Gruppo di cittadini europei con bandiere dell’UE, clima e sicurezza tra le principali preoccupazioni
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Nuovo Eurobarometro: il 72% degli europei teme conflitti e il 66% disastri climatici. In Italia l’83% dei cittadini teme gli effetti del cambiamento climatico e chiede un’UE più unita e più efficace

In un contesto di crescenti tensioni geopolitiche, i cittadini europei guardano al futuro con preoccupazione e chiedono all’Unione europea un ruolo più deciso e unitario. È quanto emerge dall’ultima indagine Eurobarometro del Parlamento europeo, pubblicata mercoledì.

Secondo il sondaggio, la maggioranza degli europei è ansiosa per questioni di sicurezza globale: il 72% teme conflitti vicino all’UE, il 67% il terrorismo, mentre attacchi informatici e catastrofi naturali legate al cambiamento climatico preoccupano il 66% degli intervistati. La migrazione incontrollata e le minacce alla comunicazione, come disinformazione e contenuti falsi generati dall’intelligenza artificiale, completano la lista delle principali ansie dei cittadini.

Italia: il clima al centro delle ansie e delle priorità politiche

Il tema ambientale è diventato il cuore dell’inquietudine dei cittadini italiani. Mentre a livello europeo il 66% teme i disastri naturali legati al cambiamento climatico, in Italia questa percentuale schizza all’83%. Inoltre, l’85% degli italiani ritiene che i costi dei danni climatici abbiano ormai superato gli investimenti necessari per la transizione ecologica.

Questa sensibilità si riflette anche nelle priorità politiche: il 26% degli italiani indica la protezione dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici come azione prioritaria del Parlamento europeo, contro una media UE del 21%. Tra le strategie per rafforzare la posizione internazionale dell’UE, il 17% degli italiani punta sull’azione climatica, rispetto al 13% della media europea.

Il dato testimonia come, in Italia, il clima non sia solo un tema globale, ma un’urgenza percepita quotidianamente dai cittadini, che vedono nella transizione ecologica una priorità per sicurezza, economia e futuro del paese.

L’Europa come scudo comune

L’indagine mostra che gli europei non vogliono affrontare queste sfide da soli. L’89% ritiene che gli Stati membri debbano essere più uniti, mentre l’86% vuole una voce più forte dell’UE nel mondo e il 73% chiede più risorse europee per affrontare le minacce globali. Secondo i cittadini, le priorità dell’Unione dovrebbero essere la difesa e la sicurezza (40%), l’economia e la competitività (32%) e l’indipendenza energetica (29%).

“La geopolitica influisce sul senso quotidiano di sicurezza degli europei. Si aspettano che l’UE protegga, sia preparata e agisca insieme. L’Europa è il nostro scudo più forte”, ha commentato il presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

Inflazione e costo della vita restano preoccupazioni centrali

Oltre alle questioni internazionali, i cittadini continuano a essere preoccupati per il costo della vita. L’inflazione e l’aumento dei prezzi sono indicati dal 41% come priorità principale del Parlamento europeo, seguiti da economia e occupazione (35%). Nonostante ciò, oltre tre quarti degli europei (76%) si dichiarano ottimisti sul proprio futuro personale e quello della famiglia.

Giovani in prima linea: più unità e partecipazione

I giovani europei, tra 15 e 30 anni, mostrano un sostegno particolarmente forte all’UE: il 58% ha un’immagine positiva dell’Unione e il 68% vuole un ruolo più forte per il Parlamento europeo. Inoltre, il 90% chiede più unità tra gli Stati membri e l’87% una voce più decisa dell’UE a livello internazionale.

Nonostante i piccoli cali di fiducia rispetto all’anno scorso, l’adesione all’UE continua a essere vista positivamente: il 62% ritiene vantaggioso far parte dell’Unione, con un aumento del 2% rispetto alla rilevazione precedente.

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