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Il caldo estremo potrebbe influenzare l’esito dei Mondiali 2026: Argentina e Spagna penalizzate, Stati Uniti favoriti dal clima

Il caldo estremo potrebbe diventare uno dei protagonisti inattesi dei Mondiali 2026. Secondo una nuova analisi dei dati di Climate Central realizzata da Round Our Way, il cambiamento climatico potrebbe incidere concretamente sull’andamento del torneo, penalizzando alcune delle principali favorite e favorendo invece altre nazionali.

Tra le squadre che rischiano di pagare il prezzo più alto delle temperature elevate figurano soprattutto Argentina, Spagna e Portogallo. Al contrario, gli Stati Uniti, Paese ospitante della competizione, sembrano destinati a beneficiare di un percorso climaticamente meno impegnativo.

Lo studio evidenzia come il cambiamento climatico abbia aumentato la probabilità di condizioni meteorologiche in grado di compromettere le prestazioni sportive in 97 delle 104 partite previste nel torneo. In altre parole, quasi tutte le squadre partecipanti dovranno confrontarsi con un carico termico aggravato dal riscaldamento globale.

Perché i 28 gradi rappresentano una soglia critica

Secondo la ricerca, le temperature superiori ai 28 °C, soprattutto se accompagnate da elevati livelli di umidità, rappresentano una soglia particolarmente delicata per gli atleti.

In queste condizioni aumentano infatti lo stress fisico e cognitivo, con possibili ripercussioni sulla capacità decisionale, sulla concentrazione, sulla resistenza e sui tempi di recupero tra una partita e l’altra.

Le conseguenze potrebbero risultare particolarmente significative in un torneo lungo e intenso come il Mondiale, dove il recupero fisico assume un ruolo decisivo nel percorso verso la finale.

Argentina, Spagna e Portogallo davanti al percorso più difficile

Tra le principali candidate alla vittoria finale, l’Argentina è la nazionale che dovrà affrontare il cammino climaticamente più complicato.

La squadra campione del mondo potrebbe disputare almeno 6,7 partite in condizioni pari o superiori ai 28 °C, il valore più elevato registrato tra le prime 16 squadre del ranking considerato dallo studio.

Anche la Spagna, indicata come una delle grandi favorite del torneo e seconda nel ranking FIFA, dovrà fare i conti con temperature elevate. Il suo percorso verso la finale potrebbe comprendere in media 5,7 partite sopra la soglia critica dei 28 °C.

Situazione analoga per il Portogallo, che secondo le stime dovrà affrontare circa 5,9 incontri in condizioni climatiche considerate particolarmente impegnative.

Francia e Inghilterra in una posizione più favorevole

Le condizioni previste risultano meno severe per altre grandi nazionali europee. La Francia potrebbe disputare circa 3,7 partite in condizioni di caldo estremo lungo il proprio cammino verso la finale, mentre l’Inghilterra si attesterebbe intorno a 4,8 incontri.

Anche la Scozia, qualora riuscisse a raggiungere l’ultimo atto del torneo nel New Jersey, dovrebbe affrontare circa cinque partite caratterizzate da temperature elevate.

Nel complesso, Francia e Inghilterra sembrano beneficiare di percorsi che attraversano stadi con una probabilità media inferiore di condizioni meteorologiche tali da compromettere significativamente le prestazioni sportive.

Gli Stati Uniti sono la squadra più avvantaggiata dal clima

La nazionale che sembra trarre il maggiore beneficio dalle condizioni previste è però quella degli Stati Uniti.

Secondo l’analisi, soltanto il 3,2% delle partite della squadra ospitante dovrebbe disputarsi con temperature pari o superiori ai 28 °C. Si tratta del dato più basso tra tutte le prime 16 nazionali considerate.

Un vantaggio potenzialmente importante in un torneo che si svolgerà tra Stati Uniti, Canada e Messico e che vedrà numerosi incontri programmati in aree particolarmente esposte al caldo estivo.

“Il cambiamento climatico può influire sul risultato finale”

Roger Harding, cofondatore di Round Our Way, sottolinea come il fenomeno non rappresenti più una minaccia futura ma una realtà già tangibile.

Harding: “Può decidere chi vincerà il Mondiale”

“Questa ricerca dimostra che il cambiamento climatico non è una minaccia lontana, ma potrebbe contribuire a decidere chi vincerà o perderà il più grande torneo di calcio del mondo. I giocatori dovranno competere in condizioni di calore e umidità che mettono a dura prova la salute anche degli atleti più allenati, per non parlare dei tifosi che li guardano”.

Harding ha inoltre richiamato l’attenzione sui rischi sanitari legati alle temperature record registrate negli ultimi mesi, evidenziando come il problema non riguardi soltanto il torneo mondiale.

“Con le temperature record già registrate nel Regno Unito questo maggio, i rischi per la salute associati al caldo causato dai cambiamenti climatici non si limitano ai Mondiali. Il caldo estremo sta diventando una preoccupazione crescente anche qui per i giocatori e i tifosi. Dobbiamo tutti seguire i consigli su come stare al sicuro quando fa caldo, mentre i politici devono accelerare gli sforzi per ridurre l’inquinamento che causa condizioni meteorologiche estreme sempre più pericolose”.

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