- 10/11/2025
- Redazione
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OCSE 2025: le emissioni globali crescono e il divario tra obiettivi e azioni per il clima si allarga. Urgente accelerare le politiche green
Le emissioni mondiali di gas serra hanno raggiunto un nuovo record nel 2023, mentre l’attuazione delle politiche climatiche da parte dei governi mostra segnali di stallo.
È quanto emerge dal Climate Action Monitor 2025 pubblicato dall’OCSE, che fotografa un divario sempre più ampio tra le promesse dei Paesi e le azioni concrete per contenere il riscaldamento globale.
Il rapporto, basato sul Climate Actions and Policies Measurement Framework (CAPMF), rileva che nel 2024 il numero e il rigore delle politiche climatiche sono aumentati di appena l’1%, confermando la perdita di slancio registrata già a partire dal 2022.
Un divario crescente tra impegni e risultati
Secondo i dati OCSE, le emissioni aggregate di gas serra dei 50 Paesi membri e partner sono state nel 2023 superiori dell’8% rispetto ai livelli compatibili con i loro impegni nazionali (NDC) per il 2030. Si tratta di circa 2,5 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente in più rispetto alle traiettorie previste.
Il divario diventa ancora più ampio se si guarda agli obiettivi di lungo termine per le zero emissioni nette, obiettivi che rischiano di restare sulla carta se non accompagnati da misure più incisive.
“I benefici dell’azione climatica sono significativi: più resilienza, ecosistemi sani, economie più forti”, ha dichiarato Mathias Cormann, Segretario Generale dell’OCSE. “Ma per realizzarli, i Paesi devono intensificare gli sforzi e adottare un mix di politiche ambiziose e coerenti con i propri obiettivi e le proprie specificità”.
Energia e trasporti restano i grandi nodi
Dal 2015 i Paesi OCSE sono riusciti a ridurre le emissioni soprattutto nei settori dell’energia e dell’industria, ma i trasporti restano indietro. Le emissioni del comparto non mostrano segni di calo, mentre nei Paesi partner le emissioni continuano a crescere, spinte da una forte espansione economica e da una dipendenza persistente dai combustibili fossili.
Produzione di elettricità, riscaldamento e mobilità continuano a rappresentare le principali fonti di emissioni globali, confermando la necessità di una transizione energetica più rapida e di politiche di decarbonizzazione più efficaci.
Zero emissioni: obiettivi ambiziosi, ma pochi vincoli legali
A oggi, 114 Paesi e l’Unione Europea hanno fissato obiettivi di neutralità climatica, ma solo 30 Paesi e la stessa UE li hanno sanciti per legge, rappresentando appena il 17,7% delle emissioni globali.
Senza quadri normativi solidi e strumenti di monitoraggio efficaci, avverte l’OCSE, gli impegni presi non basteranno a centrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
Per restare entro i limiti di temperatura stabiliti dall’accordo, le emissioni globali dovrebbero diminuire tra il 39% e il 63% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2023.
La sfida del prossimo decennio
Il messaggio dell’OCSE è chiaro: la finestra per agire si sta chiudendo. I governi devono accelerare sull’attuazione delle politiche climatiche, rafforzando le leggi e aumentando gli investimenti nella transizione energetica, nella mobilità sostenibile e nella protezione degli ecosistemi.
Senza un cambio di passo deciso, il mondo rischia di allontanarsi in modo irreversibile dagli obiettivi di contenimento del riscaldamento globale. E la crisi climatica, avverte l’OCSE, non aspetterà i tempi della politica.































































































































































































































































































































