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Il Parlamento UE chiede più ambizione climatica alla COP30: stop ai sussidi fossili, obiettivi al 2040 e impegno globale per la neutralità climatica

A poco più di un mese dall’apertura della COP30, il Parlamento europeo alza la voce sul clima. Con 57 voti favorevoli, 23 contrari e 4 astensioni, la Commissione per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare ha approvato una risoluzione che detta la linea politica dell’UE per i negoziati internazionali in programma dal 10 al 21 novembre a Belém, in Brasile.

La COP30 rappresenta, infatti, un momento cruciale per rilanciare gli sforzi globali contro il riscaldamento climatico. Oltre alla presentazione dei nuovi piani d’azione nazionali (NDC), i negoziati si concentreranno sul rispetto degli impegni finanziari presi durante la COP29, con particolare attenzione al supporto ai Paesi più vulnerabili.

Il messaggio è chiaro: l’Unione Europea deve mantenere un ruolo di leadership globale nella lotta alla crisi climatica, alzando l’asticella dell’ambizione e chiedendo lo stesso impegno agli altri Paesi.

Ambizione, competitività e inclusione: la tripla sfida europea

Il documento adottato dalla commissione invita l’UE a perseguire una politica climatica ambiziosa, ma anche efficace dal punto di vista economico e rispettosa dei principi di inclusione sociale e protezione ambientale.

I deputati chiedono al Consiglio europeo di adottare al più presto l’impegno per il clima al 2035, e criticano il ritardo dell’UE nella presentazione del nuovo contributo nazionale (NDC) all’Accordo di Parigi, uno degli strumenti principali per misurare l’impegno di ciascun Paese nella riduzione delle emissioni.

Inoltre, si chiede l’adozione di un obiettivo climatico basato sulla scienza per il 2040, in linea con quanto previsto dalla Legge europea sul clima.

Stop ai combustibili fossili e ai sussidi pubblici

Uno dei punti centrali della risoluzione riguarda la necessità urgente di porre fine alla dipendenza dell’UE dai combustibili fossili. I deputati europei chiedono a gran voce che la Commissione e i governi nazionali stabiliscano una scadenza vincolante per l’eliminazione graduale dei sussidi a gas, petrolio e carbone. Una misura considerata ormai indispensabile per accelerare la transizione energetica e raggiungere la neutralità climatica.

Clima, pace e sicurezza: una connessione sempre più evidente

Il testo approvato sottolinea anche i legami sempre più stretti tra cambiamento climatico e sicurezza globale. Secondo i deputati, l’emergenza climatica può aggravare la scarsità di risorse naturali, innescare conflitti per il controllo delle materie prime, compromettere la sicurezza alimentare e aumentare le tensioni geopolitiche.

Si cita in particolare l’impatto ambientale devastante della guerra in Ucraina e del conflitto a Gaza, invitando la comunità internazionale a tenerne conto nel quadro delle politiche climatiche globali.

I deputati chiedono inoltre che anche il settore della difesa faccia la sua parte nella lotta alla crisi climatica, attraverso la riduzione delle emissioni e la decarbonizzazione delle proprie attività.

Tutti i settori devono fare la loro parte

La risoluzione approvata ribadisce infine che nessun settore può ritenersi escluso dagli sforzi di decarbonizzazione. Serve un impegno globale per ridurre le emissioni in ambiti spesso trascurati come il metano, i trasporti marittimi, l’agricoltura, l’industria tessile e il turismo. Solo attraverso una visione sistemica sarà possibile contenere l’aumento della temperatura globale entro il limite di 1,5°C, come previsto dagli accordi internazionali.

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Prossimi passi verso la COP30

Il documento verrà votato dal Parlamento europeo in sessione plenaria tra il 20 e il 23 ottobre, per diventare ufficialmente la posizione dell’UE in vista dei negoziati di Belém. La delegazione europea sarà guidata da Lídia Pereira (PPE, Portogallo) e dal vicepresidente Mohammed Chahim (S&D, Paesi Bassi), e parteciperà ai lavori della COP30 dal 17 al 21 novembre.

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