- 29/05/2026
- Redazione
- 0
L’Europa affronta un’ondata di caldo eccezionale e precoce: Londra sfiora i 35 gradi, Francia oltre i 35°C. Gli esperti: “Il cambiamento climatico sta anticipando gli eventi estremi”
Un’ondata di calore eccezionale, intensa e soprattutto precoce sta travolgendo l’Europa occidentale e centrale. Dalla Francia al Regno Unito, passando per Spagna e Germania, le temperature hanno raggiunto valori normalmente attesi nel pieno dell’estate, con picchi fino a 15 gradi sopra la media stagionale.
A provocare questa situazione è un fenomeno atmosferico chiamato “cupola di calore”, o heat dome: una vasta area di alta pressione che intrappola l’aria calda vicino al suolo impedendo l’arrivo di correnti più fresche e bloccando la formazione di piogge e temporali diffusi.
Il risultato è un effetto-serra naturale su scala continentale: il sole continua a riscaldare il terreno giorno dopo giorno e il caldo si accumula senza tregua.
Secondo le analisi climatiche più recenti, l’evento in corso rappresenta uno dei più estremi mai osservati nel mese di maggio in Europa.
Londra tropicale e Francia oltre i 35 gradi: i record che preoccupano gli scienziati
Nel Regno Unito Londra ha toccato i 34,8°C, segnando la giornata di maggio più calda mai registrata. Ancora più anomala la notte successiva: la temperatura minima non è scesa sotto i 21,3°C, configurando una vera “notte tropicale”, fenomeno raro per le Isole Britanniche.
In Francia diverse città hanno superato i 35°C con settimane di anticipo rispetto alla norma stagionale. Le autorità sanitarie francesi hanno attivato gli allarmi caldo con una frequenza mai vista dal 2004 e almeno sette decessi sarebbero già collegati all’ondata di calore.
Anche l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria ha diffuso allerte arancioni per il caldo, sottolineando i rischi elevati per anziani, malati cronici e lavoratori esposti all’aperto.
Il “colpo di frusta climatico”: dal freddo anomalo al caldo estremo in pochi giorni
A rendere ancora più impressionante il fenomeno è stata la rapidità con cui l’Europa è passata da temperature sotto media a condizioni quasi estive.
Gli esperti parlano di “climate whiplash”, letteralmente “colpo di frusta climatico”: oscillazioni sempre più violente tra eventi opposti, come freddo intenso e caldo estremo, alimentate dal riscaldamento globale.
Fino a poche settimane fa gran parte dell’Europa viveva un maggio insolitamente fresco. Poi, nel giro di pochi giorni, l’arrivo dell’anticiclone ha completamente ribaltato lo scenario meteorologico.
Gli scienziati: “Il cambiamento climatico sta amplificando il caldo”
Le analisi di ClimaMeter e i dati IPCC confermano che eventi simili stanno diventando più frequenti e più intensi a causa del riscaldamento globale di origine antropica.
Le condizioni meteorologiche che oggi provocano ondate di caldo estremo risultano fino a 2,5°C più calde rispetto al passato. Inoltre questi fenomeni tendono ad arrivare sempre prima nella stagione, spostandosi dalla fine dell’estate alla tarda primavera.
Secondo lo studio, circa 242 milioni di persone sono state esposte a condizioni di calore aggravate dal cambiamento climatico, in aree che rappresentano oltre 11 mila miliardi di dollari di attività economica. Ben 124 milioni di persone ricadrebbero nella fascia di rischio “estremo”.
L’esperto: “Temperature impensabili fino a pochi anni fa”
Davide Faranda, climatologo del CNRS francese, spiega: “Temperature che un tempo sembravano impossibili nel mese di maggio in Francia e nel Regno Unito sono ora alla portata perché si stanno combinando diversi fattori: alta pressione persistente, suoli secchi, cieli sereni e un’atmosfera già riscaldata dai cambiamenti climatici”.
Secondo Faranda, questa miscela può trasformarsi in una vera “bomba di calore”, aumentando stress termico, notti tropicali e rischi sanitari soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.
Dal Roland Garros alle Olimpiadi: il caldo estremo sta cambiando lo sport professionistico
L’ondata di caldo che sta colpendo l’Europa non è soltanto un’emergenza climatica e sanitaria. È anche un problema sempre più evidente per lo sport professionistico.
Al Roland Garros le immagini dei giocatori stremati dal caldo hanno riacceso il dibattito sui limiti fisici degli atleti in condizioni meteorologiche estreme. Jakub Mensik è crollato in campo per i crampi dopo oltre quattro ore di partita, lasciando il terreno di gioco in sedia a rotelle. Novak Djokovic ha chiesto agli organizzatori di spostare più incontri nelle ore serali per evitare le temperature più elevate. E anche Jannik Sinner si è dovuto arrendere al caldo.
Ma quello di Parigi è solo l’ultimo episodio di una lunga serie.
Il rapporto “Rings of Fire”, dedicato all’impatto del cambiamento climatico sugli sport professionistici, ricorda quanto accaduto durante le Olimpiadi di Tokyo, disputate in condizioni climatiche considerate estreme dagli stessi atleti.
La tennista spagnola Paula Badosa fu costretta al ritiro per un colpo di calore e lasciò il campo in sedia a rotelle. Ancora più drammatico il caso di Daniil Medvedev, che durante il match accusò apertamente gli organizzatori: “Posso finire la partita, ma posso morire. Se muoio, vi assumete voi la responsabilità?”
Una frase diventata simbolo della crescente pressione climatica sullo sport mondiale. Lo stesso Medvedev, agli US Open del 2023, tornò sul tema con parole ancora più dure: “Un giorno un giocatore morirà in campo, e allora vedranno.”
I tornei del Grande Slam sempre più caldi
Secondo il report, negli ultimi quarant’anni le temperature medie nei principali tornei del Grande Slam sono aumentate in modo significativo.
All’Australian Open la media delle temperature massime è salita di circa 3,5°C dal 1988. Anche il Roland Garros sta diventando sempre più esposto al rischio caldo: durante l’edizione 2023, giocata nello stesso impianto destinato alle Olimpiadi di Parigi, Djokovic e Casper Ruud mostrarono forte esasperazione per le condizioni climatiche, con circa 30°C e un’umidità superiore al 60%.
Gli esperti spiegano che il problema non riguarda soltanto le prestazioni sportive, ma soprattutto la sicurezza.
“Non rischiano solo gli atleti”: l’allarme dei medici sugli eventi sportivi estremi
Chris Mullington, anestesista consulente presso l’Imperial College London NHS Trust, avverte che il caldo estremo può compromettere rapidamente anche organismi altamente allenati.
Secondo il medico, sotto stress termico gli atleti tendono a ridurre gli sprint, abbassare l’intensità della corsa e commettere più errori decisionali man mano che il corpo accumula calore. Ma il rischio maggiore potrebbe riguardare il pubblico.
“Gli spettatori sono molto più vulnerabili dal punto di vista sanitario”, spiega Mullington. “Possono essere anziani, bambini, persone con malattie cardiovascolari o metaboliche, oppure visitatori non acclimatati. Inoltre restano esposti al caldo molto più a lungo: durante gli spostamenti, nelle file sotto il sole, nelle fan zone o sui mezzi pubblici affollati.”
Secondo gli esperti, il futuro dei grandi eventi sportivi dovrà inevitabilmente adattarsi al nuovo clima: orari modificati, pause più lunghe, strutture ombreggiate e protocolli sanitari più severi potrebbero diventare la norma nei prossimi anni.





























































































































































































































































































































































