- 29/11/2025
- Redazione
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Ricerca ENEA: più verde urbano riduce la mortalità in città. Foreste, tetti verdi e corridoi ecologici aiutano a mitigare caldo e freddo
Foreste urbane, corridoi verdi, agricoltura verticale, tetti ricoperti di piante e pavimentazioni permeabili. Sono alcune delle soluzioni basate sulla natura – note come NBS, Nature-based Solutions – che potrebbero migliorare la vita di milioni di persone che vivono nelle aree più urbanizzate d’Italia e d’Europa. A confermarlo è una nuova ricerca internazionale pubblicata su Forests e guidata da ENEA nell’ambito del progetto europeo VEG-GAP.
Secondo lo studio, introdurre più verde nelle città porterebbe benefici concreti anche sul piano sanitario, riducendo la mortalità legata agli sbalzi termici. In numeri, vorrebbe dire 3,4 morti in meno all’anno a Bologna e 1,2 a Milano.
Perché un albero in città può fare la differenza
Le piante non sono solo decorative: sono veri regolatori naturali delle temperature. La ricercatrice ENEA Mihaela Mircea, coordinatrice del progetto, spiega che la vegetazione è in grado di attenuare l’effetto “isola di calore” tipico delle metropoli. Questo fenomeno porta a temperature molto elevate nelle zone con tanta cementificazione e poca ombra, con ricadute immediate sulla salute.
Il cambiamento climatico, ricorda Mircea, non causa solo ondate di calore o episodi di gelo estremo: modifica anche l’andamento delle temperature nel lungo periodo. Ed è per questo che diventa fondamentale capire come l’esposizione prolungata a picchi di caldo o freddo influenzi il benessere delle persone che vivono in città.
Come i ricercatori hanno stimato gli effetti del verde
Per valutare il potenziale delle soluzioni green, il team di ricerca ha utilizzato modelli ad alta risoluzione, capaci di analizzare con precisione l’impatto del rinverdimento urbano sulla qualità dell’aria e sulla mortalità nel lungo periodo.
Nel caso di Milano e Bologna è stato impiegato il sistema modellistico italiano MINNI, sviluppato da ENEA, mentre per Madrid si è ricorso al modello internazionale WRF-CMAQ.
I modelli hanno permesso di simulare come l’aggiunta di aree verdi, tetti green e corridoi vegetali modifichi le temperature giornaliere e come questi cambiamenti si riflettano sulla salute pubblica.
Milano: una città difficile da raffrescare
A Milano il rinverdimento urbano potrebbe innalzare leggermente le temperature medie nelle giornate più calde, circa di 0,1 °C, ma avrebbe un effetto più marcato durante i giorni più freddi, con un aumento di 2,4 °C. Questo paradosso si spiega con la struttura stessa della città: molto densa, molto costruita e quasi completamente piatta, elementi che limitano il potere di raffrescamento del verde.
L’effetto complessivo sarebbe un modesto ma significativo bilancio positivo: 1,2 morti evitate ogni anno, grazie soprattutto alla diminuzione della mortalità legata al freddo, che supererebbe quella provocata dal lieve aumento delle temperature estive.
Bologna: il verde che salva la vita
A Bologna gli effetti del rinverdimento sarebbero più evidenti. L’introduzione di nuove aree verdi porterebbe a un leggero abbassamento delle temperature, fino a 0,2 °C in alcune zone, con una riduzione sensibile dei cosiddetti “gradi caldo”. Questo si tradurrebbe in un impatto positivo sulla salute: 3,4 decessi evitati ogni anno, con una netta diminuzione della mortalità attribuibile ai picchi di freddo.
Madrid: i benefici più evidenti
Per la capitale spagnola, il modello mostra un impatto ancora più marcato. Le soluzioni basate sulla natura ridurrebbero in modo significativo la mortalità legata al caldo, arrivando a evitare 7,4 morti l’anno, anche se si registrerebbe un leggero aumento di quella legata al freddo. Il saldo finale sarebbe comunque positivo, con 4,1 decessi evitati.
Leggi anche: Città calde: le soluzioni green per contrastare le isole di calore
Il verde come infrastruttura del futuro
Una cosa è chiara: le soluzioni basate sulla natura non sono più semplici interventi estetici, ma strumenti fondamentali per costruire città sane e resilienti. Mircea ricorda che entro il 2050 quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle aree urbane. E, di fronte a sfide come scarsità d’acqua, rischio di alluvioni, ondate di calore e perdita di biodiversità, le NBS diventano una risposta indispensabile.
Non sorprende quindi che un numero crescente di amministrazioni stia già inserendo piani di rinverdimento nei propri programmi, per proteggere cittadini ed ecosistemi in un mondo che cambia sempre più velocemente.

































































































































































































































































































































































