tra il 2021-2023 e il 2012-2014 l’uso dei fitosanitari di sintesi è diminuito del 18%, mentre è cresciuto del 133% l’impiego di principi attivi naturali. Un trend che, secondo FederBio, dimostra come anche l’agricoltura convenzionale stia virando verso metodi più sostenibili.
Coldiretti: “Persi 1,2 miliardi di euro di cibo l’anno per colpa della cementificazione”
Anche Coldiretti rilancia l’allarme. La scomparsa dei suoli agricoli comporta ogni anno la perdita di 1,2 miliardi di euro di produzione alimentare, un dato pesante in un periodo segnato da instabilità internazionale.
Dal 2000 al 2020 la superficie agricola è scesa da 18,8 a 16,1 milioni di ettari: 2,7 milioni di ettari in meno. E la tendenza non si ferma: nel 2024 nuovi cantieri e impianti fotovoltaici a terra hanno contribuito a coprire altri 84 km² di terreno.
Rischi idrogeologici in aumento: “Oltre il 90% dei comuni è esposto”
La crescente urbanizzazione riduce la capacità del suolo di assorbire l’acqua e amplifica il rischio di alluvioni e frane. Oggi oltre il 90% dei comuni italiani si trova in aree a rischio idrogeologico, una situazione aggravata dagli effetti del cambiamento climatico, con piogge brevi ma violente e fenomeni meteorologici estremi.
Ascolta qui il podocast “ProsperA”
Gli italiani chiedono più tutela dei territori
Secondo il rapporto Coldiretti/Censis 2025, il 78% degli italiani vede nell’agricoltura un presidio fondamentale contro il degrado del territorio e il dissesto idrogeologico. Da qui la richiesta di approvare finalmente la legge sul consumo di suolo, ferma da anni in Parlamento.
Ripristinare il verde urbano: “Nelle città il verde è solo al 2,9%”
Il degrado del suolo non riguarda solo campi e campagne: nelle città italiane le aree verdi rappresentano appena il 2,9% del territorio comunale. Coldiretti chiede un piano nazionale per aumentare la presenza di alberi, parchi e giardini, fondamentali per: ridurre CO₂; mitigare le temperature; migliorare la qualità dell’aria; aumentare la biodiversità e favorire il benessere psicofisico.
Un futuro possibile: più biologico, più ricerca, più tutele
Per FederBio, il percorso è chiaro: agroecologia, agricoltura biologica, ricerca e innovazione. Produrre e consumare cibo biologico, conclude Mammuccini, è «un investimento concreto per un futuro sostenibile».
























































































































































































































































































































































































































