Simulazione digitale della Terra per prevedere cambiamenti climatici ed eventi estremi
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Destination Earth passa alla fase tre: il progetto UE che crea una copia digitale della Terra userà supercalcolo e intelligenza artificiale per prevedere clima ed eventi estremi

Dal luglio 2026 Destination Earth (DestinE) entrerà ufficialmente nella sua fase tre, segnando un passaggio cruciale: da grande progetto di ricerca a strumento operativo a disposizione di istituzioni, imprese e comunità scientifica. A confermarlo è la Commissione europea, insieme ai consigli direttivi delle tre organizzazioni che guidano l’iniziativa: ECMWF, ESA ed EUMETSAT.

L’obiettivo è ambizioso ma concreto: creare una replica digitale della Terra, capace di simulare l’evoluzione del clima e gli eventi meteorologici estremi, per aiutare l’Europa a prendere decisioni più informate e a rafforzare la propria resilienza di fronte alla crisi climatica.

Cos’è Destination Earth e perché è importante

Destination Earth è uno dei progetti simbolo della strategia digitale e climatica dell’UE. Utilizza supercomputer di livello mondiale, intelligenza artificiale e dati satellitari per costruire modelli avanzati del sistema Terra.

In pratica, permette di rispondere a domande cruciali come: cosa succede se la temperatura globale aumenta di 2 gradi? Quali aree saranno più esposte a inondazioni, ondate di calore o siccità nei prossimi decenni?

“Destination Earth dimostra come gli investimenti europei in supercalcolo e intelligenza artificiale possano tradursi in benefici concreti per i cittadini”, ha spiegato Roberto Viola, direttore generale della Commissione europea.

Cosa cambia con la fase tre

La terza fase durerà 24 mesi e segnerà il passaggio all’operatività del sistema. I compiti saranno divisi tra i tre grandi partner europei:

I gemelli digitali del clima e degli eventi estremi

L’ECMWF continuerà a sviluppare i due principali gemelli digitali:

  • uno dedicato all’adattamento ai cambiamenti climatici

  • uno focalizzato sugli eventi estremi legati al meteo, come tempeste e alluvioni

I due modelli saranno sempre più integrati, permettendo simulazioni combinate e scenari “what-if” sempre più realistici.

Una piattaforma più accessibile

L’ESA lavorerà per rendere la piattaforma DestinE più semplice da usare e accessibile a un numero crescente di utenti. Dalla sua apertura nel 2024, la community è cresciuta rapidamente, superando le 5.400 persone registrate.

Il cuore dei dati europei

EUMETSAT continuerà a potenziare il Data Lake, l’enorme infrastruttura che raccoglie, archivia ed elabora i dati climatici e meteorologici. Oggi i servizi hanno già una disponibilità superiore al 99% e sono utilizzati da università, enti pubblici e PMI.

Dalla ricerca alle decisioni concrete

Dopo quattro anni di sviluppo, Destination Earth è pronta a fare un salto di qualità. La fase tre punta a trasformare simulazioni e dati complessi in strumenti utili per le politiche pubbliche, la protezione civile, la pianificazione urbana e l’industria.

Grazie all’intelligenza artificiale, le simulazioni ad alta risoluzione saranno più rapide e facilmente utilizzabili, aprendo la strada a una nuova generazione di applicazioni climatiche e meteorologiche europee.

Uno strumento chiave per affrontare la crisi climatica

Con eventi estremi sempre più frequenti e un clima in rapido cambiamento, l’UE scommette su Destination Earth per anticipare i rischi, ridurre i danni e rafforzare la resilienza. La fase tre rappresenta quindi non solo un avanzamento tecnologico, ma un tassello fondamentale della strategia europea per affrontare le sfide ambientali dei prossimi decenni.

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