- 06/05/2026
- Redazione
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Nel Golfo di Napoli il robot Hugin di ISPRA mappa i fondali e rivela segnali dei vulcani sommersi. Dati chiave per prevenire rischi.
Nel Golfo di Napoli prende forma una nuova frontiera dell’esplorazione marina. Qui ISPRA ha completato il collaudo dell’AUV Hugin, un robot subacqueo autonomo impiegato anche nell’area di Ischia per studiare i fondali e i vulcani sommersi.
Un’attività che si inserisce nel più ampio progetto PNRR MER (Marine Ecosystems Restoration) e che punta a migliorare la conoscenza degli ecosistemi marini più complessi e vulnerabili del Mediterraneo.
Il Golfo di Napoli, infatti, è considerato uno dei contesti geologicamente più attivi e delicati d’Europa. Una caratteristica che lo rende allo stesso tempo un patrimonio scientifico straordinario e un’area da monitorare con estrema attenzione.
Gallone (ISPRA): “Tecnologie decisive per comprendere e prevenire i rischi”
A sottolineare il valore dell’operazione è Maria Alessandra Gallone, presidente di ISPRA e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che evidenzia come l’impiego di tecnologie autonome rappresenti un salto qualitativo nella ricerca marina.
“L’attività rappresenta un importante passo avanti nell’impiego di tecnologie autonome per monitorare i fondali marini e acquisire dati ad altissima risoluzione, finalizzati alla caratterizzazione morfologica, geologica e ambientale delle profondità marine”, spiega Gallone.
La presidente sottolinea inoltre la particolarità dell’area di studio: “Il Golfo di Napoli costituisce uno dei contesti più complessi e sensibili del Mar Mediterraneo ed è quindi fondamentale un monitoraggio continuo per comprendere l’evoluzione dei processi naturali e contribuire a ridurre potenziali rischi per la popolazione e per gli ecosistemi marini”.
Gallone evidenzia anche il valore strategico del progetto nel quadro del PNRR: “Grazie al progetto PNRR MER, ISPRA si dota di strumenti all’avanguardia, che ci consentono non solo di acquisire dati fondamentali per la ricerca, ma anche di sviluppare modelli previsionali sempre più accurati. Questo contribuisce in maniera determinante alla prevenzione dei rischi naturali e alla sicurezza delle comunità costiere, confermando il ruolo dell’Istituto come riferimento scientifico per istituzioni, ambiente e cittadini”.
Giorgi (ISPRA): “Una sirena tecnologica che ascolta i fondali”
Più tecnico ma altrettanto significativo è il commento di Giordano Giorgi, direttore del Centro Nazionale Coste di ISPRA e coordinatore del progetto PNRR MER, che descrive Hugin come una vera e propria “sirena tecnologica”.
“L’impiego di tecnologie autonome come l’AUV Hugin rappresenta una risorsa strategica per lo studio dei fondali marini e per la tutela di aree ad alta vulnerabilità”, afferma Giorgi.
“Una ‘sirena’ tecnologica che ascolta i fondali, ne interpreta i segnali provenienti in particolare dai vulcani sommersi e trasforma i dati in conoscenza scientifica al servizio della sicurezza del territorio e della protezione degli ecosistemi marini è qualcosa di assolutamente innovativo che amplia radicalmente la nostra capacità di monitoraggio e indagine”.
Durante la campagna di osservazione, condotta anche lungo la costa sud-occidentale di Ischia, il robot ha raccolto una grande quantità di dati ambientali. Tra questi figurano informazioni su temperatura, salinità e concentrazioni di gas come anidride carbonica e metano, elementi fondamentali per comprendere lo stato del mare e individuare eventuali fenomeni legati alle emissioni sottomarine.
Come funziona Hugin, il robot che mappa gli abissi
L’AUV Hugin è un veicolo sottomarino senza pilota progettato per operare in autonomia anche in ambienti estremamente complessi. Durante le missioni, il robot è in grado di muoversi a grande profondità, raccogliendo dati e immagini ad altissima risoluzione grazie a sofisticati sistemi acustici e ottici.
Le operazioni svolte nel Golfo di Napoli hanno permesso di realizzare mappe dettagliate dei fondali marini, analizzando la struttura dei sedimenti e individuando eventuali anomalie. Il robot ha inoltre condotto rilievi batimetrici e morfologici, combinando dati geofisici e ambientali che vengono poi trasferiti ai sistemi di bordo e archiviati sulle infrastrutture cloud di ISPRA per l’elaborazione scientifica.
Dalla ricerca alla prevenzione: un investimento sul futuro
Il collaudo di Hugin non rappresenta soltanto un test tecnologico, ma un tassello fondamentale nella costruzione di un sistema di monitoraggio avanzato del mare italiano.
L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare la conoscenza dei processi naturali che avvengono nei fondali, dall’altro rafforzare la capacità di previsione dei rischi, in particolare in aree ad alta densità abitativa come il Golfo di Napoli.
In questo senso, la “Sirena” di ISPRA non è solo un robot: è uno strumento di prevenzione, progettato per trasformare i dati del mare in sicurezza per le comunità costiere e in nuove conoscenze per la ricerca scientifica.













































































































































































































































































































































