- 19/07/2026
- Redazione
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L’Agenzia Internazionale dell’Energia certifica che quasi 740 milioni di dollari sono già stati erogati per favorire la diffusione della cottura pulita in Africa, con nuovi impianti, fornelli moderni e infrastrutture energetiche
L’accesso alla cottura pulita in Africa sta entrando in una nuova fase di sviluppo. A poco più di un anno dal primo Summit dedicato al tema, circa un terzo dei 2,2 miliardi di dollari promessi dalla comunità internazionale è già stato trasformato in interventi concreti sul territorio.
A certificarlo è il nuovo rapporto “Clean Cooking in Africa 2026: Progress Report” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), che evidenzia come quasi 740 milioni di dollari siano già stati destinati a progetti attivi in quasi trenta Paesi africani.
Il documento arriva in un momento particolarmente delicato per la sicurezza energetica globale e racconta una delle trasformazioni energetiche più significative oggi in corso nel continente africano.
Dove sono finiti i finanziamenti
La parte più consistente delle risorse è stata destinata direttamente ai programmi nazionali.
Il principale beneficiario è il Kenya, che ha ricevuto il 19% dei fondi distribuiti, seguito da Uganda, Tanzania e Sudafrica, ciascuno con circa il 7%.
La maggior parte degli investimenti riguarda interventi immediatamente operativi: distribuzione di fornelli moderni; installazione di bombole GPL; sviluppo delle reti di distribuzione; sostegno alle imprese del settore e assistenza tecnica e formazione.
Circa due terzi delle risorse sono stati infatti impiegati per rendere disponibili le tecnologie direttamente alle famiglie, mentre il restante finanziamento è stato destinato a infrastrutture, fondi di investimento e sviluppo del mercato.
Sempre più famiglie hanno accesso alla cottura pulita
Il rapporto dell’AIE evidenzia che il 2025 potrebbe rappresentare l’anno con la crescita più rapida mai registrata nell’Africa subsahariana.
Nel solo 2024 quasi 12 milioni di persone hanno ottenuto l’accesso a sistemi di cottura puliti, un ritmo quasi tre volte superiore rispetto a quello registrato nel 2010.
Le prime rilevazioni disponibili indicano che nel 2025 il trend continuerà ad accelerare.
Complessivamente sono sedici i Paesi africani che hanno migliorato le proprie performance rispetto all’anno precedente.
Resta però una sfida importante: la forte crescita demografica continua infatti ad aumentare il numero assoluto di persone che ancora cucinano utilizzando combustibili altamente inquinanti.
Gli investimenti crescono e il settore privato traina lo sviluppo
Anche sul fronte economico il settore mostra segnali di forte espansione. Nel 2024 gli investimenti annuali hanno raggiunto i 770 milioni di dollari, in netto aumento rispetto ai 590 milioni registrati nel 2020.
Un dato particolarmente significativo riguarda la provenienza delle risorse: circa il 70% arriva infatti da capitali privati e dalla spesa diretta delle famiglie, segnale di un mercato in progressiva maturazione.
Il GPL continua a rappresentare la tecnologia dominante, utilizzata da oltre il 70% degli utenti africani che dispongono di combustibili gassosi per cucinare.
La cottura elettrica occupa il secondo posto ed è ormai adottata da circa un quarto delle famiglie del continente, mentre le stufe a biomassa migliorata mantengono ancora un ruolo rilevante, soprattutto nelle aree rurali.
La crisi del GPL mette alla prova la sicurezza energetica
Uno dei passaggi più significativi del rapporto riguarda gli effetti delle recenti tensioni geopolitiche sui mercati energetici.
La temporanea chiusura dello Stretto di Hormuz e le conseguenti difficoltà nella catena globale del GPL hanno evidenziato quanto sia importante rafforzare la resilienza degli approvvigionamenti.
Pur senza gravi interruzioni fisiche delle forniture in Africa, l’aumento dei prezzi ha inciso sul costo della vita delle famiglie e sui bilanci pubblici dei governi.
Per questo motivo numerosi Paesi stanno accelerando gli investimenti per aumentare la capacità di stoccaggio del GPL, diversificare le tecnologie disponibili e rafforzare la sicurezza energetica.
Secondo le stime dell’AIE, entro il 2026 sono in costruzione almeno 250 mila tonnellate di nuova capacità di stoccaggio nell’Africa subsahariana, con un incremento superiore al 30% rispetto alla capacità regionale attuale.
Oltre 120 nuove politiche per sostenere la transizione
Accanto agli investimenti cresce anche il sostegno normativo. Dal 2024 i governi africani hanno introdotto oltre 120 nuove misure dedicate alla diffusione della cottura pulita.
Le nuove norme riguardano incentivi, regolamentazione del mercato, sviluppo delle infrastrutture e sostegno agli operatori economici.
Secondo l’AIE, proprio la combinazione tra finanziamenti, riforme e investimenti infrastrutturali potrebbe consentire un’accelerazione ancora più marcata durante la seconda metà del decennio.
Birol: “Gli impegni si stanno trasformando in risultati concreti”
Presentando il rapporto il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, ha sottolineato come il monitoraggio costante degli impegni assunti stia dimostrando che le promesse si stanno traducendo in risultati tangibili.
Secondo Birol, i finanziamenti stanno raggiungendo i progetti, i governi stanno attuando le riforme previste e l’accesso a sistemi di cottura più sicuri e meno inquinanti continua ad aumentare in tutto il continente africano.
























































































































































































































































































































































































































