- 17/06/2026
- Redazione
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Nella Giornata mondiale contro desertificazione e siccità, l’Italia rilancia strumenti innovativi di monitoraggio e progetti internazionali per contrastare il degrado del suolo e gli effetti del cambiamento climatico
La desertificazione non riguarda soltanto le aree più aride del pianeta. È una minaccia sempre più concreta anche per territori che fino a pochi anni fa sembravano al riparo dagli effetti del cambiamento climatico.
In occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, torna al centro del dibattito internazionale il tema della salvaguardia del suolo, una risorsa strategica per la sicurezza alimentare, la disponibilità idrica e la tutela degli ecosistemi.
La ricorrenza punta a sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sugli effetti del degrado del territorio e sulla necessità di adottare politiche di prevenzione e adattamento sempre più efficaci.
Il ruolo dell’Italia nella lotta al degrado del suolo
In questo contesto il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica conferma il proprio impegno nella prevenzione dei fenomeni di desertificazione e nella promozione di una gestione sostenibile delle risorse naturali.
Tra le iniziative più rilevanti figura il progetto SIM, il Sistema Integrato di Monitoraggio e Previsione sviluppato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Si tratta di una piattaforma tecnologica avanzata che consente di migliorare le attività di previsione, monitoraggio e gestione dei rischi ambientali attraverso l’utilizzo di telerilevamento aerospaziale, dati satellitari e sensoristica installata sul territorio.
L’obiettivo è fornire strumenti sempre più accurati per individuare tempestivamente situazioni di criticità e pianificare interventi mirati per la protezione degli ecosistemi.
Il tema 2026: i pascoli come alleati contro la crisi climatica
L’edizione 2026 della Giornata mondiale è dedicata al tema “Pascoli: Riconoscere. Rispettare. Ripristinare”, un richiamo al ruolo fondamentale che queste aree svolgono nella resilienza climatica e nella conservazione della biodiversità.
I pascoli rappresentano infatti una risorsa essenziale per la sicurezza alimentare e idrica e costituiscono un elemento identitario per molte comunità rurali e pastorali nel mondo.
Anche il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici individua nella tutela dei pascoli tradizionali una delle azioni necessarie per contrastare il degrado ambientale. Tra le pratiche valorizzate figura il cosiddetto pascolo arborato, considerato un modello di gestione sostenibile capace di migliorare la salute del suolo e aumentare la capacità dei territori di adattarsi agli effetti del riscaldamento globale.
Dal Sahel all’Africa occidentale: i progetti italiani contro la desertificazione
L’impegno del Ministero si estende anche oltre i confini nazionali. Da anni l’Italia sostiene programmi di contrasto alla desertificazione nella regione del Sahel, una delle aree più vulnerabili al cambiamento climatico.
In collaborazione con la Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD) e con il supporto dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN), è stato realizzato il progetto “Creating Lands of Opportunities: Transforming Livelihoods through Land Restoration in the Sahel”.
L’iniziativa, avviata nel 2020 e conclusa nel novembre 2024, ha coinvolto Burkina Faso, Ghana e Niger, contribuendo al recupero di terreni degradati e al rafforzamento della resilienza delle comunità locali.
I risultati ottenuti hanno portato al lancio di una nuova fase del programma. La nuova iniziativa “Sahelian Landscapes, a Land of Opportunities – Widen Proven Furrows”, annunciata nel novembre 2024, punta infatti ad ampliare il modello già sperimentato estendendolo anche a Benin e Senegal.
Il progetto prevede interventi per migliorare l’accesso all’acqua e all’energia, favorire pratiche agricole sostenibili e creare nuove opportunità economiche legate alla valorizzazione delle produzioni locali.
Verso la COP17: l’Italia prepara il Padiglione Virtuale
Lo sguardo è già rivolto alla prossima Conferenza delle Parti della Convenzione ONU contro la desertificazione, la COP17, in programma dal 18 al 26 agosto a Ulaanbaatar, in Mongolia.
In vista dell’appuntamento internazionale, il Ministero dell’Ambiente promuove il Padiglione Italiano Virtuale 2026, realizzato insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
L’iniziativa punta a presentare in modo coordinato il contributo del Sistema Italia alle politiche globali per la tutela del territorio, rafforzando il dialogo internazionale su soluzioni sostenibili per contrastare desertificazione, siccità e degrado ambientale.
Una sfida che riguarda tutti
La lotta alla desertificazione non è più una questione confinata alle regioni più remote del pianeta. L’aumento delle temperature, la riduzione delle risorse idriche e il progressivo impoverimento dei suoli rendono questa emergenza sempre più attuale anche in Europa e nel bacino del Mediterraneo.
Per questo monitoraggio tecnologico, gestione sostenibile del territorio e cooperazione internazionale rappresentano oggi strumenti indispensabili per proteggere ecosistemi, agricoltura e comunità locali dagli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.




















































































































































































































































































































































































