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Milano diventa una “città spugna” con 27 cantieri: via l’asfalto, più verde e superfici drenanti per ridurre allagamenti e caldo estremo

Milano prova a rispondere in modo concreto agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Piogge improvvise e violente, allagamenti, lunghi periodi di siccità e temperature record stanno mettendo sotto pressione la città. Per questo il Comune ha avviato un piano diffuso di interventi che punta a trasformare Milano in una vera “città spugna”, capace di assorbire l’acqua piovana e di gestirla in modo naturale.

Il progetto prevede 27 cantieri distribuiti nei nove Municipi, con l’obiettivo di sostituire superfici asfaltate e impermeabili con nuovo verde urbano e pavimentazioni drenanti. Le opere sono realizzate da MM per conto del Comune di Milano e rappresentano uno dei pilastri della strategia cittadina di adattamento climatico.

Cos’è la “città spugna” e perché può ridurre gli allagamenti

Il principio alla base della “città spugna” è semplice: meno asfalto significa meno acqua che scorre in superficie e finisce tutta insieme nelle fognature. Al suo posto vengono creati suoli capaci di assorbire le piogge, trattenerle e rilasciarle lentamente nel tempo, anche verso la falda sotterranea.

Questo approccio consente di alleggerire la rete fognaria durante i temporali più intensi, riducendo il rischio di allagamenti stradali e danni a edifici e infrastrutture. Allo stesso tempo, l’acqua raccolta può essere riutilizzata nei periodi di siccità, ad esempio per l’irrigazione delle aree verdi.

Gli interventi già realizzati e i cantieri in corso

Alcuni progetti sono già realtà. In via Pacini, nel Municipio 3, è stato realizzato il primo SUDS, il Sistema di drenaggio urbano sostenibile, su una superficie di quasi 1.900 metri quadrati. Nel Municipio 9, in via Guido da Velate, la depavimentazione ha interessato circa 5.900 metri quadrati.

In questi giorni si stanno concludendo anche i lavori nell’area di via Luigi Nono, nei pressi della Fabbrica del Vapore, mentre proseguono i cantieri in via Toce, sempre nel Municipio 9, su un’area di circa 3.500 metri quadrati. A breve partiranno invece i lavori in piazza Imperatore Tito, nel Municipio 4, dove l’intervento interesserà oltre 4.200 metri quadrati.

I nuovi progetti previsti nel 2026

Il piano guarda già al prossimo anno. Nel 2026 sono previsti nuovi cantieri in via Sabatino Lopez, nel Municipio 8, dove saranno trasformati circa 4.500 metri quadrati, e in piazza Arnoldo Mondadori, nel cuore del Municipio 1, con un intervento su 2.200 metri quadrati.

Particolarmente significativo è anche il progetto di largo Volontari del Sangue, nel Municipio 3. Qui nascerà un’area completamente riqualificata e a forte vocazione pedonale, con più verde e pavimentazioni drenanti, in corrispondenza dei nuovi ingressi del Politecnico di Milano.

Fondi PNRR e attenzione ai quartieri più fragili

Cinque dei 27 interventi rientrano nei programmi PINQUA e sono finanziati con fondi del PNRR. Si tratta di progetti pensati per mitigare gli effetti del cambiamento climatico in quartieri particolarmente vulnerabili, come San Siro e Niguarda.

I lavori sono attualmente in corso in due aree della zona di via Paravia, nel Municipio 7, e in altre tre zone del Municipio 9, tra largo San Dionigi, via De Gasperis e viale Sarca. Altri undici interventi sono già in fase di programmazione, mentre tre sono ancora in progettazione.

Più alberi e meno cemento contro l’isola di calore

Oltre a migliorare la gestione delle acque, questi interventi puntano anche a rendere Milano più fresca e vivibile durante l’estate. La depavimentazione è infatti accompagnata dalla creazione di nuove aree verdi e dalla piantumazione di alberi, elementi fondamentali per contrastare l’effetto “isola di calore” e favorire il raffrescamento naturale della città.

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Comune e MM: “Acqua e verde vanno gestiti insieme”

«Eventi meteo estremi come piogge violente e siccità prolungate sono ormai sempre più frequenti – ha spiegato l’assessora al Verde e Ambiente Elena Grandi – e mettono sotto stress le infrastrutture urbane. Sostituire l’asfalto impermeabile con suolo drenante e nuovo verde è una scelta strategica per rendere Milano più resiliente».

Soddisfazione anche da parte di MM, che coordina la realizzazione delle opere. «Questi interventi – ha sottolineato l’amministratore delegato Francesco Mascolo – nascono da un approccio integrato che permette di ottimizzare tempi, risorse e cantieri, riducendo i disagi per i cittadini e migliorando l’efficacia delle infrastrutture urbane».

Milano prova così a cambiare il proprio rapporto con l’acqua e con il suolo urbano, trasformando l’asfalto in una risorsa naturale e facendo un passo avanti verso una città più sostenibile e pronta alle sfide climatiche del futuro.

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