- 08/11/2025
- Redazione
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Parte la 41ª spedizione italiana in Antartide: 200 esperti al lavoro su clima, ghiacci, biodiversità e impatto umano sull’ambiente estremo
È ufficialmente partita la 41ª spedizione italiana in Antartide, una delle più complesse e ambiziose degli ultimi anni. Oltre 200 tra ricercatori, tecnici e tecniche lavoreranno nei prossimi mesi per studiare il clima, i ghiacci, la biodiversità e gli effetti dell’attività umana in uno degli ecosistemi più estremi e fragili del pianeta.
Le missioni italiane fanno parte del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e coordinato da CNR, ENEA e OGS. Le attività si svolgeranno tra le basi Mario Zucchelli e Concordia, oltre che a bordo della rompighiaccio Laura Bassi.
La base Mario Zucchelli riapre dopo la pausa invernale
Il primo gruppo di tecnici è già arrivato in Antartide per riattivare la base costiera Mario Zucchelli, chiusa dallo scorso febbraio. Dopo aver rimesso in funzione le strutture e verificato le condizioni del ghiaccio per la pista di atterraggio, sono iniziati i lavori di ammodernamento: nuove strade interne, manutenzione del molo e installazione di impianti tecnici più efficienti.
“L’obiettivo è rendere la base sempre più funzionale e sostenibile”, spiega Elena Campana, responsabile dell’Unità Tecnica Antartide di ENEA.
Dal 6 novembre arriverà il primo team di scienziati: circa 114 persone impegnate in 14 progetti e osservatori permanenti. Si studieranno le interazioni tra Terra, ghiaccio e clima, l’inquinamento ambientale, la biodiversità e persino i movimenti della crosta terrestre. Non mancheranno anche ricerche di astronomia e astrofisica, condotte in collaborazione con altre basi internazionali.
Concordia: ricerca a 3.000 metri e -80°C
Contemporaneamente, prende il via la campagna estiva nella stazione italo-francese Concordia, situata a oltre 3.000 metri di quota sul plateau antartico. Qui saranno avviati 39 progetti scientifici con circa 80 partecipanti.
Tra loro anche i 12 “winterover”, il gruppo che resterà isolato per nove mesi durante l’inverno polare, quando le temperature possono scendere fino a -80°C. A loro spetterà il compito di mantenere operativa la base e proseguire gli esperimenti anche nei mesi di buio totale.
Nella stazione Concordia si svolgono anche studi per l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e per l’Istituto polare francese Paul-Émile Victor (IPEV), legati alla fisiologia umana in ambienti estremi, utili per future missioni spaziali.
Il progetto “Beyond Epica”: viaggiare nel clima di 1,2 milioni di anni fa
A metà novembre sarà aperto anche il campo di Little Dome C, 35 chilometri da Concordia, per la fase conclusiva del progetto internazionale “Beyond Epica – Oldest Ice”, coordinato dal CNR-Istituto di Scienze Polari e cofinanziato dall’Unione Europea.
Gli scienziati effettueranno nuove perforazioni nella calotta glaciale per estrarre campioni di ghiaccio antichissimo, che contengono informazioni sul clima terrestre fino a 1,2 milioni di anni fa. Un passo fondamentale per capire come si sono evoluti temperatura e composizione atmosferica del pianeta.
“Questa spedizione conferma il ruolo di eccellenza del CNR”, sottolinea Giuliana Panieri, direttrice del CNR-Isp. “Studiare l’Antartide significa comprendere meglio il futuro del nostro pianeta”.
La rompighiaccio Laura Bassi: 190 giorni di missioni scientifiche
Intanto la nave oceanografica Laura Bassi è salpata da Trieste a inizio ottobre e, dopo 50 giorni di navigazione e il passaggio per il Canale di Panama, raggiungerà la Nuova Zelanda a metà novembre. Da lì inizierà due campagne antartiche, fino a marzo 2026, con 28 ricercatori e tecnici a bordo, oltre a 23 membri dell’equipaggio.
“La Laura Bassi è stata potenziata per garantire migliori condizioni di vita e di ricerca a bordo”, spiega Franco Coren dell’OGS. “Sarà impegnata per oltre 190 giorni, un record per la nostra flotta”.
Ricerca e sicurezza: il contributo delle Forze Armate
Anche quest’anno, la missione vede il supporto delle Forze Armate italiane: 20 esperti di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri collaboreranno con i ricercatori per garantire sicurezza nelle operazioni aeree, subacquee e sul campo. Presenti anche 3 membri dei Vigili del Fuoco, a supporto delle attività tecniche.
Un laboratorio naturale per capire il futuro della Terra
La 41ª spedizione italiana in Antartide rappresenta una nuova tappa nella lunga storia della ricerca nazionale nel continente bianco. Tra ghiaccio, vento e isolamento, gli scienziati lavorano per ottenere dati preziosi sulla crisi climatica e sull’evoluzione dell’ambiente globale.
Un impegno che, ancora una volta, conferma il ruolo dell’Italia tra i protagonisti della scienza polare internazionale.
























































































































































































































































































































































































































