- 03/07/2026
- Redazione
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Oceani sempre più caldi: nuovo record mondiale della temperatura del mare. Copernicus lancia l’allarme sul clima
Gli oceani del pianeta continuano a scaldarsi e segnano un nuovo primato che preoccupa la comunità scientifica internazionale. Il Copernicus Climate Change Service (C3S) e il Copernicus Marine Service (CMEMS) hanno infatti confermato che le temperature superficiali globali del mare hanno raggiunto il valore più elevato mai registrato per questo periodo dell’anno, superando i precedenti record stabiliti nel 2023 e nel 2024.
Il 21 giugno i dati del sistema Copernicus hanno registrato una temperatura media della superficie del mare pari a 20,86 °C, leggermente superiore ai 20,83 °C rilevati negli stessi giorni degli ultimi due anni. Anche le misurazioni indipendenti del Copernicus Marine Service confermano il nuovo massimo storico, con una temperatura media di 21 °C, circa 0,1 °C oltre il precedente record.
Numeri che, seppur apparentemente contenuti, rappresentano un segnale estremamente significativo per gli equilibri climatici globali.
Un record atteso, ma che apre nuovi interrogativi
Secondo gli esperti, questo nuovo primato era in parte previsto dopo l’avvio delle condizioni di El Niño nell’Oceano Pacifico equatoriale, annunciato a inizio giugno dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO).
Il fenomeno naturale, combinato con temperature oceaniche già eccezionalmente elevate registrate negli ultimi mesi in diverse aree del pianeta, sta contribuendo ad aumentare ulteriormente il calore immagazzinato dagli oceani.
Negli ultimi tre anni, infatti, le acque comprese tra i 60° di latitudine Nord e Sud sono rimaste costantemente tra 0,35 e 0,73 °C più calde rispetto alla media climatica, con anomalie che nel mese di giugno hanno raggiunto valori mai osservati prima.
Perché un oceano più caldo riguarda tutti
L’aumento della temperatura superficiale del mare non è soltanto un dato statistico.
Gli oceani assorbono oltre il 90% del calore in eccesso prodotto dal cambiamento climatico e rappresentano il principale regolatore del clima terrestre. Quando si riscaldano, aumentano l’energia disponibile nell’atmosfera e modificano il funzionamento dell’intero sistema climatico.
Le conseguenze possono tradursi in: precipitazioni più intense e frequenti; tempeste tropicali più potenti; maggiore probabilità di alluvioni; accelerazione dell’innalzamento del livello del mare; scioglimento dei ghiacci; ondate di calore marine sempre più frequenti; danni agli ecosistemi marini e alla pesca.
Anche le aree costiere possono risentire di temperature più elevate, con effetti diretti sulle ondate di calore che interessano le zone terrestri vicine.
Copernicus: “Potremmo entrare in una nuova fase”
Per Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service presso l’ECMWF, il quadro merita la massima attenzione. “Le condizioni attuali potrebbero indicare l’inizio di una nuova fase che ci porta ancora una volta verso un territorio inesplorato. Con temperature oceaniche così elevate e l’arrivo di El Niño è probabile che assisteremo a nuovi record nei prossimi mesi.”
Buontempo sottolinea inoltre come il fatto che due sistemi di monitoraggio indipendenti abbiano raggiunto le stesse conclusioni rappresenti una conferma della solidità scientifica delle osservazioni europee.
Il ruolo del monitoraggio europeo
Anche Pierre-Yves Le Traon, direttore scientifico del Copernicus Marine Service presso Mercator Ocean International, evidenzia l’importanza del monitoraggio continuo degli oceani.
Secondo il responsabile del programma, i dati raccolti consentono a governi, ricercatori e decisori politici di comprendere come sta evolvendo l’ambiente marino e di pianificare strategie di adattamento e tutela degli ecosistemi.
La collaborazione tra il Copernicus Climate Change Service e il Copernicus Marine Service permette infatti di integrare osservazioni satellitari, misure effettuate direttamente in mare e sofisticati modelli numerici, offrendo una fotografia estremamente precisa dello stato degli oceani.
El Niño potrebbe spingere ancora più in alto le temperature
Gli scienziati invitano comunque alla prudenza. Sarà necessario osservare le prossime settimane per capire se questo nuovo record rappresenti un episodio temporaneo oppure l’inizio di una fase destinata a proseguire durante l’estate e nei mesi successivi.
Le previsioni stagionali indicano però che il fenomeno di El Niño potrebbe intensificarsi, favorendo nuovi record sia nelle temperature oceaniche sia nella temperatura media globale dell’atmosfera.
Uno scenario che rafforza ulteriormente le evidenze del cambiamento climatico e conferma il ruolo sempre più centrale degli oceani come indicatore dello stato di salute del pianeta.




















































































































































































































































































































































































