- 15/09/2026
- Redazione
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Più energia solare, trasporto pubblico più pulito e nuove piste ciclabili: le città italiane cambiano volto. Ma tra rifiuti in aumento, smog e forti divari territoriali la svolta green resta ancora incompleta
Le città italiane accelerano sulla transizione ecologica, ma il percorso verso una maggiore sostenibilità è ancora pieno di contraddizioni. Nel 2024 nei Comuni capoluogo crescono il fotovoltaico, la mobilità elettrica, le piste ciclabili e la forestazione urbana. Allo stesso tempo, però, aumenta la produzione di rifiuti e la qualità dell’aria rimane critica in molte città.
È questa, in sintesi, la fotografia del 2024 di Istat: alcuni indicatori ambientali segnano progressi importanti, mentre altri confermano problemi strutturali che continuano a pesare sulla vita quotidiana.
Fotovoltaico da record e più infrastrutture per le auto elettriche
Il dato più significativo arriva dall’energia solare. Nei capoluoghi il numero degli impianti fotovoltaici cresce del 22,2% in un anno, mentre la potenza installata aumenta del 19,8%. Sale anche la produzione netta di energia elettrica, che raggiunge 269,3 kWh per abitante.
Ancora più forte è la crescita dell’autoconsumo: +43,4% rispetto al 2023, fino a 86,4 kWh per abitante. Una quota ormai pari a circa un terzo dell’energia prodotta dal fotovoltaico.
Parallelamente si rafforza la rete per la mobilità elettrica, con un aumento del 36,1% delle infrastrutture di ricarica.
Anche l’illuminazione pubblica diventa più efficiente: i punti luce a Led crescono dell’8,5% e rappresentano ormai il 75,5% del totale.
Bus elettrici in forte crescita, ma il trasporto pubblico resta a due velocità
La trasformazione riguarda anche il trasporto pubblico locale. Gli autobus elettrici e ibridi aumentano del 54,9% rispetto al 2023. Crescono anche quelli alimentati a gas, ma più lentamente (+9,7%).
Nel complesso, quindi, le flotte stanno progressivamente riducendo la dipendenza dal gasolio. Il problema è che l’offerta e soprattutto la domanda di trasporto pubblico continuano a mostrare forti differenze territoriali.
Nel 2024 i servizi di Tpl hanno prodotto 4.699 posti-km per abitante, appena il 2% in più rispetto all’anno precedente e sostanzialmente in linea con il 2021.
Il divario tra Nord e Sud rimane molto ampio: 5.979 posti-km per abitante nel Nord contro 2.240 nel Mezzogiorno.
Anche sul fronte dei passeggeri la distanza è evidente: 237,9 passeggeri per abitante nel Nord, 204,9 nel Centro e appena 56,6 nel Mezzogiorno.
La domanda è tornata a crescere dopo la pandemia, ma a ritmi sempre più contenuti: +39% nel 2022, +16,4% nel 2023 e +3,8% nel 2024. Rispetto al 2019, i passeggeri sono ancora inferiori dell’8,2%.
Piste ciclabili oltre quota 6mila chilometri
Le città continuano intanto a investire nella mobilità alternativa all’auto privata.
Nel 2024 la rete delle piste ciclabili supera i 6mila chilometri, con una crescita del 5,6% rispetto al 2023 e del 28,8% rispetto al 2019. Almeno 10 chilometri di piste sono presenti ormai in tre capoluoghi su quattro.
Cambia anche l’offerta della mobilità condivisa. Il bike sharing torna a crescere e raggiunge una media di 25,1 biciclette ogni 10mila abitanti. Firenze e Milano guidano la classifica, seguite da Padova e Bologna.
Al contrario, i monopattini condivisi diminuiscono per il terzo anno consecutivo. L’offerta scende a 24,5 mezzi ogni 10mila abitanti e il servizio è presente in 40 capoluoghi.
Continua invece a crescere il car sharing, disponibile in 35 città.
Più verde urbano e forestazione contro il caldo
Un altro segnale positivo riguarda il verde. Nei Comuni capoluogo le aree verdi urbane superano complessivamente i 590 chilometri quadrati, con una media di 33,7 metri quadrati per abitante.
Ma cresce soprattutto la forestazione urbana. Nel 2024 sono 68 i capoluoghi che hanno avviato o completato interventi di questo tipo, contro i 62 del 2023 e i 39 del 2015.
La superficie complessivamente interessata sfiora i 16 milioni di metri quadrati, in aumento del 6,2% in un anno. Nuovi alberi e aree boschive vengono utilizzati anche per contribuire all’assorbimento della CO₂ e contrastare l’effetto “isola di calore” nelle aree urbane.
L’aria migliora in alcune città, ma le polveri sottili restano oltre i livelli dell’Oms
È sul fronte della qualità dell’aria che emergono però le maggiori criticità.
Nel 2024 il PM2,5 è diminuito in 40 capoluoghi, è rimasto stabile in 29 ed è aumentato in 19. Per il PM10, invece, le città in miglioramento sono 40, quelle stabili 16 e quelle in peggioramento 39.
Nonostante alcuni segnali positivi, i livelli restano elevati. Gli interim target dell’Organizzazione mondiale della sanità vengono superati in 74 capoluoghi su 88 per il PM2,5 e in 75 su 95 per il PM10.
Tra le situazioni più critiche figurano Monza, Brescia, Lodi, Cremona, Verona, Vicenza, Padova e Rovigo.
La transizione ecologica, insomma, sta cambiando infrastrutture e tecnologie delle città, ma non ha ancora prodotto un miglioramento uniforme della qualità dell’aria.
Rifiuti, la produzione torna a crescere
C’è poi un dato che va nella direzione opposta rispetto agli obiettivi di sostenibilità: nel 2024 torna ad aumentare la quantità di rifiuti urbani.
Nei capoluoghi vengono prodotte 9,7 milioni di tonnellate, il 3,3% in più rispetto al 2023. Ogni abitante produce in media 546,2 chilogrammi di rifiuti, 12,6 chilogrammi in più in un solo anno. È il valore più alto degli ultimi cinque anni.
La raccolta differenziata, però, migliora e raggiunge il 58,4%, con una crescita di 1,5 punti percentuali. Il dato resta comunque sotto la media nazionale, che arriva al 67,7%.
Anche in questo caso il divario territoriale è evidente: nel Nord-est la differenziata raggiunge il 72,9%, mentre nei capoluoghi del Sud rimane sotto il 50%.
Il target del 65% è stato raggiunto in 68 città. Tra i capoluoghi metropolitani, però, a superarlo sono soltanto Bologna e Cagliari.
Acqua e servizi digitali: progressi, ma restano criticità
Il quadro comprende anche alcuni segnali positivi sul consumo delle risorse. Nei capoluoghi i consumi di acqua potabile continuano a diminuire e nel 2024 si attestano a 233 litri per abitante al giorno.
Le perdite delle reti, però, rimangono elevate: la media è del 35,2%. Nel Mezzogiorno la situazione è particolarmente critica, con il 49,1% dell’acqua immessa che si disperde.
Sul fronte digitale continua invece la crescita dei servizi comunali online. Quelli che consentono di completare l’intero iter telematicamente passano dal 56,5% del 2023 al 59,1%, contro appena il 15,8% del 2015.
Una transizione che procede, ma non alla stessa velocità
La fotografia dei capoluoghi italiani racconta dunque una trasformazione concreta. Il fotovoltaico corre, gli autobus diventano più puliti, le piste ciclabili si allungano e aumentano gli interventi di forestazione urbana.
Ma la transizione resta incompleta. La produzione di rifiuti torna a crescere, le polveri sottili rimangono un problema in gran parte delle città e il trasporto pubblico continua a soffrire di una domanda ancora lontana dai livelli pre-pandemia.
A tutto questo si aggiunge il persistente divario tra Nord e Mezzogiorno, evidente soprattutto nei servizi di mobilità, nella raccolta differenziata e nella gestione dell’acqua.
Il 2024 consegna quindi un’immagine delle città italiane sospesa tra innovazione e vecchie emergenze: la direzione verso la sostenibilità è sempre più evidente, ma la velocità del cambiamento non è ancora sufficiente e soprattutto non è uguale in tutto il Paese.




























































































































































































































































































































































































































