- 25/07/2025
- Redazione
- 0
Uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico è l’innalzamento del livello dei mari causato dallo scioglimento dei ghiacciai, una realtà che sta già trasformando le coste del pianeta
La fusione dei ghiacci ha contribuito a circa due terzi dell’aumento globale del livello del mare registrato negli ultimi decenni. Tutti i ghiacciai sono purtroppo protagonisti di questo fenomeno.
Lo scenario allarmante documentato dal nuovo rapporto Italy for Climate, evidenzia come la crisi climatica stia incidendo e come rappresenti un rischio drammaticamente contemporaneo.
Coinvolti tutti i ghiacciai del mondo e la conseguenza è l’innalzamento dei mari
La tendenza allo scioglimento dei ghiacciai – rileva Italy for Climate – è globale. Secondo il rapporto 2024 del Wmo, l’Organizzazione meteorologica mondiale, “nel solo 2023 i ghiacciai del Pianeta hanno perso una quantità d’acqua pari a cinque volte quella contenuta nel mar Morto. È la più grande perdita di ghiaccio mai registrata dal 1950″.
La principale conseguenza dello scioglimento dei ghiacciai è l’innalzamento dei mari. Secondo la NASA, il livello globale del mare è aumentato di circa 21-24 cm dal 1880 (che è il periodo di riferimento per misurare il cambiamento climatico) e negli ultimi anni il fenomeno si è molto accelerato. Secondo il WMO ad oggi il tasso di innalzamento a lungo termine del livello del mare è più che raddoppiato dall’inizio della registrazione satellitare, passando da 2,13 mm all’anno tra il 1993 e il 2002 a 4,77 mm all’anno tra il 2014 e il 2023. E sta continuando a crescere.
A contribuire all’attuale innalzamento dei mari è anche il fenomeno della dilatazione termica. Gli oceani hanno assorbito oltre il 90% del calore in eccesso causato dal cambiamento climatico e questo sta contribuendo ad aumentare il volume dei mari perché anche l’acqua, come ogni sostanza, si espande quando si riscalda.
Lo scienziato del clima James Hansen ha stimato che se la temperatura media globale continuerà a salire, arrivando stabilmente a superare la soglia di +1,5 °C rispetto al periodo pre-industriale, si potrebbero innescare una serie di fenomeni irreversibili che porterebbero alla definitiva scomparsa dei ghiacci dalla faccia del Pianeta nel giro di pochi secoli se non addirittura decenni. Una situazione simile a quella in cui si trovava la Terra circa 3 milioni di anni fa, in cui il livello dei mari era 60-70 metri più alto di quello attuale.
La situazione dei ghiacciai in Italia
I ghiacciai alpini italiani hanno perso 50 km³ di acqua. Di fatto una città di ghiaccio alta otto piani e grande il doppio di Roma.
Il caldo di questi giorni – ricorda Italy for Climate – ha segnato un nuovo record negativo, infatti, a ben 5.400 metri sulla catena montuosa delle Alpi e al di sopra della vetta del Monte Bianco (4.808 m) è stato registrato lo zero termico. “Questo ha significato che nessun ghiacciaio alpino, nemmeno il più alto, è stato al riparo dalla fusione. In pratica non c’è stata una “zona fredda” nella catena montuosa italiana”.
Un dato allarmante già segnalato dall’Istituto di scienze polari del Cnr, che riportava come i ghiacciai delle Dolomiti fossero vicini a un punto di non ritorno. Ora, la nuova conferma del pericolo scomparsa arriva dall’ultimo Inventario Glaciologico Italiano del CNR e del Comitato Glaciologico Italiano (CGI).
Secondo l’inventario in Italia sono presenti 872 ghiacciai, frammentati e in gran parte di piccole dimensioni. Negli ultimi 70 anni abbiamo perso oltre il 30% della superficie glaciale, arrivando a meno 360 km².
Marmolada: simbolo del collasso
Italy for Climate sottolinea che «i segnali più evidenti e inquietanti della crisi climatica arrivano dall’alto, dalle cime montane. È nei ghiacciai che si sciolgono silenziosamente che possiamo leggere il futuro del clima».
La fragilità crescente degli ambienti montani si è mostrata in tutta la sua drammaticità il 3 luglio 2022, con il crollo del seracco della Marmolada, costato la vita a 11 persone.
Quel ghiacciaio, il più esteso delle Dolomiti, è diventato il simbolo del collasso: ha perso il 70% della sua superficie e l’85% del volume dal 1905 a oggi. Solo nell’estate 2022 ha perso oltre 4 metri di spessore.
Se le attuali condizioni persistono, secondo l’UNESCO la Marmolada potrebbe sparire del tutto entro il 2040.
Occorre ridurre le emissioni
La buona notizia, come sempre, è che abbiamo ancora tutti gli strumenti per ridurre al minimo l’innalzamento ormai irreversibile dei livelli del mare, riducendo le emissioni di gas serra e staccando la spina al cambiamento climatico.
“La scienza è chiara, ha commentato Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate, la progressiva scomparsa dei ghiacciai non è solo un problema paesaggistico o, al più, un possibile danno per l’industria turistica. È innanzitutto il segnale inequivocabile di un sistema climatico sempre fuori equilibrio, con conseguenze dirette sulla disponibilità d’acqua potabile, sulla produzione agricola e industriale, sulla produzione stessa di energia, sulla sicurezza delle aree montane e delle persone che vi abitano o le frequentano. Il ghiaccio che scompare ci dimostra che la crisi climatica non è più un problema che riguarda le generazioni del futuro, né una proiezione modellistica astratta. È già qui, misurabile, visibile, fotografabile. Eppure, nel dibattito pubblico continua ad aleggiare il falso mito secondo cui la transizione ecologica sarebbe una forzatura dettata dall’ideologia di burocrati europei o di lobby ambientaliste. Ma il ghiaccio non ha ideologie: si scioglie e basta. I dati parlano chiaro. La realtà fisica del pianeta ha modi e tempi che spesso sono in netto contrasto con una narrativa molto diffusa nel dibattito pubblico ma del tutto avulsa dalla realtà. Pensare di poter ‘fare le cose con calma’, rinviare, ridiscutere continuamente ogni passo in avanti verso la decarbonizzazione è un lusso che non possiamo più permetterci. I ghiacciai – che impiegano secoli e millenni per formarsi e pochi decenni per sparire – ci stanno avvisando”.































































































































































































































































































































