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Il cambiamento climatico torna tra le principali preoccupazioni degli italiani dopo un’estate segnata da ondate di calore e incendi: l’81% dei cittadini si dichiara preoccupato e cresce il sostegno alle politiche climatiche

Caldo estremo, incendi e altri eventi climatici riportano il cambiamento climatico in cima alle preoccupazioni dell’opinione pubblica europea. In Italia l’81% dei cittadini afferma di essere molto o abbastanza preoccupato per il clima e per i suoi effetti, cinque punti percentuali in più rispetto al periodo precedente all’estate.

È quanto emerge da un nuovo sondaggio condotto da YouGov in sei Paesi: Italia, Francia, Germania, Spagna, Danimarca e Regno Unito. I dati raccolti tra giugno e agosto mostrano una crescita della rilevanza attribuita al cambiamento climatico e, parallelamente, un aumento del sostegno alle politiche per contrastare le emissioni.

In Italia l’81% dei cittadini afferma di essere molto o abbastanza preoccupato per il clima e per i suoi effetti

Il clima torna tra le priorità degli europei

Dopo un’estate segnata da ondate di calore e altri eventi estremi, il cambiamento climatico è entrato tra le sei principali preoccupazioni in tutti i Paesi analizzati.

L’effetto, secondo il sondaggio, è stato particolarmente evidente nei Paesi maggiormente colpiti dagli eventi estremi. In Francia, per esempio, la quota di cittadini che indica il clima tra le prime due questioni prioritarie è raddoppiata.

Il cambiamento nella percezione dell’emergenza climatica non riguarda però soltanto la rilevanza attribuita al problema. La maggiore preoccupazione si accompagna infatti a un incremento del consenso verso le misure di politica climatica.

Cresce il sostegno alle politiche climatiche

Il sondaggio ha preso in esame 13 diverse politiche climatiche. In tutti i casi il sostegno netto è aumentato, con una crescita media di quattro punti.

Un altro elemento riguarda il livello europeo. Nei cinque Paesi dell’Unione europea coinvolti nella ricerca è aumentato il sostegno a una risposta comune al cambiamento climatico, mentre ha perso terreno l’idea di affrontare la questione prevalentemente a livello nazionale.

Un dato che segnala, secondo la rilevazione, una maggiore propensione verso un coordinamento europeo delle politiche climatiche.

Italia, il clima diventa il sesto problema più importante

In Italia l’ambiente e il cambiamento climatico hanno guadagnato terreno nella graduatoria delle preoccupazioni dei cittadini, arrivando al sesto posto tra i problemi ritenuti più importanti per il Paese.

La percentuale di italiani che indica il clima tra le due principali questioni da affrontare è passata dall’11% al 16%.

La percentuale di italiani che indica il clima tra le principali questioni da affrontare è passata dall’11% al 16%.

Ma è soprattutto il livello di preoccupazione personale a fotografare il cambiamento: l’81% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza preoccupato per il cambiamento climatico e per le sue conseguenze.

Caldo e incendi: la percezione degli italiani

La relazione tra gli eventi estremi dell’estate e il cambiamento climatico appare particolarmente evidente nelle risposte degli italiani.

L’85% degli intervistati ritiene che le ondate di caldo dell’estate siano state causate dal cambiamento climatico. Per quanto riguarda gli incendi boschivi, la percentuale scende al 64%, ma resta comunque maggioritaria.

Anche l’esperienza diretta degli eventi climatici estremi emerge con forza. Il 70% degli italiani afferma di aver sperimentato personalmente temperature insolitamente elevate durante l’estate, mentre il 28% dichiara di aver subito gli effetti degli incendi boschivi o del fumo provocato dai roghi.

Carburanti ed efficienza delle abitazioni: cresce il consenso

L’aumento della preoccupazione per il clima sembra accompagnarsi anche a una maggiore disponibilità a sostenere alcune misure concrete.

In Italia, gli incrementi più significativi nel sostegno alle politiche climatiche riguardano l’aumento delle accise sui carburanti, con una crescita del 12%, e l’introduzione di norme rigorose sull’efficienza energetica delle abitazioni, che registra un aumento dell’11%.

Sono dati che mostrano come il dibattito sulle politiche climatiche si intrecci sempre più con questioni concrete della vita quotidiana: mobilità, costi dell’energia, consumi domestici ed efficienza degli edifici.

Il giudizio sui politici contrari alle misure climatiche

Il sondaggio rileva anche le espressioni più frequentemente associate dagli italiani ai politici che si oppongono alle misure di riduzione delle emissioni per ragioni di costo.

Il 33% degli intervistati utilizza il termine «irresponsabile», mentre un’altra quota del 33% associa a questi politici la definizione di «negazionista». Il 28%, invece, li considera «difensori degli interessi delle grandi aziende».

Si tratta, in questo caso, di percezioni espresse dagli intervistati e non di una valutazione formulata dal sondaggio sulla posizione dei singoli esponenti politici.

Un’estate che cambia la percezione del rischio climatico

Nel complesso, i risultati della ricerca delineano un quadro nel quale l’esperienza diretta di caldo e incendi sembra aver riportato il cambiamento climatico al centro dell’attenzione pubblica.

In Italia la crescita della preoccupazione si accompagna a una maggiore centralità del tema nell’agenda dei cittadini e a un aumento del sostegno per diverse politiche climatiche.

Il dato europeo suggerisce inoltre una domanda crescente di coordinamento: nei cinque Paesi Ue considerati dalla ricerca, infatti, aumenta il consenso verso una risposta comune al cambiamento climatico.

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