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L’area, compresa tra le province di Napoli e Caserta, per decenni è stata inquinata da interramento di rifiuti tossici, discariche abusive e roghi di immondizia

La Corte europea dei diritti umani (CEDU) ha stabilito, accogliendo parte dei ricorsi presentati a Strasburgo da residenti e associazioni del territorio, che le autorità italiane mettono a rischio la vita degli abitanti della Terra dei Fuochi.

Due anni per attuare una strategia correttiva

La CEDU ha stabilito che l’Italia ha due anni per introdurre misure che risolvano l’emergenza in un territorio dove l’impennata di gravi malattie e decessi e l’inquinamento delle falde acquifere è stata confermata anche da studi scientifici ufficiali.

La Corte ha riconosciuto un rischio di morte “sufficientemente grave, reale e accertabile”, che può essere qualificato come “imminente”.

Inoltre, i giudici ritengono che “non ci siano prove sufficienti di una risposta sistematica, coordinata e completa da parte delle autorità nell’affrontare la situazione della Terra dei Fuochi”. I progressi nel valutare l’impatto dell’inquinamento sono stati lenti, e non è stato combattuto a sufficienza lo smaltimento illegale di rifiuti.

Per la Corte “data l’ampiezza, la complessità e la gravità della situazione, era necessaria una strategia di comunicazione completa e accessibile, per informare il pubblico in modo proattivo sui rischi potenziali o reali per la salute e sulle azioni intraprese per gestire tali rischi. Questo non è stato fatto. Anzi, alcune informazioni sono state coperte per lunghi periodi dal segreto di Stato”.

Convocato tavolo Terra dei Fuochi

Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato sabato mattina il Tavolo sulla Terra dei Fuochi per “approfondire la tematica” dove sarà presente anche la Regione Campania.

Le parole di don Patriciello

Il parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, da sempre in prima linea nelle proteste per la bonifica ha dichiarato: “Quante calunnie abbiamo dovuto subire; quante minacce, derisioni, offese. I negazionisti, ignavi, collusi, corrotti, ci infangavano ma siamo andati avanti. Convinti. Vedevamo con i nostri occhi lo scempio delle nostre terre e delle nostre vite”.

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